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CINEMATIK: ''VIVA LA LIBERTA''', LO SCAMBIO DI PERSONA CON SERVILLO

Pubblicazione: 17 marzo 2013 alle ore 18:19

Toni Servillo si sdoppia in 'Viva la libertà''
di

L’AQUILA - Toni Servillo doppiamente eccellente nell’interpretare una coppia di gemelli omozigoti, dove “l’unico è capace di interpretare l’altro”.

Giovanni, filosofo e scrittore, appena uscito dal manicomio per un disturbo bipolare, si trova a dover vestire i panni di Enrico, segretario del partito di sinistra quando, a capo dell’opposizione, debole di consensi, soggetto a forti critiche da parte del suo elettorato, e non per mancanza di onestà ma di carisma, proprio nel periodo pre-elezioni, decide di prendersi qualche giorno di vacanza in Francia per andare a trovare una vecchia fiamma, che lavora nel cinema, Danielle, interpretata dalla suadente Valeria Bruni Tedeschi.

Sebbene in apparenza sia l’uomo meno adatto a sostituire una figura di tal genere, Giovanni, invece, nel ruolo di politico, riscuote un successo impensato, arrivando al 66% dei consensi, secondo i sondaggi, grazie alla sua “eloquente follia”, che invece parla di realtà, che osa sfidare il buonsenso, soprattutto le logiche stantie di partito e di coalizione elettorale, conquistando con questa nuova sferzata di energia le persone.

Lungi dal far uso di qualunque forma di populismo, bensì con l’eleganza dei modi di fare e di esporre, il filosofo Giovanni non si affida neanche al proprio flusso di coscienza ma piuttosto fa uso di quella che si può definire “poetica della coscienza”, che trova massima espressione nella scena dove egli, durante un discorso pubblico in piazza San Giovanni a Roma, cita lo scritto “A chi esita” di Bertolt Brecht che così si conclude:

“Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto? Qualcosa o tutto? Su chi contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente? Resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi. O contare sulla buona sorte? Questo tu chiedi. Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”.

Dall’altra parte Enrico, in Francia, dopo una vita passata con grande serietà ma compassatamente rinchiuso nel suo ruolo istituzionale e pubblico, ritroverà quel contatto con l’umanità e con un modus vivendi privo di preconcetti, rispolverando anche il suo giovanile interesse per l’arte cinematografica che non gli farà dimenticare la propria identità ma che, con molta probabilità, sarà utile per conquistare una nuova dimensione di se stesso.

Certamente nessuno è a conoscenza dell’avvenuto scambio di identità se non il fidato braccio destro, nonché mente grigia di Enrico, Andrea Bottini, e la moglie Anna, interpretati rispettivamente dai bravi Valerio Mastandrea e Michela Cescon. Anche per loro si riaccendono inaspettatemente sentimenti assopiti e mentre nei loro animi con genuinità tornerà la speranza della vittoria elettorale, dall’altra inizierà ad affacciarsi il timore di cosa potrà accadere quando tutto tornerà alla logica normalità.

Un film intelligente e divertente tratto dal romanzo “Il trono vuoto”, edito da Bompiani, che l’anno scorso si è aggiudicato il Premio Campiello Opera Prima, il cui autore è lo stesso regista, il siciliano Roberto Andò che qui, non rispolvera, ma continua, con sapiente attualità, la tradizione pirandelliana, quella del tema dell’identità e del suo doppio: nei dialoghi, in primis, dove si sussurrano analogie tra cinema e politica, realtà e finzione, ricerca e fuga da se stessi, sino alla scelta volutamente enigmatica del finale.

GENERE: Drammatico REGIA: Roberto Andò SCENEGGIATURA: Roberto Andò, Angelo Pasquini ATTORI: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Michela Cescon, Anna Bonaiuto, Judith Davis, Eric Trung Nguyen, Andrea Renzi, Gianrico Tedeschi, Massimo De Francovich, Renato Scarpa, Lucia Mascino, Giulia Andò FOTOGRAFIA: Maurizio Calvesi MONTAGGIO: Clelio Benevento MUSICHE: Marco Betta PRODUZIONE: BiBi Film, Rai Cinema DISTRIBUZIONE: 01 Distribution PAESE: Italia 2013 DURATA: 94 Min FORMATO: Colore

TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=dbtJyEjbp_g

CINEBISCOTTINO


da Bianca (1984) di Nanni Moretti

http://www.youtube.com/watch?v=SoqMl8DI0uc

Commissario: “Ma perché? Erano suoi amici... che cosa le avevano fatto?”.

Michele: “Mi avevano deluso. Gli amici ti deludono. La gente normale no. A me piacciono le coppie felici: io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli do consigli però non li seguo più quando fanno quelli errori così stupidi. Cominciano, cominciano a dirsi le bugie, poi si separano, poi tornano a stare insieme, però è troppo tardi perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere. Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c’erano solo alcuni modelli molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso. Uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette”.

Commissario: “No, scusi, stavamo parlando dei suoi amici”.

Michele: “Sì, gli amici non possono comportarsi così perché io mica divento amico del primo che incontro. Io decido di voler bene, scelgo e quando scelgo è per sempre... mi dispiace averle dato questo dispiacere”.



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