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DI GIANDOMENICO: FUMETTISTA TERAMANO ALLA CORTE DELLA MARVEL

Pubblicazione: 24 settembre 2012 alle ore 08:00

Carmine Di Giandomenico
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L'AQUILA - Carmine Di Giandomenico è un fumettista teramano che, grazie alla sua dedizione e alla sua bravura, è ormai conosciuto in tutto il mondo, soprattutto per la sua collaborazione con la casa editrice americana Marvel.

Ma il successo non lo deve solo a se stesso, il suo pensiero va ai genitori, “se oggi faccio quello che faccio, lo devo a mia madre e padre che hanno creduto in questa mia passione”.

Carmine ha iniziato a lavorare negli Stati Uniti grazie al suo forte spirito di sacrificio, rinunciando spesso alla vita sociale e scrivendo una storia forte, d'impatto, grazie alla quale solo 48 ore dopo ha iniziato a collaborare con l'editore di Battling Jack Murdock.

Ma la sua vita lavorativa non è riflessa sono oltreoceano, in Italia non mancano suoi capolavori quali Oudeis, edito da Saldapress.

Dalla sua casa di Teramo, Di Giandomenico racconta ad AbruzzoWeb la sua carriera di fumettista, e da qualche consiglio a tutti i ragazzi che vogliono percorrere la sua stessa strada.

Quando ha iniziato a disegnare, come ha scoperto la sua “vocazione”?

È difficile dirlo perché la vocazione è una cosa che avviene di conseguenza, dopo l’inseguimento di una passione, un piacere viscerale nel perseguire un proprio mito. Da piccolo sono sempre stato attratto dalle immagini colorate, dal profumo della carta stampata, e la filigrana della carta porosa. La mia folgorazione per il mondo dei supereroi avvenne da piccolo, quando i miei zii mi presentarono Superman. Ma oltre ciò, se oggi faccio quello che faccio, lo devo a mia madre e padre che hanno creduto in questa mia passione.

Da quale dei suoi colleghi trae ispirazione?

Guardo ancora oggi i grandi maestri del passato, e della mia generazione, principalmente autori americani. Li ho studiati da autodidatta, inseguendoli per capirli e per imparare il loro mestiere. Maestri come J. Buscema, Romita Senior, Gil Kane, ma anche tanti maestri europei e italiani. Ho ricercato il mio carattere iconografico, cercando di inglobare tutte le influenze che ho avuto da piccolo, per provare a raggiungere come obiettivo basi che mi permettessero di viaggiare da solo. Facendolo diventare il mio mestiere senza dover copiare o ricalcare.

Quali sono i suoi fumetti preferiti e quali si sentirebbe di consigliare ai nostri lettori? Quali sono, inoltre, i fumetti che le sarebbe piaciuto disegnare?

Domanda difficile e complessa. Per quanto riguarda: quali fumetti del passato mi sarebbero piaciuti disegnare. Nessuno. Sono perfetti così.  Fumetti da consigliare? Anche qui la domanda è vecchiotta, nel senso che appartengo a una generazione oramai vecchia e sinceramente non so quanto interesse i giovani lettori possano avere per fumetti “antichi”. Comunque, dovendo rispondere direi Dylan Dog scritto da Tiziano Sclavi, Ramaro seconda pelle, scritto da Daniele Brolli basato sul personaggio creato e disegnato da Giuseppe Palumbo, il Commissario Spada di Gianni De Luca, The Dark Knight e Ronin, di Frank Miller, The Spirit, Contratto con Dio e tutte le opere di Will Eisner. L'elenco è lungo, quindi continuo con Flash Gordon, Mandrake, Phantom, Watchmen di Alan Moore, We3 di Grant Morrisson, il ciclo di Dare Devil di Miller, Superman scritto da John Byrne e ovviamente tantissimi altri. Quello del fumetto è un mondo infinito!

Come si fa in una città come Teramo a diventare fumettista? Qual è stato il suo percorso?

Teramo è una città perfetta per lavorare, e soprattutto a dimensione d’uomo. Come si fa…. Si prende il treno e si va alle fiere, oppure, tramite Internet, inviando i propri materiali. Il mio è un percorso da ibrido, ho iniziato con i primi viaggi alle fiere, e poi successivamente il mio sbarco alla Marvel grazie a un'email.

La Marvel, questo colosso americano amato e ambito dai disegnatori europei. Hanno detto di lei “Carmine Di Giandomenico, il primo talento a ideare, sceneggiare e disegnare una storia per la Marvel”, la domanda è semplice, come si fa ad approdare negli Stati Uniti, all'interno del “cast” Marvel?

Difficile rispondere, il problema non è farlo... Ma proporre un’idea. Bisogna creare un’idea forte, non si può pretendere di presentare una storiellina semplice e sperare. Io la penso così, nel senso: hai la casa editrice più famosa del mondo? Bene… spara alto! Ma con qualità! E io ho avuto il coraggio di farlo con Battling Jack Murdock. Ma prima bisogna essere sicuri di avere tra le mani una propria idea e che sia vincente e inattaccabile da critiche e supervisioni drastiche. Io ho inviato la sceneggiatura del primo numero e lo storyboards dello stesso. E brevi righe dei numeri successivi. Gli obbiettivi, e lo sviluppo della storia in tot numeri. Gliel'ho inviato via email e 48 ore dopo ero già al lavoro, sceneggiando e disegnando tutti i numeri. Per certi versi è molto da sogno americano. Ma questo dimostra che se un perfetto sconosciuto come me è riuscito a presentare da solo senza aiuti di storia, una propria storia e farsela accettare, vuol dire solo che non importa chi sei, ma la forza di ciò che vuoi raccontare. Inoltre dimostra anche che ci sono settori dove forse a dettare legge è la qualità che si presenta e non un nome di richiamo.

Adesso torniamo in Italia, parliamo di uno dei suoi lavori più importanti: Oudeis. Com'è nato, quando e perché?

Oudeis è nato in un periodo di stasi con il mondo del fumetto italiano. L’ho iniziato e disegnare e sceneggiare, senza alcun editore alla porta per poterlo stampare. Tutto è nato per il gusto di disegnare e giocare. Solo successivamente ho iniziato a girare per trovare un editore per la sua pubblicazione. E mi sono trovato in linea con Andrea Ciccarelli di Saldapress che ha creduto nel progetto e ha anche investito con una edizione in due volumi dello stesso. Il legame con quest’opera è molto emotivo. Ma nello stesso tempo è diventato il mio biglietto da visita per gli Stati Uniti.

Un supereroe che le piacerebbe conoscere in carne e ossa?

Nessuno, li preferisco sulla carta stampata!

Un consiglio da dare a tutti i ragazzi che vogliono “osare” la carriera fumettistica.

Se volete inseguire questo professione, l’unico consiglio che posso dare è di non puntare alla sola pubblicazione effimera, ma di costruire il proprio carattere, nell’inseguire un mestiere di artigianato puro, dove a fare la differenza siete solo voi stessi con le vostre sole forze. E imparando soprattutto la costanza e l’autogestione di se stessi. Il sacrificio di perdere ore e ore, e giorni, e mesi sopra un foglio bianco che vi succhia le energie privandovi della vita sociale a cui siete abituati ora. Se siete disposti a ciò, e se avete lo spirito del narratore per immagini, allora… Benvenuti a bordo di questa barca di pirati di fantasie! E buona ricerca della vostra isola del tesoro!



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