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COMUNE PESCARA: COMMISSIONE SU DEGRADO VIE GOBETTI, DON BOSCO E LAZIO

Pubblicazione: 14 febbraio 2020 alle ore 14:46

PESCARA - Un’ordinanza sindacale urgente per imporre alle imprese private proprietarie l’immediata bonifica dei terreni situati in via Gobetti, via Don Bosco e via Lazio, con la derattizzazione dell’intera area, lo sfalcio dell’erba con annessa rimozione del verde e, soprattutto, la demolizione di ruderi e baracche che oggi sono rifugio per senzatetto, ratti e insetti di ogni genere.

È quanto deciso nel corso della commissione  Sicurezza del Territorio odierna convocata alla presenza di una delegazione di residenti per affrontare la grave emergenza ambientale e igienico-sanitaria del quartiere. Incaricati ufficialmente della vicenda tutti gli Organi preposti, dalla Polizia municipale all’Urbanistica, riconvocheremo una nuova riunione per il prossimo 5 marzo per verificare la situazione e l’attuazione dei provvedimenti disposti”. 

Presente il presidente della commissione  Armando Foschi, i residenti coordinati da Flavia Pietrostefani e Alessandra Di Zio, l’assessore delegato alla Sicurezza Adelchi Sulpizio, del Capo di Gabinetto del sindaco Guido Dezio, il maggiore Paolo Costantini per la Polizia municipale, il funzionario dell’Ufficio Urbanistica Alessandro Feragalli, e il Presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli.

“A due passi dal centro di Pescara c’è una piccola enclave nascosta e sconosciuta, racchiusa tra i palazzi, una mini-Sarajevo bombardata dal degrado, dai rifiuti e da una condizione generale igienico-sanitaria indecorosa – ha sottolineato il Presidente Foschi -. Parliamo di un’area privata compresa tra via Gobetti, via Lazio, via Don Bosco e via Marche, dove insistono 17 attività commerciali ed edifici residenziali con decine e decine di famiglie costrette a convivere con ruderi e baracche abbandonate, con tetti e mura parzialmente crollate, lasciate nel completo abbandono. Baracche dove oggi, come hanno riferito gli stessi cittadini, dormono senzatetto, addirittura anche nuclei con bambini al seguito, persone che espletano i propri bisogni fisiologici all’aperto, ovviamente, non essendoci servizi igienici, in mezzo ai ratti che scorrazzano nell’area o davanti ai negozi, infestando i cassonetti dei rifiuti situati lungo la strada e addirittura risalendo sugli appartamenti attraverso tubature e condotte, tanto da arrivare sin dentro gli appartamenti al settimo piano".

"È evidente che c’è un problema igienico-sanitario che va risolto, e c’è anche un problema di sicurezza della pubblica incolumità perché dalle fotografie scattate dai piani alti dei palazzi si vedono i tetti dei ruderi implosi, crollati all’interno ed è logico che non si può consentire a nessuno, men che meno a disperati, senzatetto, e rifugiati, di dormire, vivere, cucinare, mangiare o permanere all’interno e ci sembra quantomeno anomalo che la proprietà non si sia preoccupata di murare i varchi di quelle baracche”, coclude Foschi.



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