COMUNE L'AQUILA: CONSIGLIO DICE NO AL CROCIFISSO IN AULA

Pubblicazione: 11 febbraio 2016 alle ore 16:11

L'aula consiliare dell'Aquila
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L’AQUILA - Non verrà appeso il crocifisso all’interno dell’aula del Consiglio comunale dell’Aquila.

Nell’assemblea di oggi è stato infatti definitivamente bocciato, per 15 voti contrari a 10 favorevoli, l’ordine del giorno del consigliere di Forza Italia Roberto Tinari, che proponeva di posizionare il simbolo cristiano nella sala sulla base di una sentenza del 2011 della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Si è trattato del secondo round dopo che, lo scorso 20 ottobre, il primo tentativo di Tinari era finito 9-9 con una divisione sia nella maggioranza che nella minoranza: la parità aveva bocciato l’istanza ma al tempo stesso consentiva di riproporla ai voti.

A dicembre un gruppo civico chiamato Difendiamolaq, composto da giovani consiglieri di circoscrizione ed esponenti delle associazioni cittadine di centrodestra, senza però simboli, aveva raccolto 829 firme a sostegno della mozione in un banchetto presso un centro commerciale.

Tinari accusa “la complicità di alcuni consigliere di maggioranza come Adriano Durante e Giuliano Di Nicola che l’altra volta avevano votato a favore e oggi contro: ci deve essere stato qualche mutamento, forse perché hanno ottenuto l’assessorato”, passato da Lelio De Santis a Giovanni Cocciante.

“Questi sono valori non barattabili, bisogna pensarla sempre allo stesso modo, non secondo le stagioni e la convenienza - sbotta Tinari - Questi consiglieri vanno dietro le processioni, vanno in chiesa, ma poi non fanno i fatti”.

Nell’attuale aula consiliare, una ex palestra in località Villa Gioia, aperta dal 30 aprile 2013, il crocifisso non ci è mai stato.

GLI INSORTI: “E ORA CON CHE FACCIA ALLA PERDONANZA?”

Uno dei promotori della raccolta firme, Roberto Jr Silveri del club Forza Silvio “Giuseppe Ungaretti”, ha commentato sulla rete sociale di Facebook dopo aver assistito al voto.

LA NOTA

Poco fa ero, insieme ad altri amici impegnati nella “battaglia del Crocifisso”, a sostegno della mozione di Roberto Tinari per affiggere di nuovo il Crocifisso nell’aula del consiglio comunale.
La questione non si dovrebbe nemmeno porre: stava nell’aula del consiglio prima del terremoto e come hanno rimesso i banchi e le sedie ce lo dovevano rimettere. Non so se se lo sono dimenticato o apposta non ce l’hanno messo, sta di fatto che ci dovrebbe stare.

La mozione è stata respinta, dopo una discussione consiliare che è andata a cacciarsi nei massimi sistemi, diventando vero scontro ideologico a tratti fumettistico.

Momento memorabile è stato quando Giuliano Di Nicola dell’Italia dei valori (valori sempre più sconosciuti) , che a ottobre aveva votato a favore, ha dichiarato che l’Idv avrebbe votato contro, tuonando “Qui sconfitta è la coscienza di tutti”.

Le ironie sul “cambio di vedute” si sono sprecate, insinuando che sia dovuto alla presenza di Cocciante in Giunta. Memorabile Enrico Perilli che faceva la battuta “dovendo scegliere tra Gesù e Barabba, l’Italia dei valori ha scelto l’assessore Cocciante”.

L’illustre assessore (alla Cultura?) Leone ha invocato “la laicità dello stato” richiamando “luoghi inclusivi” (immaginando che dove è presente il Crocifisso si compiano indicibili soprusi ai danni dei non cristiani) e partendo per la tangente con argomenti che non c’entravano nulla.

Gli “illustri aquilani”, i cui ritratti sono appesi ai muri (al contrario di un Illustre Nazareno), si univano al nostro sconcerto, e se le loro facce non fossero ferme da quattrocento anni si sarebbero messi a ridere.

A chi invocava la separazione tra comune e religione chiedo però: con quale faccia sfilerete alla Perdonanza (vero privilegio religioso nelle mani dell’amministrazione cittadina)? Forse è meglio se sfilerete in maschera, spacciandovi per figuranti.



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