IN ENTRAMBI I CENTRI MAGGIORI CHIAMATI AL VOTO SI VA AL BALLOTTAGGIO,
NEL CAPOLUOGO E' AVANTI MORRA, NEL CENTRO COSTIERO COMIGNANI
I CANDIDATI PIU' VOTATI A TERAMO, SUL PODIO COZZI, SBRACCIA E SALVI

COMUNALI: A TERAMO E SILVI CI SI VEDE IL 24,
CENTROSINISTRA RECUPERA FLOP POLITICHE

Pubblicazione: 11 giugno 2018 alle ore 10:31

TERAMO - I Comuni di Teramo e Silvi, gli unici sopra i 15mila abitanti dei 31 chiamati al voto in Abruzzo, vanno al ballottaggio domenica 24 giugno. In entrambi i casi, infatti, nessuno dei candidati ha superato il 50 per cento dei consensi.

La sfida, in controtendenza rispetto alle elezioni politiche di appena due mesi fa, è tra centrodestra e centrosinistra, con il Movimento cinque stelle fuori dai giochi.

A Teramo si contenderanno la fascia tricolore Giandonato Morra di Fratelli d'Italia, sostenuto da sei liste, e Gianguido D'Alberto, sostenuto dal Partito democratico e altre tre liste. Ago della bilancia potrebbe essere Mauro Di Dalmazio, consigliere regionale legato al movimento Idea del senatore Gaetano Quagliariello, che ha consumato lo strappo correndo da solo e ha raccolto un lusinghiero 11,54 per cento.

Non c'è stata partita per Giovanni Cavallari, Alberto Covelli e Paola Cardelli.

Si è giocato la possibilità di andare al ballottaggio, invece, Cristiano Rocchetti del Movimento cinque stelle, che ad un certo punto dello scrutinio sembrava ad una incollatura da D'Alberto.

A Silvi vanno al ballottaggio Francesco Comignani, il sindaco del centrosinistra costretto a lasciare l'incarico circa un anno fa in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri su 16, e Andrea Scordella della Lega, attorno al quale ha fatto quadrato l'intera coalizione di centrodestra.

Molto dietro Simona Astolfi del Movimento cinque stelle. Fuori dalla partita Antonio Del Vecchio.

Il risultato fotografa comunque una situazione molto diversa a quella registrata appena due mesi fa con le elezioni politiche: il Movimento cinque stelle ha percentuali decisamente inferiori rispetto al dato nazionale, persino dimezzata a Teramo, mentre il centrosinistra recupera terreno e il centrodestra unito si conferma con la coalizione con il dato più alto.

L'ex assessore Mario Cozzi di Forza Italia, con 831 voti. 
Domenico Sbraccia della Lega,  ex consigliere di “Popolari per Teramo passato per Fdi-An e approdato poi nei salviniani, con 467 voti. 
L'ex consigliere di Futuro in Maurizio Salvi, fedelissimo del consigliere regionale Paolo Gatti con 440 voti. Questi i candidati più votati che si sono meritati il podio al primo turno delle elezioni amministrative di Teramo, tutti e tre in appoggio al candidato del centrodestra Morra.  Il più votato nel centrosinistra di Gianguido D'Alberto è invece l'ex consigliere comunale dell'Italia dei Valori e poi di Città di Virtù Valdo Di Bonaventura, con 359 preferenze . Per il Movimento 5 stelle la più votata è invece Pina Ciammariconi con 209 preferenze. L'ingegnere, ex consigliere comunale dell’allora Pdl e e poi consigliere provinciale, Graziano Ciapanna, con 382 voti, è il più votato di Al centro per Teramo una delle due liste che sostiene il consigliere regionale di Abruzzo futuro Di Dalmazio.

Campioni del consenso personale in una partita che si chiuderà con il ballottaggio del 24 giugno, e il cui pacchetto di voti, se sarà riconfermato, potrebbe essere decisivo.

