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ELEZIONI: CHIAVAROLI, ''ERA PIU' CONVENIENTE
CANDIDARMI ALTROVE, I MIEI ELETTORI HANNO CAPITO''

Pubblicazione: 12 febbraio 2018 alle ore 11:33

Federica Chiavaroli
di

PESCARA - “Stando ai media e alle statistiche ci sarebbero state opzioni più ‘convenienti’, ma ho deciso di rivendicare i passi fatti in questi anni e continuare nella coalizione di governo”.

Lo sottolinea nell’intervista ad AbruzzoWeb Federica Chiavaroli, candidata al Senato con la Civica popolare sia come capolista del listino proporzionale sia per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale Chieti-Pescara alle elezioni politiche del 4 marzo, sottolineando le ragioni alla base del suo cambio di casacca rispetto a 5 anni fa.

Sottosegretario uscente alla Giustizia, la senatrice assicura di ripresentarsi all’appuntamento elettorale rispetto a 5 anni fa “con una grinta e uno spirito del tutto diversi, con la motivazione di chi vuole continuare un lavoro già intrapreso”.

E rivendica, rispetto ai contendenti nella sfida 1 vs 1 del maggioritario, “l’aver già iniziato un percorso politico importante, ma poi anche un rapporto diverso con i territori e i cittadini del collegio”.

Sul futuro, lascia aperto qualsiasi scenario in Consiglio regionale dove il “suo” Nuovo centro destra si trova, in teoria, ancora all’opposizione, ma il consigliere Giorgio D’Ignazio è candidato pure con Cd alla Camera.

Dopo 5 anni di esperienza parlamentare e un biennio da esponente di governo, con quali differenze e somiglianze si accosta a questa campagna elettorale rispetto a quella del 2013?

Se devo essere sincera, la campagna del 2013 fu una sfida improvvisata, in cui mi coinvolsero chiedendomi una disponibilità di servizio. Io aderii con un po’ di incoscienza e, comunque, impegnandomi molto, perché non riesco a fare le cose a metà. Poi, fortunatamente, andò bene e ora eccomi qua. Oggi affronto questa campagna elettorale con una grinta e uno spirito del tutto diversi, con la motivazione di chi vuole continuare un lavoro già intrapreso, e anche con la preoccupazione di chi ha presente che cosa e quanto ci sia ancora da fare. In quest’occasione tirarmi indietro sarebbe stata una decisione irresponsabile.

Quali sono le idee e i contenuti che vorrebbe riportare a palazzo Madama?

Le mie energie migliori le ho spese per consentire alle donne di conciliare la vita lavorativa con quella familiare, per il lavoro dei giovani (basti guardare le migliaia di assunzioni del ministero della Giustizia negli ultimi 2 anni), per combattere la corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione, per le riforme di semplificazione e ‘sburocratizzazione’ che ritengo essenziali per il benessere del mondo imprenditoriale. Sono i contenuti che considero fondamentali per il futuro del nostro Paese e che continuerò a perseguire con convinzione. L’altro contenuto dominante è stato e sarà l’Abruzzo. La nostra bellissima Regione merita di avere quello che altri territori già hanno: edilizia sicura, infrastrutture efficaci, incentivi all’industrializzazione, risorse per la logistica portuale, mezzi di valorizzazione del turismo e del commercio. Mi batterò con tutte le mie forze per ottenere tutto questo.

Adesso che il passaggio a centrosinistra è stato consolidato, trova difficoltà a far passare il messaggio nel suo tradizionale elettorato di centrodestra e se sì quali?

