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IL 28ENNE, NATO NEL CAPOLUOGO DI REGIONE, A RIETI E' PREPARATORE ATLETICO DELLA NPC, GLORIOSA SOCIETA': ''LO SPORT CONSOLIDA LE BASI DELLA NOSTRA VITA, SOPRATTUTTO DAVANTI ALLE SCONFITTE''

DAI CAMPI AQUILANI A VERTICI BASKET ITALIANO, L'AVVENTURA DI SIMONE PASSACANTANDO

Pubblicazione: 13 settembre 2019 alle ore 09:33

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L'AQUILA - Dalla passione per il basket, praticato a livello giovanile, ai vertici della pallacanestro come preparatore atletico: è la bella avventura del 28enne aquilano Simone Passacantando, diventato uno dei professionisti più in vista del panorama italiano, soprattutto per la sua giovane età e la già grande esperienza già maturata.

Simone nel 2009 anno del tragico terremoto aveva poco più di 17 anni, dieci anni dopo si è realizzato nella “vicina” Rieti come preparatore atletico della Zeus Energy group Npc Rieti, gloriosa società che nei decenni scorsi è stata ai vertici della pallacanestro italiana oggi in A2.

“Credo che lo sport permetta di consolidare le basi della nostra vita, soprattutto davanti alle sconfitte, questo perché ci aiuta a stringere i denti e a combattere in ogni situazione”, spiega Passacantando che così chiarisce quali sono stati lo spirito e l’atteggiamento che hanno aiutato a conquistare soddisfazioni e buoni risultati.

Arrivato nel settore Giovanile della Zeus Energy group Npc Rieti, ben presto si è fatto largo in prima squadra, grazie all’umiltà e alla consapevolezza dei propri mezzi, ma anche con lo studio continuo, il sacrificio e la capacità di non lasciare nulla al caso, che oggi caratterizzano la sua apprezzata professionalità riconosciuta a livello nazionale.

E nella stagione che deve ancora cominciare la società reatina, la terza come preparatore della prima squadra, dividendo e coadiuvando il lavoro con lo storico preparatore reatino Roberto Carapacchi, l’aquilano punta a risultati importanti.
Passacantando ha già vinto due campionati da preparatore fisico: il primo con Asd L'Aquila Basket e il secondo con la serie D della Npc Willie Rieti.

In una lunga intervista ad AbruzzoWeb, il giovane ripercorre le tappe del suo percorso, iniziato nel capoluogo abruzzese con il conseguimento della laurea triennale e poi Magistrale in Scienza e tecnica dello Sport e della qualifica di preparatore fisico nazionale della Federazione italiana pallacanestro.

Ma prima di raccontarsi, Il giovane preparatore lancia un messaggio ai giovani, soprattutto dieci anni dopo il terremoto: “a soli 22 anni ho avuto un'opportunità che non potevo perdere, le speranze ci sono, ma vanno coltivate attraverso il sacrificio, stare lontano dalla propria famiglia per esempio non è facile, ma è necessario; poi bisogna avere pazienza e pian piano si arriva all’obiettivo, ma è importante studiare e continuare a farlo sempre”.

“Anche la notte del 6 aprile 2009 la pallacanestro è stato il primo pensiero di Passacantando: “subito dopo la prima grande scossa ho guardato mio padre e gli ho detto ‘non posso più giocare’, per fortuna non è stato così: quell’estate mi sono riuscito ad allenare a Silvi Marina, dove alloggiavo insieme alla mia famiglia - ricorda - In quel periodo mi ha ospitato il Silvi Basket, poi a settembre, una volta tornato a scuola nella mia città, mi sono allenato nelle giovanili del Teramo Basket che militava in serie A1”.

“In quel momento mi ha aiutato moltissimo lo Sport che non ho mai abbandonato, grazie al basket ho trovato la forza di restare. Mia madre ci propose di trasferirci in un’altra città, ma io e i miei fratelli ci siamo rifiutati, perché volevamo restare all’Aquila. La ‘profezia’ di mia madre posso dire che alla fine si è avverata, perché dopo poco tempo sono andato a lavorare a Rieti”, aggiunge.