 

LE REAZIONI

PAGANO, ''PER FORZA ITALIA RISULTATI INCORAGGIANTI"

"Il centrodestra vive a una fase di confusione visto che una delle tre gambe a livello nazionale ha scelto di fare il governo con il Movimento cinque stelle. Aver tenuto unito il centrodestra ci ha portati a ottimi successi, un buon segnale e un viatico per le elezioni regionali sulle quali ci applicheremo subito dopo la vittoria a Teramo, della quale conoscendo bene Morra che ho voluto come candidato, sono sicuro, anche se al ballottaggio bisogna ripartire da zero per impostare una nuova campagna elettorale",

Questo il commento di Nazario Pagano, senatore e coordinatore abruzzese di Forza Italia.

"I risultati delle elezioni amministrative in Abruzzo sono più che incoraggianti per il centrodestra: abbiamo vinto in molti comuni della provincia di Teramo, di Pescara, di Chieti e de L'Aquila. A Teramo, unico capoluogo di provincia abruzzese chiamato al voto, il centrodestra arriva in vantaggio al ballottaggio con il centrosinistra, raccogliendo il 35% dei consensi e Forza Italia risulta essere il primo partito della coalizione, affermandosi anche sugli alleati. Anche a Silvi, il candidato della Lega sostenuto da Forza Italia arriva al ballottaggio, con uno svantaggio lievissimo". Lo afferma in una nota il sen. Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia in Abruzzo. 

"Senz'altro questi risultati sono indicativi, sia del fatto che il centrodestra si confermi come forza di maggioranza in Abruzzo sia della centralità di Forza Italia, capace di raccordare e guidare la coalizione. Evidente poi come il M5s si stia sgonfiando rispetto ai risultati delle politiche, segno che i cittadini riconoscono chi davvero lavora ogni giorno sul e per il territorio, con serietà e senza futili e demagogiche promesse irrealizzabili. Forza Italia, insieme ai suoi alleati di Lega e Fratelli d'Italia, continuerà il lavoro svolto finora, concentrandosi sui ballottaggi e amministrando i territori sempre e solo nell'interesse dei cittadini", conclude. 

MARTINO, ''M5S MOSTRA PARABOLA DISCENDENTE"

"Sicuramente il Movimento cinque stelle sta dimostrando una parabola discendente, che inizia adesso e verrà confermata alle europee, è un risultato deludente per una forza che oggi è di governo", dice il deputato di Forza Italia Antonio Martino, commentando il risultato delle amministrative in Abruzzo che, sostiene, "conferma un quadro vincente del centrodestra, che unito è l'unica soluzione a cui gli italiani danno fiducia per il governo delle proprie città".

In ottica elezioni regionali, cui l'Abruzzo sarà chiamato tra il prossimo autunno e la primavera 2019, secondo Martino "la sfida sarà con tutti e due, centrosinistra e cinque stelle, ma con una predominanza importante del centrodestra, per questo è importante essere uniti e allargare alle forze civiche".

"Il modello delle regionali è molto più vicino a quello delle comunali, dove ci sono le preferenze - fa osservare il deputato, responsabile regionale organizzazione degli azzurri - l'elezione è molto più simile, quindi il dato regionale non potrà che rafforzarsi".

"È importante andare uniti - aggiunge - a Teramo con Di Dalmazio probabilmente avremmo vinto al primo turno. L'auspicio è sicuramente quello che si ricomponga il quadro del centrodestra. È un auspicio che deve trasformarsi in un accordo programmatico".

ZENNARO: ''M5S IN CRESCITA, PRIMPO PARTITO A TERAMO"

“Teramo, Silvi, Atri, Nereto: Il Movimento 5 Stelle cresce in tutti i comuni della Provincia di Teramo insieme alla fiducia degli elettori nel nostro progetto, una grande opportunità che i cittadini ci stanno dando di rinnovare i consigli comunali e di portare il nostro contributo” Antonio Zennaro, deputato M5S alla Camera che così commenta i risultati elettorali.