I miei elettori hanno capito e condiviso le mie scelte perché sanno che si è trattato di una scelta di coerenza. Stando ai media e alle statistiche ci sarebbero state opzioni più ‘convenienti’, ma ho deciso di rivendicare i passi fatti in questi anni e continuare nella coalizione di governo. In questo biennio, e le comunità che si sono rivolte a me tramite i loro sindaci o le loro associazioni lo sanno bene, ho potuto raggiungere risultati concreti e visibili per il mio territorio. In altre coalizioni prevalgono logiche sempre più rabbiose, oppositive e distruttive che non riesco a condividere e che non credo mi consentirebbero una serena prosecuzione del mio lavoro politico. Credo perciò di aver scelto la strada giusta per il futuro dell’Abruzzo e del Paese. D’altra parte bisogna cercare uno spazio dove le proprie idee ricevono maggiore accoglienza e possibilità di sostegno. Winston Churchill (passatemi la citazione ardita) diceva “cambio il partito per le mie idee, non cambio le mie idee per il partito”.

Il suo collegio maggioritario è quello che presenta la sfida ritenuta più interessante con il sindaco forzista Di Nino e il giornalista grillino Di Nicola. Che vantaggi competitivi ritiene di avere sugli sfidanti?

Innanzitutto l’aver già iniziato un percorso politico importante, ma poi anche un rapporto diverso con i territori e i cittadini del collegio. Non solo perché in questi anni ho girato tanto, ma perché ho preso in carico tante situazioni complicate, mettendoci la faccia. Penso, per esempio, alla proroga dei Tribunali Minori di Avezzano, Lanciano, Sulmona, Vasto che ci ha dato tempo fino al 2020 per cercare una soluzione diversa dalla loro soppressione, ai 1.000 appartamenti del lungomare di San Salvo salvati dall’esproprio demaniale, ai progetti realizzati per il rilancio del territorio di Farindola dopo la tragedia dell’Hotel Rigopiano, all’impegno per la bonifica dei siti inquinati di Bussi sul Tirino e per la reindustrializzazione della Val Pescara, al salvataggio del Tar di Pescara. Credo che i fatti valgano più delle promesse e, per quanta stima io possa avere per i miei avversari politici, sono sicura che gli elettori premieranno i risultati.

Confida più su questo canale o sul posto da capolista nel listino bloccato che pure la vede protagonista?

Confido nel mio impegno e negli abruzzesi. La storia insegna che in politica fare calcoli è inutile, sono troppi i fattori in gioco.

Per quello che ha potuto studiare del Rosatellum 2.0, nel maggioritario la forza del candidato sarà importante o comunque faranno la differenza le dinamiche nazionali sul simbolo?

Il maggioritario è lo spazio elettorale in cui la preferenza dei cittadini diviene sovrana e proprio per questo ho voluto la candidatura nel collegio. Mi piace mettermi in gioco in prima persona nelle cose che faccio, perché sono abituata ad assumermi le mie responsabilità e a portarle fino in fondo. Chi mette la croce sul mio nome deve sapere di avere un interlocutore serio e disponibile nella mia persona. Credo di essere uno dei pochi politici a non aver mai nascosto il proprio numero di telefono: rispondo a tutti e ricevo chiunque voglia parlarmi perché, per me, la politica è innanzitutto ascolto.

In una campagna così breve può essere considerato un azzardo puntare su un simbolo e un nome del tutto nuovi da far conoscere in fretta e furia sul territorio?

Abbiamo deciso di puntare su un’ipotesi nuova, con uno spirito vocato alla rappresentanza del territorio e a obiettivi politici chiari, puliti, moderati, con una spiccata declinazione al femminile. Un messaggio nuovo necessita di un simbolo nuovo, altrimenti si cade nel rischio della ‘minestra riscaldata’. Sarà pure un rischio, ma questa sfida politica vuol essere una visione ad ampio raggio, capace di andare ben oltre questa campagna elettorale. Civica popolare Lorenzin è un progetto che non ha nulla di ‘timoroso’ nel suo Dna.

Dopo il voto ci sarà una “resa dei conti” in Consiglio regionale con il passaggio dell’ex Nuovo centro destra al centrosinistra oppure resteranno i “due forni”?

Una cosa è certa: in Consiglio regionale continueremo a tenere l’atteggiamento responsabile tenuto fino a ora nell’interesse dell’Abruzzo.



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