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DRONI E AGRICOLTURA 2.0: TECNOLOGIA
MADE IN L'AQUILA, BIANCONE ''ECCO I VANTAGGI''

Pubblicazione: 09 giugno 2016 alle ore 07:00

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L’AQUILA – Agricoltura e tecnologia, ecco le chiavi del successo per le coltivazioni nel futuro prossimo. Ad esempio con l’utilizzo dei droni, i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto nati per essere utilizzati in campo militare ma che si sono dimostrati versatili anche in altri ambiti.

La tecnologia quindi per semplificare la vita e aiutare a ridurre gli sprechi.

In che modo questo sia possibile o potrebbe esserlo, lo racconta ad Abruzzoweb Massimo Biancone, amministratore, nonché fondatore, da gennaio di quest'anno in società con la R204 & Partners Spa,  della Eadrone, la prima azienda in Italia, e con sede all'Aquila nel Tecnopolo d'Abruzzo, a progettare e produrre questi dispositivi di alta tecnologia, anche grazie alla collaborazione con altre aziende del comprensorio.

Macchine da utilizzare in molteplici ambiti: dall’agricoltura alla ricerca di persone scomparse, dai rilievi del territorio alla misurazione delle concentrazioni di gas Radon.

La Eadrone partecipa quest’anno, con un progetto dedicato proprio al connubio tra tecnologia e agricoltura, agli Oscar Green 2016, concorso di idee organizzato da Coldiretti per innovazioni nel settore.

“Il drone non serve per irrigare o concimare i campi, al contrario di quanto si possa supporre – spiega Massimo Biancone – Può invece essere un valido aiuto per una radiografia aerea dello stato di salute del terreno che si intende coltivare”.

“Con i dati ottenuti si può stabilire se il terreno individuato è adatto o meno ad un determinato tipo di coltura o semina, si possono stabilire le necessità del terreno stesso, si evita l’impiego di concimi chimici anche dove e quando non servono, riducendo in tal modo l’inquinamento del suolo e quello conseguente delle falde acquifere e dei fiumi, in un circolo vizioso che coinvolge tutte le fasi della produzione agricola”, continua Biancone.

L’imprenditore che decide di investire nella cosiddetta agricoltura 2.0, è così in grado di ottimizzare e migliorare il raccolto, sprecare meno risorse e produrre un quantitativo inferiore di scarti di prodotto, perché rovinato da troppo concime o da un’errata gestione delle irrigazioni.

“È ovvio che le problematiche dell’inquinamento non possono essere risolte in tempi rapidi – aggiunge l’amministratore della Eadrone – però con un semplice controllo mensile si può stabilire se il raccolto ha bisogno semplicemente di acqua invece che fertilizzanti. Una quantità eccessiva di prodotti chimici ha come risultato un inevitabile passaggio nel suolo di metalli pesanti e sostanze nocive”.

Sui costi da sostenere per l’impiego dei droni nelle coltivazioni, “l’investimento è minore rispetto alle spese per l’acquisto e l’uso dei concimi chimici. Costi iniziali che si riducono ancora se si considerano i maggiori ricavi derivanti da una produzione massimizzata e quindi con minori sprechi”, conclude Biancone.



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