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ELEZIONI: MASCITELLI (INGROIA),'CIVICA E POLITICA CON UN UOMO ONESTO'

Pubblicazione: 11 febbraio 2013 alle ore 08:52

Alfonso Mascitelli

L'AQUILA - "C'era necessità di unire tutti coloro che dentro e fuori il Parlamento, parti della società civile insieme ai partiti, hanno avuto la coerenza di fare battaglie in difesa delle parti più deboli per marcare la differenza".

Così ai microfoni di AbruzzoWeb il senatore uscente dell'Italia dei valori Alfonso Mascitelli, ricandidato nelle file di Rivoluzione civile con Ingroia come capolista a palazzo Madama, spiega la nascita del movimento che si è aggregato attorno alla figura dell'ex pubblico ministero di Palermo.

E proprio su Antonio Ingroia, Mascitelli spiega che "è un uomo onesto. È meglio mandare in Parlamento uomini con una storia di coerenza e battaglia a favore del rispetto delle leggi - spiega in merito alla polemica sui magistrati candidati - piuttosto che condannati o imputati che vanno in Parlamento per non correre rischio di andarsene in carcere. Chi ha procedimenti giudiziari in corso deve risolvere i suoi problemi prima nei tribunali".

Quanto ai leader di partito, "Antonio Di Pietro ha fatto un passo indietro così come tutti gli altri, un segnale molto chiaro", mentre assicura che tra le varie anime civiche e politiche non ci saranno frizioni o litigi perché "i dieci punti a difesa delle nostre priorità sono stati stabiliti in maniera chiara e inequivocabile".

Nella sua attività di senatore Mascitelli si è occupato anche di sanità come componente della commissione Igiene e sanità presieduta da Ignazio Marino e così c'è l'opportunità di una sua valutazione sul sistema ospedaliero del capoluogo.

"La Asl aquilana ha due facce - spiega - La prima, una grande qualità e altissima professionalità dei medici e degli operatori sanitari, abbiamo toccato con mano lo spirito di abnegazione e dedizione di tanti medici e professionisti. Se L'Aquila tornerà a essere un polo d'eccellenza della sanità sarà merito di questa categoria".

"Dall'altro lato abbiamo visto situazioni davvero mortificanti - accusa - Abbiamo dovuto chiudere il centro diurno per l'assistenza ai problemi mentali perché a distanza di tre anni dalla tragedia del terremoto i nostri pazienti erano ancora curati all'interno di container metallici. Una grave mortificazione, non solo per il servizio, ma per la dignità degli aquilani". (alb.or.)



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