“Senza dubbio un buon risultato che premia i nostri rappresentati territoriali e il lavoro svolto in questi anni di opposizione” continua il portavoce M5S “Ci confermiamo prima forza nel capoluogo, come a Silvi, raddoppiando i consensi. Il sistema elettorale a livello locale premia le coalizioni a scapito della futura governabilità, vedremo alla prova dei fatti e dei problemi lasciati irrisolti da anni, come cartelli elettorali improvvisati solo la settimana prima delle elezioni riusciranno a rispondere a sfide epocali per il nostro territorio.”

Conclude Zennaro "E’ un percorso che mi vedrà impegnato in prima linea e, insieme ai miei colleghi, supporteremo tutte le reti locali del Movimento con l’obiettivo di cominciare davvero a risolvere i problemi della provincia di Teramo con una logica propositiva, così come abbiamo fatto per il decreto sulle tasse del sisma 2016/2017. Fare squadra e portare sul territorio risultati e opportunità, è questo il nostro compito, laddove ci saranno logiche di mera occupazione clientelare o di mala gestione non faremo sconti”.

RAPINO: "PER IL PD RISULTATO DA CUI RIPARTIRE"

"Il risultato delle elezioni che si sono svolte ieri dimostra che schierando donne e uomini validi le forze di centrosinistra riescono a parlare ai cittadini e ad avere la loro fiducia".

Con queste parole il segretario regionale del Partito democratico Abruzzo Marco Rapino commenta il risultato elettorale delle amministrative.

"Dopo il 4 marzo 2018 il Pd ha aperto una profonda fase di riflessione che è tutt’ora in corso. Lungi da noi voler sminuire la sconfitta elettorale a livello nazionale, ma è dal risultato di oggi che possiamo e dobbiamo ripartire. In Abruzzo il Pd vince nelle città di Alba Adriatica e Loreto Aprutino e va al ballottaggio a Teramo e a Silvi. In provincia di Pescara abbiamo riconfermato tutti i Comuni che amministravamo. La vera sfida è e continua ad essere con il centrodestra, che però si presenta sempre più a trazione leghista, con uno spirito molto lontano dai valori che hanno fondato la nostra nazione".

"Il Movimento 5 stelle - incalza Rapino - è il grande sconfitto di questa tornata elettorale: solo tre mesi fa aveva raccolto in Abruzzo oltre il 40 per cento dei consensi e oggi le urne li vedono totalmente sconfitti. Facciamo appello agli elettori dei 5 stelle, alle molte persone di sinistra che, anche per alcuni nostri errori, hanno votato dirigenti dei 5 stelle. Questi dirigenti hanno consegnato il loro voto nelle mani di una estrema destra xenofoba e razzista. A tutti quei cittadini che credono ancora nei valori della sinistra va il mio appello, di tornare nel Pd e ricostruire con noi un grande partito inclusivo, progressista e liberale. Non possiamo consegnare le nostre città nelle mani dei leghisti".

BELLACHIOMA, ''LEGA TRANIANTE, TERAMO PIAZZA DIFFICILE, NON CI APPARENTIAMO CON M5S''

"La linea è chiara, ribadita dal nostro leader Matteo Salvini: non faremo apparentamenti alle amministrative con il Movimento 5 stelle, e rimarremmo fedeli alla coalizione di centrodestra. Il contratto di governo è una cosa, il voto amministrativo è un altra. Ovviamente ci auguriamo nei ballottaggi attenzione da parte degli elettori del Movimento 5 stelle, li dove non il loro partito è fuori dai giochi".

A ribadirlo il parlamentare della Lega Giuseppe Bellachioma, coordinatore del partito in Abruzzo, che definisce "soddisfacente" il risultato in Abruzzo, non nascondendo però un pò di delusione per il voto a Teramo, dove la Lega si è fermata al 6 per cento, quarta forza della coalizione di centrodestra che appoggia Giandonato Morra. 

"Tutto sommato anche in Abruzzo è stato confermato il trend delle politiche, con il centrodestra in salute, e con la Lega trainante, faccio gli esempi di Silvi, con il nostro candidato può diventare sindaco, di Atri, Nocciano, Pianella, Montorio al Vomano e Nereto".

