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ECONOMIA: SUMMIT MMT, ''DISOCCUPAZIONE E' CRIMINE CONTRO L'UMANITA'''

Pubblicazione: 20 ottobre 2012 alle ore 10:58

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RIMINI - "Non eravamo i Piigs. Torneremo Italia". Svegliarsi dall'incubo dell'Euro, recuperare la sovranità monetaria e puntare dritti alla piena occupazione e al pieno stato sociale.

Va in scena il secondo summit, completamente autofinanziato dal pubblico e dalle imprese, sulla Modern Money Theory (Mmt), teoria economica di ispirazione keynesiana e post-keynesiana, una due giorni di lezioni di economia organizzata dal giornalista Paolo Barnard, come per la tre giorni dello scorso febbraio al pala 105 di Rimini, per dare spazio e voce ad alcuni economisti di fama mondiale quali Mathew Forstater, accademico Mmt dell’Università del Missouri KC, "fra i protagonisti del salvataggio dell’Argentina dopo il default del 2001", come recita il manifesto del convegno, Warren Mosler, creatore e sviluppatore della Modern Money Theory e Alain Parguez, ex consulente di Mitterrand, professore emerito all’università di Besancon "e maggior insider dissidente del Golpe Finanziario europeo".

Il prossimo fine settimana la MMT sbacherà a Cagliari.

Al termine delle lezioni, che si concluderanno domani sera, verrà ufficializzato un manifesto con le informazioni necessarie all'uscita dall'Euro e alla creazione della piena occupazione che i cittadini potranno presentare alla politica "per sconfiggere chi vuole distruggere l'economia europea".

Di nuovo, sotto accusa finisce la moneta unica europea, l'Euro, "responsabile del disastro della recessione nel vecchio Continente", che, secondo gli economisti, insieme alla crisi economica "pianificata a tavolino, sta distruggendo l'economia europea, con risvolti drammatici nei Paesi del sud".

Al convegno non hanno preso parte gli economisti Stephanie Kelton, Marshall Auerback, Bill Black, economisti che avevano segnato, con Parguez e Michael Hudson, il summit dello scorso febbraio,  e James Galbraith e Pavlina Tcherneva, per aver scelto di portare la Mmt dal presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, "pluri inquisito - spiega Barnard motivando la decisione di lasciarli fuori dal summit - gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo".

Un migliaio le persone intervenute al pala 105, la metà rispetto al primo summit, "ma questa è l'Italia", ha detto Barnard, che negli ultimi mesi ha deciso di abbandonare il gruppo di lavoro Democraziammt "per dissidi interni".

"La disoccupazione è un crimine contro l'umanità - ha affermato Forstater - oggi sono qui per darvi gli strumenti di cui avete bisogno per uscire da questo incubo".

Nel suo primo intervento, Forstater ha spiegato che "l'obiettivo della tassazione non è di generare un introito, perché lo Stato detiene il monopolio dell'emissione. L'obiettivo è di generare la domanda dei prezzi che altrimenti non avrebbero valore".

PARGUEZ, ''IN FRANCIA DISOCCUPAZIONE TRA 50 E 60 PER CENTO"

Sempre durissimo il professor Alain Parguez.

"In Europa, i dati ufficiali sull'occupazione sono assolutamente falsi - ha ribadito anche in questa occasione l'economista francese - se guardo alla mia Francia, poi, la situazione è drammatica, perché le statistiche non considerano larghi strati di quelli che dovrebbero lavorare. Per capirci, almeno 6 milioni di persone obbligate a lavorare meno di 15 ore alla settimana, senza dimenticare gli studenti che ancora devono fare il periodo di prova. La disoccupazione reale, in Francia, nel 2006, era del 39 per cento. Oggi siamo tra il 50 e il 60 per cento".

"Devo dirvi la verità su alcuni personaggi già santificati - ha quindi spiegato il professore, facendo riferimento ai padri dell'Euro - come Robert Schumann, Altiero Spinelli, Luigi Einaudi, Jean Monnet, Jacques Delors. Monnet, ad esempio, speculava negli anni '30. Era un cattolico ultraconservatore ed esponente di un cartello dell'acciaio che comprendeva aziende francesi e del Belgio, ma anche la famiglia Krupp, tedesca".

