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SI VALUTAPIANO PER ISTITUTO CHE HA ACQUISITO LA TERAMANA TERCAS, OPERAZIONE FATALE; IN ABRUZZO A RISCHIO MILLE LAVORATORI E 101 SPORTELLI

CRISI BANCA POPOLARE DI BARI: GOVERNO A LAVORO PER SALVATAGGIO

Pubblicazione: 06 dicembre 2019 alle ore 09:09

L'AQUILA - Il governo giallorosso al lavoro per il salvataggio della Banca popolare di Bari che, dopo l'acquisizione della Tercas, rischia di sprofondare.

Dalla Banca - che conta 69 mila azionisti, 2700 dipendenti, oltre 350 sportelli e che ha iscritto nell'ultimo bilancio perdite per 420 milioni di euro - erano emerse alcune criticità già dal 2013, in un'ispezione di Bankitalia che aveva dato un giudizio "parzialmente sfavorevole" sui modelli di gestione, ma aveva salutato positivamente, l'anno successivo, l'operazione Tercas, l'acquisto della banca con sede a Teramo che ha portato nel gruppo oltre a 250mila clienti e 4,5 miliardi di raccolta, 750 milioni di perdite e 1,4 miliardi di sofferenze.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi si è riunito ieri per esaminare il dossier Popolare di Bari per la quale il governo starebbe predisponendo un piano di salvataggio da veicolare attraverso Mediocredito Centrale, l'istituto bancario controllato da Invitalia, ovvero dal Ministero dell'economia. Una riunione "informativa" ma che sta assumendo i tratti di un salvataggio pubblico.

Un intervento che potrebbe essere inserito nella manovra finanziaria e che sancirebbe quindi l'ingresso dello Stato nel capitale dell'Istituto per un'operazione di un miliardo di euro.

Nelle prossime settimane la banca dovrà varare la trasformazione in spa, più volte rimandata dalla precedente gestione per timore di perdere il controllo, mossa che si è rilevata fatale per l’istituto, assieme al caso Tercas. 

Il caso era finito in Consiglio regionale, lo scorso giugno, per l'interrogazione presentata dal consigliere regionale Antonio Blasioli, del Pd, riguardante la tutela dei circa mille lavoratori delle filiali della Banca Popolare di Bari in Abruzzo, per scongiurare una possibile chiusura degli sportelli nell'entroterra dopo la crisi di bilancio certificata per il gruppo bancario. Parliamo di 101 sportelli situati , fra l’altro, a Civitaquana, Collecorvino, Civitella, Cugnoli, Farindola, San Valentino, Tocco a Casauria, Torre Dei Passeri, Arsita, Aprati, Campli, Canzano, Castelli, Colonnella, Pietracamela, Torricella Sicura, Isola del Gran Sasso, Carsoli, Santa Maria Imbaro, Poggiofiorito, ecc. 



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