CONSIGLIO REGIONALE:CHE GRUPPI VIRTUOSI,
NON SPENDONO UN TERZO DEL LORO BUDGET

Pubblicazione: 18 maggio 2017 alle ore 06:17

Il Consiglio regionale nell'aula ''Spagnoli''
di

L’AQUILA - L'Abruzzo deve stringere la cinghia, a causa del taglio ai trasferimenti statali e dell'obbligo di risanare il disavanzo da oltre 700 milioni,  gli assessori lamentano che il loro budget sia insufficiente, si ha difficoltà a trovare le coperture alle leggi approvate, ma c'è un capitolo dove non ci sono problemi e anzi i soldi avanzano di quasi un terzo rispetto a quanto stanziato: è quello relativo alle spese di gruppi politici presenti in Consiglio regionale, per pagare gli staff di collaboratori a tempo determinato e cococo, e per le spese di funzionamento.

Una particolarità scoperta da AbruzzoWeb che emerge nella "Relazione sulla gestione e rendicontazione dei fondi assegnati ai Gruppi del Consiglio della Regione Abruzzo nel 2016”, effettuata dalla Corte dei Conti, che opera un controllo pignolo e al centesimo delle spese dei gruppi consiliari presenti all’Emiciclo.

Un dato che spicca è, infatti, che i gruppi spendono meno del budget loro assegnato, il media il 23,8 per cento, pari a oltre 500 mila euro, mettendosi dei soldi da parte per gli anni successivi. I gruppi sono costati nel 2016 al contribuente 1,9 milioni di euro, tra spese funzionamento e personale, portando la spesa dall’inizio della nona legislatura a 4,2 milioni.

La Corte dei conti evidenzia comunque che sono corrette le rendicontazioni, a parte qualche piccola irregolarità subito sanata, da parte di Forza Italia e Nuovo centro destra. Questo significa che tutto sommato funziona bene il decreto legge del governo Monti numero 174 del 2012 sul contenimento dei costi della politica, approvato dopo lo scandalo delle spese pazze nel Consiglio regionale del Lazio, recepito dopo pochi mesi dalla legge regionale 68, che ha stretto le maglie delle verifiche e controlli fattura per fattura, stroncando abusi, sperperi e spese improprie, ovvero non strettamente legate ai fini istituzionali dei gruppi.

Il budget dei gruppi, va prima di tutto ricordato, ammonta, a 5 mila euro l’anno per ciascun consigliere del gruppo per le spese di funzionamento, a cui si aggiungono 55.028 euro a consigliere, sempre annui, per pagare i componenti del personale politico, assunti a chiamata diretta tramite agenzia interinale o anche assunti dal Consiglio. Una somma aumentata l’anno scorso, dagli iniziali 46 mila euro, per poter garantire anche i buoni pasto e istituti contrattuali non coperti.

I gruppi, tuttavia, analizzando la relazione della Corte dei Conti, non hanno certo il fiato sul collo, insomma non devono tirare la cinghia, visto che tutti insieme hanno risparmiato nel 2016 il 24 per cento dei fondi assegnati.

“Nel periodo oggetto di rendicontazione, l’ammontare complessivo di fondi a disposizione dei gruppi per spese di personale si è attestato sul valore di 1.705.884,74 euro di cui 1.569.516,28 euro consistenti in somme liquide trasferite dal Consiglio regionale e 136.368,46 corrispondenti al costo figurativo del personale messo a diretta disposizione di alcuni Gruppi - si legge nella relazione - A tale aggregato deve aggiungersi l’avanzo risultante dal precedente esercizio, pari a 433.189,67 euro, determinando una conseguente massa totale spendibile di 2.139.074,41 euro. Rispetto a quest’ultima, l’avanzo aggregato registrato a fine esercizio si è attestato a 510.148,60 evidenziando evidenziando una percentuale di risparmio medio del 23,8 per cento”.

Ovvero, l’avanzo, ovvero i soldi non spesi sono stati 433 mila nel 2015, e sono aumentati nel 2016 a 510 mila.

Il gruppo più "sparagnino" in percentuale è il Centro democratico, che non ha speso il 54 per cento del budget. A seguire quello Misto, composto solo da Leandro Bracco di Sinistra italiana, che ha risparmiato il 52 per cento del budget a lui assegnato.

Seguono Abruzzo civico (32,4 per cento), Movimento 5 stelle (33,1 per cento) , Sinistra ecologia e libertà (24,8 per cento), Abruzzo futuro (24,6 per cento), Regione facile (25,1 per cento), Nuovo centro destra (23,9 per cento), Italia dei valori (20,9 per cento), Partito democratico (15,6 per cento), infine Forza Italia (13,4 per cento).

