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CINEMATIK: EFFETTI COLLATERALI, EFFETTO COLPO DI SCENA

Pubblicazione: 19 maggio 2013 alle ore 08:08

Una scena del film
di

L’AQUILA - Steven Soderbergh ha annunciato che Effetti collaterali, ovvero, in lingua originale, Side effects, sarà il suo ultimo film; il regista da anni vorrebbe dedicarsi alla pittura ma possiamo stare abbastanza tranquilli, gli ammiratori ne sono ben consapevoli, non è la prima volta che lo dice e quasi certamente dovrebbe trattarsi di un falso allarme.

Al poliedrico Soderbergh, spesso anche montatore e direttore della fotografia, sotto lo pseudonimo di Peter Andrews, piace giocare con i colpi di scena ma le aspettative del mistero talvolta nascondono una realtà non tanto disturbata quanto astuta, fredda e calcolatrice.

È il caso di questo ultimo lavoro che fa riferimento a un problema assai diffuso nella società americana, l’uso-abuso di farmaci che promettono miracoli grazie a una persuasiva campagna di marketing, che sovente illudono piuttosto che apportare grossi benefici. Vige la legge del denaro anche sulla confusione della psiche.

Emily Taylor, interpretata dalla brava e carismatica Rooney Mara, è una giovane moglie che attraversa, da un po’ di anni, la depressione poiché il marito Martin (Channing Tatum) è finito in carcere per un affare andato male.

La depressione paradossalmente si acutizza proprio quando lui torna libero e i due ricominciano a condurre la vita di sempre; “sembra, pare, appare” intimamente bloccata perché su di lei grava il peso della responsabilità, quello di essere l’unica nella coppia ad avere un lavoro.

Emily entra così in cura dal dottor Jonathan Banks (Jude Law) che le prescrive, come da tradizione psico terapeutica, dei farmaci che potremmo definire all’“ultima moda”, cioè appena distribuiti sul mercato, di cui uno sotto suggerimento dalla dottoressa Victoria Siebert (Catherine Zeta-Jones) che, a sua volta, aveva avuto, poco tempo prima, in cura la ragazza e che scopriremo ben presto essere una delle psicologhe pagate dalla multinazionale in questione per testare e promuovere quel prodotto farmaceutico.

Anche il serioso Banks, del resto, accoglie entusiasta l’interessante proposta economica di collaborare a lanciare un nuovo farmaco ma proprio quando sogna lauti guadagni, utili per consolidare la situazione economica della propria famiglia, visto che la moglie fatica a trovare impiego, arriva dalla polizia la notizia che la cura da lui prescritta a Emily ha avuto un effetto sconvolgente, estremo e drammatico sulla paziente.

Il caso arriva sulla bocca di tutti i media e la tranquilla vita del dottor Banks, nonché la sua nomea professionale, è altamente a rischio.

Un thriller affascinante che, mentre nella prima parte impensierisce e stravolge, facendo riflettere sulla durezza del labirinto della depressione, di un pathos che non sembra avere via d’uscita, nella seconda sorprende, facendo cambiare radicalmente emozione, acutizzando gli accenni di quello che prima era, tra le righe, impalpabile sensualità.

Attento alle esigenze “più commerciali” del pubblico, senza mai tralasciare la sottigliezza e l’eleganza della forma, esasperante nella prima parte, provocatore nella seconda, Soderbergh regala un thriller intenso che non lascia indifferenti; il sentimento che fa da discreto filo conduttore e tesse la trama, è la bramosia di arricchirsi, ciò rende ingordi quasi tutti i protagonisti della vicenda, ne è il loro tacito complice.

TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=my4U94IdfbE

GENERE: Drammatico, Thriller REGIA: Steven Soderbergh SCENEGGIATURA: Scott Z. Burns ATTORI: Rooney Mara, Channing Tatum, Jude Law, Catherine Zeta-Jones, Vinessa Shaw, David Costabile, Marin Ireland, Polly Draper, Jacqueline Antaramian, Katie Lowes, Mamie, Elizabeth Rodriguez, Peter Friedman FOTOGRAFIA: Steven Soderbergh, Peter Andrews MONTAGGIO: Steven Soderbergh, Mary Ann Bernard MUSICHE: Thomas Newman PRODUZIONE: Di Bonaventura Pictures, Endgame Entertainment DISTRIBUZIONE: M2 Pictures PAESE: USA 2013 DURATA: 106 Min FORMATO: Colore

CINEBISCOTTINO


da Stalker (1979) di Andrej Tarkovskij

http://www.youtube.com/watch?v=q7N4wL5kfzI

Intellettuale: “La tanica, dov’è la tanica?”
Scienziato: “È qui, è piena”.
Intellettuale: “Quello che le ho detto prima professore, è tutta una balla. Me ne frego dell’ispirazione e poi come potrei dare un nome esatto a quello... A quello che voglio o in realtà come potrei sapere che non voglio quello che sto cercando e potrei aggiungere che io non voglio quello che non voglio. Sono tutte cose impercettibile. Basta dargli un nome ed il loro significato scompare, si distrugge come una medusa al sole. Le ha mai viste lei? La mia coscienza vuole la vittoria dei vegetariani nel mondo e il mio subconscio langue per una fetta di carne saporita. E io cosa voglio? Io?”
Scienziato: “Ma il dominio del mondo, come minimo”.



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