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INTERVISTA A UNO DEI GIGANTI MONDIALI DELLA MEDICINA, CANDIDATO AL NOBEL DUE VOLTE: ''SITUAZIONE GESTITA MALISSIMO. BORIS JOHNSON NON CAPITO''

CORONAVIRUS: IL VIROLOGO TARRO, ''SE TAGLI LA SANITA' E TI FAI TROVARE IMPREPARATO...''

Pubblicazione: 23 marzo 2020 alle ore 07:39

Giulio Tarro
di

L’AQUILA – “Se tagli le risorse alla sanità pubblica, ti ritrovi con un problema più grande da gestire. E se quel problema lo gestisci malissimo, fai succedere quello che sta succedendo in Italia, un Paese fermo per qualcosa che quasi nel 96% dei casi non è mortale”.

Frasi e concetti semplici, chiari, quelli espressi ad AbruzzoWeb da Giulio Tarro, uno dei più importanti virologi del mondo, due volte candidato al Premio Nobel, mentre infuria non soltanto in Italia l’emergenza per il Coronavirus.

Non un personaggio qualsiasi, Tarro: allievo di Albert Sabin, cioè di colui che sviluppò il vaccino più diffuso contro la poliomielite, il virologo messinese classe 1938 scoprì la causa di una epidemia, conosciuta come “il male oscuro di Napoli”, scoppiata nel 1979, arrivando così ad isolare il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite che morivano ogni giorno.

“Non siamo di fronte a un raffreddore e questo lo sappiamo bene – le parole del virologo al nostro giornale – ma perché in Corea del Sud la mortalità per il Coronavirus è bassa? Perché hanno fatto tamponi a tappeto ed agito di conseguenza. Idem in Cina. Da noi, invece, impreparazione e tagli alla sanità. Le frontiere chiuse all’inizio? Meglio qualcosa sul modello degli Stati Uniti d’America di qualche decennio fa, del tipo ‘quarantena federale’, ossia predisporre e mettere in atto tutti i controlli disponibili su chi viaggiava. Con la tecnologia disponibile oggi si poteva fare”. 

“Sono state tagliate risorse ovunque nella sanità pubblica italiana – afferma poi Tarro senza nascondere l’amarezza – Questo, unito ad una incapacità politica di gestire la situazione, ha portato al blocco e alla chiusura del nostro Paese, in particolare con la Lombardia in ginocchio”.

“Inutile girarci intorno, ci siamo ritrovati impreparati – ammonisce – I francesi hanno raddoppiato immediatamente i posti in terapia intensiva, noi solo da qualche giorno li abbiamo aumentati del 20 per cento. In gran parte, dunque, l’emergenza del Coronavirus in Italia è dovuta ai tagli nella sanità pubblica”.

Tarro si augura “Che accada ciò che accade naturalmente di fronte a simili epidemie: raggiungerà il suo picco, poi scenderà, presumo, anche grazie alle temperature più calde, in attesa di un vaccino. Io, però, non dimentico quello che è stato fatto ai nostri ospedali. Basta leggere l’Organizzazione mondiale della Sanità. Dal 1997 al 2015 abbiamo dimezzato tutti i centri di terapia intensiva”.

“La realtà è che direttamente per Coronavirus le morti sono pochissime, che aumentano, ovviamente, se riguardano anche chi ha patologie pregresse e chi è anziano anche come me. Purtroppo, da chi ci governa arriva una serie di informazioni che lascia molto a desiderare e che crea panico. Dall’inizio sostengo che questa sindrome non aiuta, anzi, il virus può trovare le porte spalancate perché le difese immunitarie si abbassano”.

“Il modello del premier Boris Johnson proposto all’inizio in Inghilterra (far infettare il 60% della popolazione al fine di far sviluppare gli anticorpi che rendono immuni dal virus, ndr)? Beh, lui può contare su persone capaci in settori che sono ai primi posti nel mondo per le ricerche in ogni campo, dunque certe scelte non sono farina del suo sacco. E poi, credo sia stato interpretato male, visto che ha semplicemente detto che i soggetti più deboli, come gli anziani e i malati, andavano protetti facendoli stare a casa. Ora ha cambiato direzione, ma relativamente”, è il suo giudizio, infine, su uno dei casi all’estero.

 



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