"Per raggiungere l'obiettivo il racconto di Parguez - verso l'inizio degli anni '80 i governi europei non hanno più smesso di tagliare la spesa e abbandonare l'obiettivo della piena occupazione, continuando ad aumentare le imposte con l'obiettivo di conseguire il bene supremo dell'eccedenza di bilancio e del deficit zero. Ma l'andamento deflattivo dell'economia, che va avanti da 35 anni, porta a un collasso totale. Le entrate fiscali diminuiscono, ne consegue che i governi soffrono di deficit superiori anno dopo anno, ma di deficit imprevisti, perché ignorano le leggi della macroeconomia. Dal momento in cui lo Stato è stato privato dei suoi piteri, quello di battere moneta, ci sono le banche. Lo Stato è ostaggio delle corporation, delle banche che impongono altissimi tassi di interesse, oensiamo alla Grecia che paga il 18 per cento, anche di più, un tasso superiore all'Inbdonesia di Suharto. Come si può ripagare questo debito? Il risultato è deflazione, deficit sempre più alto, paura per le banche, sempre più austerità".

Wanner Mosler ha illustrato le azioni da effettuare in caso di ritorno alla Lira.

"Se tornate alla Lira - ha detto Mosler - e i vosti leader volesso mettere in pareggio il bilancio, cosa si guadagnereste? Sarebbe peggio di prima. Guardate a noi degli States. Non abbiamo restrizioni sulla spesa dello Stato, ma abbiamo ancora una disoccupazione troppo alta. Così, il presidente Obama e lo sfidante Romney cercano di conquistare il nostro voto spiegandoci come ridurranno il deficit. Ma l'economia peggiora così facendo. A cosa serve possedere una moneta, se i risultati sono questi? Avete bisogno di scelte politiche, altrimenti lasciare l'Euro non serve a nulla. Il governo potrebbe annunciare che le impoiste si pagheranno d'ora in poi con la nuova Lira. Punto. Allora, avtreste una valuta perfettamente funzionante. Allo stesso tempo, il goiverno dirà anche che effettuerà tutti i pagamenti con la nuova valuta. E la prima cosa che accadrà è che ci potrebbe essere una penuria della monet. Tutti devono pagare le tasse in Lire e nessuno le ha. Cosa vuol dire per la valuta? Difficile da trovare, diventa molto preziosa, non crolla, ma diventa troppo forte. Da dove proviene la moneta, allora? Venderete euro per pagare le imposte, oppure beni e servizi, ma ancora le Lire non le ha nessuno, fin quando il governo non comincia a spenderle. La condizione iniziale, dunque, in caso di ritorno alla vostra vecchia valuta, è di renderla molto forte. 

da sinistra, Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez

 

CRISI: BARNARD, ''CHI HA IL POTERE IN EUROPA VUOLE DISTRUGGERE LA GENTE''

"C'è tanta gente in Europa - il pensiero di Paolo Barnard, negli ultimi tempi al centro di diverse polemiche sulla Mmt in Calabria - che odia il popolo. Questi vogliono distruggere la gente. C'era chi prima della seconda guerra mondiale pensava che Hitler non potesse fare le cose che poi ha fatto. Non voglio che voi usciate da qui credendo che non sia vero ciò che ha detto Alain Parguez su chi detiene il potere in Europa. Credevo di riuscire a riempire al massimo le prime sei file, invece abbiamo compiuto un miracolo. Adesso, non buttiamo via questo lavoro".

FORSTATER, ''DEBITO PUBBLICO TROPPO BASSO, NON C'E' PIENA OCCUPAZIONE''

"Siamo lontani dalla piena occupazione, il deficit attualmente è troppo basso. Il debito pubblico non è un peccato economico, ma una necessità economica".

Per l'economista Forstater, il pensiero sul deficit e sul debito pubblico si scontra con il pensiero neoliberista che pretende di mantenere sotto controllo due elementi decisivi dell'economia.

"Coloro i quali ce  l'hanno col debito pubblico e con il deficit di bilancio - ha precisato - dicano chiaramente come entrambe le voci risultano nel libro contabile a partita doppia, cioè se c'è un attivo o un passivo. Non esiste altra fonte di cambiamento nelle attività del settore privato denominate nella valuta nazionale, fatta eccezione per il governo, lo Stato. Se un individuo del settore privato vuole aumentare il proprio saldo al netto di ricchezza, è necessario che un altro privato vada in deficit".

"Sulla Mmt ci sono strane idee, si pensa che si miri a creare grandi deficit sempre, come cosa positiva, ma non è così: in realtà si dice che il deficit in sé per sé è irrilevante, quello che conta sono gli obiettivi di particolari politiche di bilancio. Ad esempio, il deficit non dovrebbe aumentare una volta raggiunta la piena occupazione, perché se abbiamo già il lavoro per tutti non serve aumentare la domanda, perché a quel punto l’unica cosa che può accadere è inflazione. Non c’è dunque bisogno di aumentare il deficit: è raro che questo avvenga, di solito avviene che siamo ben lungi dalla piena occupazione e il deficit è troppo basso".