Ammette però Bellachioma: "Teramo si è rivelata effettivamente una piazza complicata dal punto di vista politico, devo dire che avevamo proposte alternative, e questo ha creato un certo handicap della tempistica della composizione della lista. A A Teramo c'erano poi 7 candidati e il voto e parcellizzato, è facile incotrare difficoltà. Comunque a Teramo se come sono convinto sarà sindaco Giandonato Morra avremo tre consiglieri, mai accaduto a Teramo". 

QUI TERAMO

MORRA, "BALLOTTAGGIO E' UN'ALTRA ELEZIONE"

“Al ballottaggio sarà comunque un’altra elezione: non bisogna sedersi e iniziare una diversa campagna elettorale, bisogna migliorare il programma per ospitare le istanze e tutti i consigli che sono sempre ben accetti. In questa sfida a due conta molto anche l’intuito e il modo di essere del candidato e comunque parlerò a tutti i cittadini, anche a quelli, il 35%, che non sono tornati dal mare nella vicina costa teramana, e che non sono andati per scelta a votare. Sono fiducioso del buon risultato conseguito dal centrodestra unito, nonostante quanto sta succedendo a livello nazionale”.

Lo ha detto il candidato sindaco di Teramo del centrodestra Giandonato Morra, intervenendo alla diretta elettorale di Rete8.

“Se dovessi vincere al ballottaggio in una partita peraltro tutta aperta, si formerebbe un asse che a me piace molto soprattutto nell’ottica della grande Pescara”, ha aggiunto a proposito dell'ipotesi di diventare secondo sindaco di Fratelli d'Italia dopo Pierluigi Biondi dell'Aquila, “se si propone un progetto equilibrato e giusto che avrebbe ragione di esistere in un Abruzzo unito, saremmo d’accordo, se invece causerà ancora una doppia velocità tra la costa e l’interno, saremo contrari”.

DI DALMAZIO, "NESSUN APPARENTAMENTO"

"Stanno ancora spogliando gli ultimi seggi quindi mi pare prematuro fare valutazioni, ma sicuramente non ci apparenteremo con nessuno, come abbiamo detto in campagna elettorale", ha detto stamattina ad AbruzzoWeb Mauro Di Dalmazio.

"Faremo una riflessione sul risultato che è assolutamente lusinghiero", ha aggiunto, "è stata una vittoria politica già quella di correre da soli, con dignità, il risultato poi ha suffragato tutto questo. Raggiunto in un solo mese nella morsa di centrodestra, centrosinistra e cinque stelle, con un voto polarizzato, è un risultato notevole".

"Da tre anni avevamo abbandonato il centrodestra, non sono state minimanente tenute in considerazione le nostre osservazioni critiche", ricorda Di Dalmazio. (m.sig.)

D'ALBERTO, "MORALE ALTO, BALLOTTAGGIO È ALTRA PARTITA"

"Il morale è alto, il risultato è pienamente soddisfacente e tutt'altro che scontato dopo i dati delle politiche del 4 marzo. Ora inizia un altra partita, quella del ballottaggio".

A parlare è Gianguido D'Alberto, candidato sindaco di Teramo con la coalizione di centrosinistra appoggiata da Partito democratico e dalle liste civiche Insieme Possiamo, Teramo Vive e Teramo 3.0, che ha ottenuto il 21,1 per cento, e andrà al ballottaggio con il candidato del centrodestra Giandonato Morra, che ha ottenuto il 34,6 per cento. 

Fuori dai giochi il Movimento 5 stelle che presentato come candidato sindaco Cristiano Ciriaco Rocchetti che si è fermato al 16,5 per cento, contro le previsioni della vigilia, visto che M5s alle politiche del 4 marzo a Teramo è arrivato al 40 per cento. Ora D'Alberto per recuperare lo svantaggio deve appellarsi in primis a cadidati ed elettori degli altri esponenti del centrosinistra che si è presentato diviso a Teramo, come Giovanni Cavallari (10,2 per cento) e Paola Cardelli di Sinistra per Teramo (0,9 per cento), ed anche dei civici come Alberto Covelli (5,1 per cento) e Mauro Di Dalmazio, consigliere regionale di centrodestra, a Teramo però in rotta con l'amministrazione uscente, che ha preso l'11,5 per cento. Per non parlare degli elettori M5s.

