CRISI COMUNE L'AQUILA: BIONDI ASSEDIATO DAI SUOI, CHIESTO AZZERAMENTO DELLA GIUNTA

Pubblicazione: 14 marzo 2019 alle ore 10:55

Pierluigi Biondi

L'AQUILA - Bocche cucitissime nella maggioranza di centrodestra al Comune dell'Aquila, dopo il culmine della tensione raggiunto ieri quando la seduta del Consiglio comunale è andata deserta per l'assenza dei consiglieri di Lega, Insieme per L'Aquila e dello stesso partito del sindaco, Fratelli d'Italia, e l'aula nel pomeriggio è stata occupata per protesta dalla minoranza.

A innescare la crisi è stata la nomina in fretta e furia di Raffaele Daniele dell'Udc vice sindaco, che il primo cittadino Pierluigi Biondi non avrebbe condiviso con gli alleati che ora lo assediano chiedendo l'azzeramento dell'esecutivo.

Nonostante infatti fosse già all'ordine del giorno una ricomposizione dell'esecutivo dopo il defenestramento di Anna Lisa Di Stefano e Sabrina Di Cosimo (Forza Italia) e le dimissioni di Guido Liris (Fdi) ed Emanuele Imprudente (Lega) eletti in Regione, la nomina dell'avvocato centrista al quale sono peraltro state attribuite le pesanti deleghe al Bilancio e alla Ricostruzione, è arrivata isolata da un discorso complessivo di rimpasto.

Scelta che ha fatto insorgere soprattutto la Lega, che seppur in Comune resta della stessa consistenza di Fratelli d'Italia cioè con un gruppo di quattro consiglieri, fa la voce grossa per lo straripante consenso delle regionali e rivendica un maggior peso in giunta comunale rispetto a quello che aveva prima del 10 febbraio.

Così, il deputato Luigi D'Eramo, che l'altroieri si è dimesso da assessore all'Urbanistica, ieri ha intimato a Biondi di convocare la maggioranza entro ventiquattr'ore, ma a poche ore dallo scadere di quell'ultimatum non solo non risulta in programma nessuna riunione ma, anzi, suonano a vuoto i telefoni dei protagonisti, a partire da quello del sindaco.

Una mezza frase la pronuncia solo Luigi Di Luzio, consigliere della Lega: "Stiamo facendo le nostre valutazioni", dice confermando che "la nostra assenza dal Consiglio non era pianificata, stavamo attendendo gli eventi", confermando dunque seppur indirettamente che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la nomina di Daniele.

Non parla neppure il capogruppo dei meloniani, Giorgio De Matteis, di solito verbalmente incontinente, "picconatore" dell'amministrazione che sin dall'estate scorsa chiede un cambio di passo.

La giunta "decimata" resta composta dunque da Carla Mannetti e Alessandro Piccinini, di Fratelli d'Italia, Francesco Bignotti di L'Aquila Futura e Monica Petrella di Benvenuto Presente (la civica del sindaco), ai quali da ieri si è aggiunto il nuovo vice sindaco. (m.sig.)



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