Sulla cultura di fondo della scuola degli austriaci, di cui Friedrich Von Hayek è l'esponente di spicco, l'esperienza personale di Parguez all'interno della nomenklatura europea lo ha portato a definire senza mezzi termini gli uomini che hanno disegnato e imposto l'Euro, nella forma che conosciamo oggi.

"Le persone devono capire che non c'è la minima speranza in cui possano confidare. Ritenere che ci possa essere un sistema migliore per l'Euro significherebbe accettare che sua santità Benedetto XVI affermi che Dio non c'è. Quando si discute con teologi intelligenti, quando si chiede loro 'perché la chiesa è così ossessionata dalla moralità sessuale, ovviamente non si trova alcun fondamento, ma è necessario un controllo attraverso una paura. Il governo 'avviene' tramite la paura, arriva dalla paura. Questo pensava Hayek. Credeva che la paura potesse controllare le masse.

La lezione si è dipanata con un intervento a testa degli economisti sul palco. A Parguez, come di consueto, il compito di tracciare la storia sconosciuta che ha portato all'imposizione dell'Euro nel vecchio Continente. Il professore francese, il primo in Italia a raccontare la variante apocrifa celata dietro la facciata del progresso che proprio la moneta unica avrebbe portato, si è lanciato nelle accuse ai 'costruttori' dell'Eurozona, dei trattati di Maastricht e di Lisbona, "gli uomini del potere sovranazionale incapaci di considerare le popolazioni diversamente da una massa di gentaglia da spazzare via. Essi si sono ispirati a ideali e personalità reazionari, fascisti, nazisti, per eliminare ogni spinta di crescita umana ed economica dei governi leggittimamente eletti dai cittadini. Il 'neomercantilismo' guidato da un odio irrazionale da parte delle classi dell'Opus Dei e del Vaticano nei confronti di tutti noi è l'idea capace di mettere in ginocchio i Paesi d'Europa".

Mosler e Forstater, invece, le hanno suonate, dal punto di vista tecnico, alla filosofia neoliberista, centrale in una grossa fetta del mondo occidentale.

''L'ITALIA PUO' FARE DEFAULT E TORNARE A PROSPERARE''

"È bello ricordare che Roma e Atene sono state costruite senza il Fondo monetario internazionale, senza il petrolio, senza tante cose", ha esordito nell'ennesimo intervento Warren Mosler, che si è concentrato quindi sulla fuga dei capitali, sulla gestione del default programmato dell'Italia e della nuova moneta".

"L'Italia può pagare in Lire, o nella nuova moneta, tutto ciò che è in vendita. Non è possibile esaurirle, le Lire. L'inflazione, come abbiamo giò spiegato, non è un probolema se gestita con una moneta sovrana. Non è un problema neanche la piena occupazione. Essendo inesauribile, la Lira, come ogni moneta posseduta ed emessa da uno Stato sovrano, c'è la possibilità di dare un lavoro a tutti, garantendo uno stipendio decente per vivere bene ai lavoratori".

"I DIECI PUNTI PER UN PROGRAMMA DI PIENA OCCUPAZIONE GARANTITA", di Mathew Forstater

1) Il programma di occupazione garantita assicura che il deficit pubblico non sarà né troppo limitato né troppo grande. Quando l’economia si riprenderà i lavoratori usciranno dal sistema di lavoro garantito.

2) L’occupazione garantita può servire per i lavori pubblici e infrastrutturali e questo porta all’incremento di produttività del settore privato

3) Quando i lavoratori sono disoccupati perdono le loro competenze, invece mantenendo attive le persone il capitale umano viene mantenuto e anche accresciuto.

4) C’è una riduzione dei costi socio-economici della disoccupazioni: dalla criminalità, droga, alcol, suicidi.

5) Altri costi sociali si ridurranno, se i lavoratori eseguono servizi ambientali i costi ambientali diminuiranno

6) Riduzione di altri tipi di spesa: sussidi di disoccupazione e sussidi ai disoccupati e alle loro famiglie.

7) Minsky sottolineò un punto importante: che il lavoro garantito genera meno inflazione dei trasferimento di reddito che spostano la domanda e non l’offerta, mentre nel nostro caso agiamo su domanda e offerta bloccando quindi l’incremento dei prezzi.

8) Con questo programma di piena occupazione si evitano strozzature e “colli di bottiglia”

9) Le aziende avranno però una manodopera di riserva permettendo all’economia di non superare la soglia inflazionistica espandendo la domanda aggregata

10) Il salario di base viene stabilito in maniera esogena dallo Stato e quindi rappresenterà il livello di reddito stabile per il costo della manodopera sul quale fissare il valore del denaro.

Si ringrazia Pier Paolo Flammini del quotidiano on line rivieraoggi.it per la preziosa collaborazione.

 

Domani la seconda parte del summit.

 



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