ELEZIONI: ''STRAGE'' DI BIG IN ABRUZZO,
L'ONDATA GRILLINA LASCIA A CASA PEZZI DA 90

Pubblicazione: 07 marzo 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Tra chi era consapevole che non sarebbe stato eletto sin dalla vigilia, e chi ha vissuto un amaro risveglio lunedì, l'ondata grillina che ha travolto anche l'Abruzzo alle elezioni politiche ha lasciato a casa un lungo elenco di pezzi da novanta della politica regionale.

Esclusa eccellente è la senatrice uscente Federica Chiavaroli, 48enne sottosegretario alla Giustizia, l'unico personaggio abruzzese al Governo nazionale, a cui non ha portato bene il passaggio dall'allora Popolo delle libertà, con cui fu eletta a sorpresa cinque anni fa, al Nuovo centro destra di Alfano prima e ad Alternativa popolare poi, per arrivare a Civica popolare di Beatrice Lorenzin: sostenuta da tutto il centrosinistra, nel suo collegio Chieti-Pescara è arrivata terza dopo Primo Di Nicola del Movimento cinque stelle e Antonella Di Nino di Forza Italia, raccogliendo meno del 18 per cento.

Dopo di lei c'è sicuramente l'altra uscente Paola Pelino, 64enne per la quale sarebbe stato il terzo mandato, capolista di Forza Italia alla Camera nel collegio L'Aquila-Teramo, la cui esclusione suona come una beffa, e molti, a partire dall'ex ministro Gianfranco Rotondi, eletto a Chieti-Pescara, l'hanno imputata alla "pessima legge elettorale". Una sconfitta maturata per l'exploit della Lega, che a sopresa ha infatti eletto il 42enne Luigi D'Eramo.

L'exploit grillino ha azzerato una intera classe dirigente locale, visto che si è bruscamente interrotto il percorso di "big" come il sindaco di Fossacesia ed ex presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, bocciato all'uninominale alla Camera nel collegio Lanciano-Vasto, ritenuto utile dagli esperti, nelle fila della quarta gamba del centrodestra di Noi con L'Italia-Udc, e potrebbe dirsi definitivamente chiusa la lusinghiera carriera di altri, come l'ex sindaco dell'Aquila e due volte deputato Massimo Cialente (Pd), 66enne, doppiato dall'ex ministro Gaetano Quagliariello, di Noi con l'Italia-Udc, nel collegio maggioritario senatoriale L'Aquila-Teramo.

Tra coloro che, a loro dire, si giocavano la partita con l'annuncio in campagna elettorale di puntare ad essere il secondo partito della coalizione di centrodestra, ci sono alcuni candidati di Fratelli d'Italia, rimasti a secco di eletti: tra questi, il 44enne coordinatore regionale Etelwardo Sigismondi, marito della consigliera comunale dell'Aquila Ersilia Lancia a cui è toccata la stessa sorte (era candidata al Senato), il 47enne ex presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, ex Forza Italia ed ex Ncd che aderendo a Fratelli d'Italia all'ultimo minuto aveva strappato la candidatura al collegio uninominale di Pescara alla Camera sperando nel colpaccio, e l'ex consigliere regionale del Pdl ed assessore nella giunta Chiodi, Giandonato Morra, capolista al proporzionale alla Camera nel collegio L'Aquila-Teramo.

Non c'è stata partita per l'ex presidente della Regione Gianni Chiodi, che scaricato da Forza Italia si era candidato con la cosiddetta quarta gamba del centrodestra di Noi con l'Italia-Udc: il 6,49 per cento a Teramo città non è stato sufficiente a far scattare il seggio.

Con quest'ultima lista, bocciato anche il deputato uscente Giulio Sottanelli.

Finita male anche l'avventura di una giovane ma ambiziosa ed in posizione utile, l'esordiente Lucrezia Rasicci, 26enne fresca esponente di Noi con Salvini, nell'uninominale alla Camera a Teramo che nonostante il vento in poppa ha perso per oltre 6 punti dal pentastellato Antonio Zennaro.

Non ce l'ha fatta, annientata anche lei da un pentastellato, Daniele Del Grosso, la forzista Emilia De Matteo, candidata a sorpresa al maggioritario alla Camera nel collegio di Chieti che doveva essere del parlamentare uscente Fabrizio Di Stefano.

Delusione anche per la stessa Di Nino, sindaco di Pratola Peligna (L'Aquila) che sembrava con il vento in poppa.

Esclusi perché coinvolti nel tracollo del Partito democratico e perché proprio in posizioni non felicissime, il capogruppo al Consiglio regionale Sandro Mariani, a Teramo, l'assessore comunale di Pescara Antonella Allegrino, dalfonsiana di ferro, e il deputato uscente Antonio Castricone, e l'altro uscene dei dem Gianluca Fusilli, i primi negli uninominali per la Camera, il quarto al proporzionale al Senato nel collegio Abruzzo, ma al terzo posto.

Fuori gioco, ma in questo caso era sin troppo pronosticabile viste le posizioni nelle retrovie delle liste anche altri esponenti del Pd: il consigliere comunale di Chieti Alessandro Marzoli, tra i pochi renziani della prima ora rimasti tali anche con la nave che affonda, l'assessore regionale Dino Pepe e il consigliere regionale Luciano Monticelli, entrambi candidati alla Camera a Teramo. E ancora, per il Senato e la presidente dell'Istituto zooprofilattico di Teramo Manola Di Pasquale.

A bocca asciutta anche i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola di +Europa e Lucrezio Paolini e Giorgio D'Ignazio, candidati con Civica popolare, e l'ex assessore regionale Mimmo Srour, che si presentava coi prodiani di Insieme: di questi, però, solo il primo 

Fuori dalla partita, infine, nel solco della debacle nazionale, il deputato uscente Danilo Leva, 40enne molisano che Liberi e uguali aveva candidato in Abruzzo insieme all'altra uscente, la calbrese Celeste Costantino di un anno più giovane: né il primo nel collegio L'Aquila-Teramo per la Camera, né la seconda in quello Chieti-Pescara, sono riusciti ad essere eletti. Il partito di Grasso, d'altra parte, in regione non ha ottenuto alcun seggio.



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