In termini  numerici e non di percentuale, i maggior risparmi sono invece quelli del Movimento 5 stelle, pari a 130.108 euro, a seguire quelli del Partito democratico, 115.370 euro,  e di Abruzzo civico, 45.963 euro.

I soldi non spesi non vanno restituiti, si ricaricano sull’annualità successiva. Si potrebbe supporre che, di questo passo, tutto il tesoretto finirà per essere speso magari a fine legislatura, a ridosso dalle elezioni regionali 2019, dove qualche collaboratore in più può fare comodo. Va anche ricordato che le spese di funzionamento non possono essere in nessun modo utilizzate per la propaganda politica. Un limite comunque non facile da definire, soprattutto per l'utilizzo del personale.

Proseguendo nell'analisi della relazione della Corte dei Conti, si legge anche che “dall’analisi dei dati emerge una ripartizione delle spese disomogenea tra i singoli gruppi, dipendente dalle scelte discrezionali di questi ultimi nella gestione dei fondi; focalizzando invece l’attenzione sul dato aggregato, tra le spese di funzionamento le principali voci sono rappresentate dalle 'Spese per consulenze, studi e incarichi' (60,11%), dalle 'Spese per duplicazione e stampa' (8,92%) e dalle 'Altre spese' (8,78%)”.

La Corte dei conti conclude prendendo atto che “si conferma una sostanziale e generalizzata adesione, da parte dei gruppi, al quadro regolamentare di riferimento in materia di rendicontazione dei fondi consiliari”.

Le principali irregolarità riscontrate in fase istruttoria, infatti, spiegano i giudici contabili, “attengono alle modalità di classificazione delle spese all’interno delle corrette voci degli schemi di rendiconto approvati e le eventuali criticità di questo tipo sono state tutte superate attraverso le operazioni di riclassificazione contabile poste in essere dai gruppi, in esito ai rilievi formulati dalla Corte”. Insomma errori veniali, e nulla di sostanziale, ovvero fondi usati per usi impropri o non giustificabili.

Come detto, le uniche spese "illegittime" e non "correttamente rendicontate" sono state quelle di Forza Italia per oltre 12.500 euro e del Nuovo centro destra di appena 1.200.

“Nel caso di Forza Italia si dà atto che il gruppo ha proceduto tempestivamente, in fase istruttoria, al rimborso integrale delle somme relative alle spese considerate non ammissibili - differenziano però i magistrati - Nell’altro caso, il gruppo Nuovo centro destra ha provveduto alla restituzione integrale delle somme contestate solo in seguito alla deliberazione della sezione con la quale è stato dichiarato il rendiconto parzialmente irregolare, con obbligo di restituzione delle somme relative alle spese considerati non ammissibili”.

QUANTO HANNO SPESO E NON SPESO I GRUPPI                   

TOTALE GRUPPI
funzionamento: 221.578  euro
personale: 1.569.516 
TOTALE 1.791.094
AVANZO: 510.148

ABRUZZO CIVICO
funzionamento: 14.295 euro
personale: 110.057  
totale:124.352
avanzo: 45.963

ABRUZZO FUTURO     
funzionamento: 7.147  euro
personale: 55.028
totale: 62.176
avanzo: 16.168

CENTRO DEMOCRATICO
funzionamento: 7.147 euro
personale: 55.028 euro
totale: 62.176
avanzo: 44.897

FORZA ITALIA
funzionamento:  35.738    
personale: 233.083
totale: 268.821
avanzo: 42.111

GRUPPO MISTO
funzionamento: 7.147 euro
personale: 55.028
totale: 62.176
avanzo: 36.032

ITALIA DEI VALORI
funzionamento: 7.147 euro   
personale: 55.028
totale: 62.176
avanzo: 13.286

MOVIMENTO CINQUE STELLE
funzionamento: 35.738
personale: 275.142
totale: 310.881
avanzo: 130.108

NUOVO CENTRO DESTRA
funzionamento: 7.147 euro  
personale: 55.028
totale: 62.176
avanzo: 16.155

PARTITO DEMOCRATICO
funzionamento:78.624 euro
personale:556.351
totale: 634.976
avanzo: 115.370

REGIONE FACILE     
funzionamento: 14.295 euro
personale: 110.057
totale: 124.352
avanzo: 33.049,76

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’
funzionamento: 7.147 euro
personale: 9.682
totale: 16.829
avanzo: 17.004



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