D'Alberto però conferma ad Abruzzoweb: "come detto e ripetuto in campagna elettorale non faremo apparentamenti. Parleremo agli elettori, cercheremo di far capire che a Teramo la partita non è tra centrodestra e centrosinistra, ma tra chi come noi incarna la discontinuità, dopo due amministrazioni disastrose dello stesso centrodestra che sostiene Morra, e un'idea completamente nuova di città, echi che non potrà che riproporre un modo di governare fallimentare e le solite vecchie logiche".

Alla domanda: "incontrerà Di Dalmazio, che ha un pacchetto di voti che può risultare decisivo?", D'Alberto risponde: "per lui vale lo stesso discorso, nessun apparentamento, che è anche del resto la linea che Mauro ha annunciato di voler perseguire".

"Il morale è alto - conclude D'Alberto - viste le divisioni nel campo del centrosinistra non era affatto scontato arrivare al ballottaggio. Ed ora ripeto si apre una partita completamente nuova e possiamo recuperare il terreno perduto. Voglio solo ricordare che a Teramo nelle precedenti amministrative Maurizio Brucchi al primo turno aveva sopravanzato Manola Di Pasquale di 25 punti percentuali, al secondo turno ha si vinto, ma per il rotto della cuffia. A L'Aquila al secondo turno addirittura il risultato del ballottaggio,  ha clamorosamente ribaltato  quello del primo turno". (f.t.)

QUI SILVI

COMIGNANI, ''PRIMO APPRODO RAGGIUNTO"; SCORDELLA, ''PRONTI A RECUPERARE E VINCERE" 

"La mia squadra ha dato l'anima per raggiungere il primo approdo. Manca un altro forzo per arrivare all'alba di un nuovo giorno".
 
Così il candidato sindaco del centrosinistra di Silvi  Francesco Comignani, a urne appena chiuse. Sindaco uscente, Comignani è stato costretto a lasciare l'incarico circa un anno fa in seguito alle dimissioni di 9 consiglieri su 16. E ha oggi però ottenuto il  35,56 per cento, appoggiato dalle liste civiche Silvi Ripartiamo, Democratici Per Silvi e Obiettivo Silvi. Al ballottaggio dovrà vedersela con Andrea Scordella della Lega che lo tallona 33,33 appoggaito anche daForza Italia, Fratelli D'Italia e Idea Popolo Libertà. 
 
Decisivo potrebbe essere il voto degli elettori del Movimento 5 stelle, che con Simona Astolfi è fuori dal giochi, fermandosi al 24,41 per cento.
 
"Il risultato che abbiamo ottenuto era quello che avevamo preventivato - spiega Comignani -  Il vento del cambiamento o presunto tale di cui parlano gli attuali esponenti del governo oggi a Silvi non c'è stato, c'era solo una bellissima giornata di caldo e soledicui tutti abbiamo goduto".
 
Infine una frecciata a coloro che gli hanno voltato le spalle un anno fa: " Dopo quello che è accaduto, chi ha fatto passi avventati, dovrà ora ripensarci momto ma molto bene".
 
Affila le armi  però anche  Andrea Scordella.
 
"Siamo molto soddisfatti del risultato. La Lega qui a Silvi siamo riuscita a ricostruirla in pochi mesi, e ha ottenuto un grande risultato. Siamo una coalizione compatta e forte, a trazione lega sul territorio ci siamo e abbiamo molta forza ancora da sprigionare". 
 
Alla domanda dell'inviato di Rete8 sull'ipotesi di una convergenza con il Movimento 5 stelle, al governo con la Lega, Scordella spiega che "è un discorso da fare a bocce forme, sappiamo solo che vogliamo far si che prosegua e si rafforzi il vento del cambiamento. e pronti a dialogare con tutti".

 

 


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