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D'ANDREAMATTEO, IL GOLF DA PRIMA DI NASCERE, ''DURA UNA VITA INTERA''

Pubblicazione: 01 luglio 2013 alle ore 08:09

Il golfista Luca D'andreamatteo.
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L'AQUILA - Quando una passione ce l'hai nel sangue, è difficile non essere costretti a guardarla negli occhi e a farsi avvolgere. Quando nasce prima di noi, poi, è impossibile.

È quello che è successo a Luca D'Andreamatteo e al golf: suo padre andava a giocare quando lui era molto piccolo e gliel'ha trasmesso insieme alla vita. Luca ha iniziato ad accompagnarlo al Golf Club di Brecciarola (Chieti), e lì ha preso in mano la prima mazza e ha giocato le prime partite.

A soli 18 anni è diventato golfista professionista, intervistato da questo giornale, e adesso, a 21, insegna nel Golf Club di Miglianico (Chieti).

“Per me non è uno sport, è una passione - racconta ad AbruzzoWeb - Mi permette di fare sempre bellissima esperienze e mi tiene con il fiato sospeso perché ogni gara stagionale devo rifare la il torneo per piazzarmi in posizioni sempre migliori. Ma si può anche scendere”.

“Ho imparato a stare con me stesso, viaggio solo e devo sempre controllare tutto il mio corpo - spiega - e quello che vinco, è grazie a Luca D'Andreamatteo”.

Quando ha iniziato a giocare?

Ho iniziato da piccolo, avevo 4 anni quando seguivo mio padre che andava a Brecciarola e lo vedevo giocare. Così mi sono appassionato anche io. Si può dire che da golfista sono nato e cresciuto lì. In questo sport è inusuale vedere i bambini giocare, quindi ben presto mi hanno conosciuto tutti e sono diventato la mascotte. Ho bei ricordi di quel periodo.

Com'è proseguita la sua carriera?

Ho continuato ad allenarmi sempre di più, ora insegno a Miglianico. Per me è diventato a tutti gli effetti un lavoro, soprattutto da tre anni fa, quando sono professionista.

Che differenza c'è tra dilettantismo e il professionismo?

La grande differenza è che il primo non può avere mai premi in denaro, il secondo ha solo premi in denaro. E io sono l'unico abruzzese professionista, ci sono circa una ventina di ragazzi italiani ma il più vicino a me si trova a Bologna.

Come si diventa professionisti?

All'inizio dell'anno si partecipa a un torneo che serve a far classificare i vari giocatori. Se si raggiunge un certo livello si diventa professionisti. Quest'anno si è tenuto in Spagna, su 250 candidati mi sono piazzato 32esimo e ora sto gareggiando nella competizione europea Alps Tour, nato come circuito europeo, ma le gare si tendono anche in Egitto.

Quante gare ci sono ogni anno?

Circa 20, e ognuna dura tre giorni.

Cosa ama tanto del golf?

È uno sport veramente singolo, io gioco solo per me. Non lo vedo come sport, è un passatempo piacevole. Viene ritenuto un gioco d'elite ma non è così, basti pensare che è l'unica disciplina che permette alle persone di gareggiare alla pari tra loro, senza l'handicap che dà colpi di vantaggio, come il tennis. Ognuno gioca sui propri punteggi. E poi, ci puoi giocare per tutta la vita.

A quali tornei ha partecipato?

Uno dei più belli in cui ho gareggiato è stato due anni fa a Roma, il Challenge tour che è di una categoria superiore alla mia ma alla quale comunque mi hanno invitato. Sono stato anche in posti molto belli come in Guadalupe e ai Caraibi. Cambiando molto spesso città, però, si deve avere un grande spirito di adattamento, perché spesso ci sono sbalzi termici tra l'Abruzzo e le mete dove si tengono gare e ci si deve ambientare bene per essere rilassati sul green.

Si vive di solo golf?

È molto difficile. I montepremi sono bassi e capita che per partecipare ai tour ci si rimetta. Fortunatamente alle spalle abbiamo gli sponsor, il mio è global packging.eu, che sostiene i viaggi e le spese.

Come e quando si allena? Cosa fa un golfista oltre a impugnare le mazze?

Ci sono due tipi diversi di allenamenti, il primo è prettamente fisico, vado in palestra e poi studio l'aspetto tecnico dello swing, che è un movimento molto complesso, è un attimo perdere il giusto ritmo. Più si avvicina l'estate e più cambio, inizio ad andare in campo e a esercitarmi sulle buche. E poi si va a correre 5 giorni su 7 per almeno 8 chilometri.

E invece, dove si trova la concentrazione mentale? Come si fa a rimanere in campo per molte ore senza lasciarsi distrarre dalle centinaia di persone che sono intorno?

È difficile tenere la giusta concentrazione, ci sono esercizi respiratori ma tanta differenza la fa l'abitudine. Io riesco a essere più concentrato rispetto a un dilettante, controllo il respiro per abbassare la frequenza cardiaca. Sul green non deve essere troppo alta e si deve riuscire a sentire tutto il corpo.

Una persona che si vuole avvicinare al golf dove può andare a giocare?

L'unica bella struttura che c'è in Abruzzo è il Miglianico Golf Club, si trova a 4 chilometri da Francavilla (Pescara), spero cresca molto e spero anche che riapra il club di Brecciarola.

Dove possiamo seguirla nei prossimi appuntamenti?

Se riesco a classificarmi, sarò a fine luglio in Spagna, e a Cervinia dal 28 al 30 agosto.



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