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CINEMATIK: 'GLORIA', TROPPO POCO E TROPPO LENTO
PAULINA GARCIA DI CLASSE MA IL FILM NON DECOLLA

Pubblicazione: 09 novembre 2013 alle ore 08:06

Paulina Garcia in una scena del film 'Gloria'
di

L'AQUILA - Gloria ha conquistato l'Orso d'argento al Festival di Berlino per la miglior interpretazione femminile grazie alla maestria della over cinquanta Paulina Garcia, protagonista assoluta di questo film di Sebatian Lelio un po' troppo lento e che manca, forse intenzionalmente, per la paura di cadere nel rischio della macchietta, di un po' di brio, ma interessante perché osa raccontare la fiamma sempreverde della passione, accostando trasgressione e normalità, con apprezzabile autenticità.

Gloria, il personaggio della Garcia, è una donna divorziata da dodici anni, madre di una ventisettenne insegnante di yoga che per amore è in procinto di trasferirsi nel nord Europa e di un trentenne, già padre single, musicista, depresso.

Dal canto suo è una donna vitale, ama frequentare corsi bizzarri e di tendenza, andare a ballare nei locali e alle feste degli amici e conoscere uomini finché non incontra Rodolfo, un signore un po' più grande di lei, con cui si apre la possibilità di trovare nuovamente l'amore. Gloria è insomma una donna 'naturale', non nasconde i suoi anni ma li porta e li vive bene con la giusta dose di sensualità, dolcezza, esperienza e malizia e così sembra affascinare il maturo, eppur ancora assai infantile, Rodolfo.

Al principio è la stessa Gloria a pretendere troppo, coinvolgendolo, in maniera prematura, in una riunione familiare ma poi è Rodolfo, reduce anch'egli da una separazione, a rivelarsi un ingenuo e confuso mentitore. Il regista tenta dichiaratamente di esplorare l'animo femminile con lunghe scene di silenzio, cogliendo la quotidianità dei gesti e dei riti delle donne, non abbandonando mai il volto, le movenze, le azioni e reazioni della sua protagonista.

Non sceglie così un'eroina, evita accuratamente la donna patinata e appariscente, in nome della verità di "un animo qualunque" per farlo emergere in tutto il suo fascino, nel lato più vulnerabile e desiderabile.

Seppur meritevole la Garcia, seppur accattivante il proposito di stupire con la semplicità, seppur valida l'intenzione di rappresentare l'eterno principio dell'indelebile alternanza dei sentimenti contrastanti, malinconia e gioia di vivere, disillusione e euforia, capriccio e senso di responsabilità, Gloria risente di molte lungaggini.

Ci lascia un forte senso di speranza per via del carattere della protagonista che non è mai arrendevole, questo sì, ma il senso di partecipazione emotiva non raggiunge mai la completezza, non c'è mai un momento intenso che ci conquista. Anche le scene erotiche sono troppe: ne bastava una, già abbastanza efficace, anche perché la Garcia è bravissima nel gioco della seduzione e degli sguardi.

Forse è proprio la delicata sensibilità di un occhio femminile che manca: dettagli, sfumature, poetica, simbolismo sfuggono e non bilanciano alcune decadenze grottesche. La scena finale, sulle note dell'omonima canzone di Umberto Tozzi, è l'apoteosi di questa storia che non si abbandona all'inesorabilità del passare del tempo e ci fa piacere sentire un celebre brano italiano ma, nel complesso, l'opera manca proprio di questo, della mancanza del giusto ritmo e di armonia.

TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=0Rn_ooLZQs0

GENERE: Drammatico REGIA: Sebastián Lelio SCENEGGIATURA: Sebastián Lelio, Gonzalo Maza ATTORI: Paulina García, Sergio Hernández, Diego Fontecilla, Fabiola Zamora, Coca Guazzini, Hugo Moraga FOTOGRAFIA: Benjamín Echazarreta MONTAGGIO: Sebastián Lelio, Soledad Salfate PRODUZIONE: Fabula, Nephilim Producciones DISTRIBUZIONE: Lucky Red PAESE: Spagna 2012 DURATA: 110 Min


CINEBISCOTTINO

da “Brivido caldo” (1981) di Lawrence Kasdan
http://www.youtube.com/watch?v=k1S3kaLVXME

Ned: "Ci vieni spesso qui?"
Matty: "Gli uomini sono dei bambini".
Ned: "Forse dovresti bere a casa..."
Matty: "Ah, troppa calma!"
Ned: "Forse non dovresti vestire così".
Matty: "E' una camicetta, non vedo che altro dovrei portare".
Ned: "Non dovresti portare quel corpo".
Matty: "Me lo dico anch'io. Qualche volta sono così disgustata di tutto che non mi interessa più niente. Capisci che voglio dire?"
Ned: "Che la vita è come la scala di un pollaio: corta e piena di merda che ti sgocciola addosso".
Matty: "Già, proprio così".



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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