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CINEMATIK: MICHEL GONDRY NON SBAGLIA CON VIAN
LA SCHIUMA DEI GIORNI DIVENTA MOOD INDIGO

Pubblicazione: 30 settembre 2013 alle ore 08:01

Una scena tratta dal film 'Mood Indigo'
di

L’AQUILA - Prende spunto dalla difficile impresa di portare sul grande schermo un classico della letteratura francese dello scorso secolo, l’eclettico romanzo di Boris Vian La schiuma dei giorni del 1947, ma il regista Michel Gondry, premio Oscar alla miglior sceneggiatura originale nel 2005 per Se Se mi lasci ti cancello, trova pane per i suoi denti, rimanendo fedele all’opera letteraria e sublimando tutto il suo vivace talento visionario con Mood Indigo.

In un tempo imprecisato ci troviamo in una Parigi onirica, per certi aspetti futurista, la ricerca di neologismi, 'futuribile', cose mai viste, metaforiche, il topo responsabile, l’ingestibile insetto-citofono, il pianoforte che crea drink umorali, la panoramica su di una nuvola meccanica, dove il giovane e ricco Colin (Romain Duris), credendo nel grande amore, finalmente lo incontra in occasione di una festa.

Lei si chiama Chloe (Audrey Tatou) e i due coronano il loro sogno sulle note del brano Moond Indigo di Duke Ellington, emblema di una volontà espressionista in musica dell’epoca, ovvero volendo significare che le note rappresentano dei quadri e il cui titolo si traduce, in maniera fatale, umore color indaco.

A far parte della squadra il fedele amico e cuoco Nicolas, ovvero l’attore Omar Sy, nuova promessa del cinema francese dopo il successo di Quasi amici, e la coppia formata dalla bella nipote di Nicolas, Alise (Aïssa Maïga), e dall’ingegnere squattrinato Chick, l’attore Gad Elmaleh, ultimamente sulle pagine del gossip internazionale perché futuro papà e compagno di Charlotte Casiraghi, appassionato dei libri di Jean-Sol Partre, chiara pantomima del celebre filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre, nonché storico 'avverso avversario' di Vian.

Colin e Chloe convolano immediatamente a felici nozze ma solo dopo poco tempo inizia l’inesorabile disfacimento del loro perfetto e giocondo nucleo familiare: si scopre infatti che Chloe è gravemente malata a causa di una ninfea che cresce nel suo polmone sinistro mentre Colin si accorge di aver quasi esaurito, anche per via della sua generosità, il patrimonio e si trova a dover immergersi in un mondo del lavoro cinico e crudele per comprare ogni giorno fiori freschi e potersi permettere le costose cure che potrebbero guarire la moglie; nel contempo tutto ciò che è vicino a loro si disgrega.

Mood Indigo è un film che crea una realtà surreale e inedita dove l’empirico, gli oggetti, hanno una forma di empatia con l’ontologico, l’essere.

Nulla sfugge al destino inesorabile, anche le pareti “somatizzano” le vicende dell’uomo che le abitano e forse solo un piccolo ritratto, un ricordo, può soppravvivere salvato dal raziocinio.

Ogni istante crea un piccola frattura o cambiamento tra ciò che si era prima, ciò che si è ora e ciò che si sarà poi, da qui l’uso della tecnica della pixilation, ovvero fotogramma per fotogramma come in una serie di scatti.

Il film riesce a trasformare in sognante, credibile, vibrante e moderna verità tutte le follie geniali e “vintage” descritte nel libro: gare di matrimonio, macchine trasparenti, un google maps artigianale, il tempo “pazzerello”, rubriche a cubo di Rubik, danze dette sbircia-sbircia che allungano le gambe, scarpe comandanti, ecc.

Eppure non riesce pienamente a comunicare tutto il lato umano della storia: l’incalzare dei sentimenti, l’affezione per i personaggi, l’intenso trasporto emotivo per la tragica ed ineluttabile vicenda.

Forse volutamente distaccato e teorico, ci accompagna però con una colonna sonora di atmosfera jazz quasi magica dove non dimentichiamo di citare il pezzo “Chloe”, sempre di Duke Ellington.

TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=wGc-IT6SNSo

GENERE: Commedia, Drammatico REGIA: Michel Gondry SCENEGGIATURA: Laurent Turner ATTORI: Audrey Tautou, Romain Duris, Charlotte Le Bon, Gad Elmaleh, Omar Sy, Jamel Debbouze, Vincent Lindon, Jean-Pierre Darroussin FOTOGRAFIA: Christophe Beaucarne MONTAGGIO: Marie-Charlotte Moreau MUSICHE: Étienne Charry PRODUZIONE: Brio Films DISTRIBUZIONE: Koch Media PAESE: Francia 2013 FORMATO: Colore

CINEBISCOTTINO

da “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” (1974) di Lina Wertmüller
http://www.youtube.com/watch?v=_-qdNLKHmSk

Gennarino: “Questo è per la crisi economica in cui ci precipitasti a non pagare le tasse e a portare i soldi alla Svizzera, te e gli altri come a te”.
Raffaella: “Ma cosa c’entro io?”
Gennarino: “C’entri! Questo è per gli ospedali che un poveraccio non ci riesce ad entrare mai che magari è meglio perché se c’entra muore!”
Raffaella: “Ma perché proprio a me? Sono io la colpevole di tutti i mali del mondo?”
Gennarino: “Si. E questo è per l’aumento della carne, del parmigiano, delle tariffe filotranviarie e dell’aumento della benzina”.
Raffaella: “Mi sento male!”
Gennarino: “E questo è per l’aumento dell’olio e per la cassa integrazione! Questo è per l’Iva e per l’Una tantum e questo è perché ci avete fatto venire paura anche dei campani!”



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