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L'Aquila
«Un dietrofront repentino del centro-sinistra, impegnato a rifarsi una verginità da tempo smarrita» è il commento del consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano all’approvazione della legge che abroga le disposizioni in favore della grande distribuzione. «Una classe politica all’altezza deve essere in grado di interpretare i bisogni dei cittadini, dei lavoratori, del mondo produttivo e, magari, anche prevederli – sostiene Di Stefano – e non stare sempre a rincorrere gli eventi quando essi si manifestano nella loro reale portata, come fa da due anni e mezzo la maggioranza». «Questa volta il colpo di mano non è riuscito perché ci si è imbattuti in una categoria combattiva e pronta alla mobilitazione – prosegue l’esponente di An – ma non è così che funziona: la società abruzzese deve potersi fidare dei propri governanti ed aspettarsi da essi risposte ai bisogni collettivi e non a quelli particolari di qualcuno». Di Stefano, quindi, conclude invitando a riflettere sul fatto che «è necessario che la partecipazione torni a pieno titolo tra i principi effettivi della Regione Abruzzo e non rimanga solo una frase scritta sullo Statuto, perché l’armonia sociale si ottiene solo se si consente ai portatori di legittimi interessi di poter condividere con gli organi legislativi le fasi del processo normativo».
Fonte: ACRA
14 Novembre 2007 - 00:00 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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