Il giovane ha tantissimi amici che ancora vivono nel capoluogo abruzzese, con i quali spesso parla della situazione dello Sport aquilano: “mi rendo conto che ci sono diversi problemi e criticità ancora, penso al Rugby, lo sport principale della città, che sta scomparendo - prosegue - o alla carenza di strutture sportive, ma vedo anche che per i giovani lo Sport rappresenta un’ancora fondamentale, quasi una fede”.

“Oggi mi trovo a percorrere una strada iniziata tanti anni fa all'Aquila: mi sono avvicinato al basket sin da bambino, intorno ai 6 anni - spiega Passacantando -. Ma amo lo sport a 360 gradi”.

Il giovane aquilano ha da sempre seguito la sua passione per la pallacanestro: “Dai 13 anni in poi ho iniziato a passare i miei week-end in giro per l’Abruzzo con le squadre, non li passavo con gli amici della scuola come i miei coetanei - ricorda -. Preferivo incontrare atleti più grandi di me e sognare che un giorno la mia vita sarebbe stata all’insegna dello sport, che per me non è solo un lavoro, ma una grande passione”.

Proprio in virtù del suo amore “a tutto campo” per le discipline sportive e volendo ampliare i propri orizzonti, Passacantando si è avvicinato anche al tennis sempre come preparatore e ad altri sport, “una passione di famiglia”.

“Sicuramente devo ringraziare i miei genitori per avermi sempre sostenuto nelle scelte che ho maturato negli anni, anche difficili a volte - aggiunge - ma del resto è grazie a loro che ho sempre respirato lo sport”.

Maurizio, professore presso l'università degli studi dell'Aquila, padre del giovane, è conosciuto nel panorama regionale per aver praticato diverse discipline, dalla palla ovale alla pallavolo, passando per l'atletica leggera; suo zio Claudio è un arbitro internazionale di rugby.

“Cerco di trasmettere la mia passione a mia sorella Eleonora - ammette -. Non ce l'ho fatta con mio fratello Luca, che sta per terminare il percorso di studi in Moda e Design. Fondamentale, però, è stato il sostegno di mia madre, Angela Cupillari, che ha sempre accettato e appoggiato le mie decisioni”.

Passacantando, riconfermato nel ruolo di preparatore atletico anche per la stagione sportiva 2019-2020, spiega che “sono 6 anni che mi trovo alla Npc Rieti: per i primi 4 mi sono occupato della preparazione fisica della Giovanile e negli ultimi due anni della prima squadra, senza tralasciare il settore giovanile”.

Il giovane si è trasferito giovanissimo a Rieti: “È stata una scelta dettata dal mio percorso di studi: sono stato chiamato dal club reatino e in quel periodo, avevo appena finito la triennale, militavo nelle società sportive dell’Aquila e inizialmente ho cercato di seguire entrambe le strade; ma dopo tre anni ho dovuto fare una scelta, ma sono soddisfatto della mia decisione perché ho fatto la gavetta in un ambiente professionistico”.

Inoltre, “A Rieti sono stata accolto dallo storico preparatore reatino Roberto Carapacchi, che mi ha dato la possibilità di crescere e condividere le mie idee con lui, fino a ricoprire al suo fianco il ruolo da preparatore nello staff della prima squadra della serie A2”.

Entrare a far parte della famiglia della Npc Rieti, molto giovane, guidato dal presidente, Giuseppe Cattani, “è stato come vivere dentro un film - racconta ancora - sin da bambino aspiravo ad avere una carriera nella massima serie; non so se è stato il destino, ma appena ho smesso di giocare mi è arrivata questa proposta” e ringrazierò sempre la famiglia della Npc per quello che sta facendo per me.

La squadra, che attualmente è in A2, lo scorso anno ha sfiorato la promozione, uscendo ai quarti di finale contro Treviso, che poi ha vinto i play off per la A1, la massima serie.

A Rieti il basket è considerato lo sport cittadino e anche per questo “è molto sentito, soprattutto a livello di tifoseria, è una delle realtà maggiori”, sottolinea Passacantando.

La nuova stagione “è iniziata il 16 agosto per noi: abbiamo eseguito dei test fisici propedeutici per poter partire con il lavoro a pieno ritmo con doppie sedute di allenamento, mattina e pomeriggio”, conclude il giovane aquilano.



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