CHIETI: RAPINA SVENTATA,
CINQUE ARRESTI E DUE DENUNCE

CHIETI - Secondo la ricostruzione della polizia stavano per compiere una rapina ai danni della filiale di un istituto di credito del pescarese, ma gli uomini della Squadra mobile di Chieti li tenevano sotto controllo da tempo e, quando hanno visto che il colpo stava per essere portato a termine, hanno fermato i sospettati e sono riusciti a sventare la rapina.

Le manette ai polsi sono scattate per cinque persone: Romano Micconi, classe 1968, domiciliato in contrada San  Martino a Chieti Scalo, dove la polizia ritiene che si trovasse la base logistica della batteria criminale,  il figlio Luigi Miccone, appena diciottenne, Donato Di Maggio, classe 1979 domiciliato in provincia di Pescara, Luigi Altamura classe 1988 domiciliato a Chieti e Antonino Gitto, classe 1985 della provincia di Pescara.

Per tutti l'accusa è di tentata rapina, detenzione abusiva di arma clandestina e ricettazione. Per Altamura, anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Due giovani teatini, inoltre, sono stati denunciati a piede libero.

“Eravamo sulle loro traccie da tempo – ha detto stamane in conferenza stampa il capo della Mobile Francesco Costantini – le indagini sono partite a seguito di altri crimini. Tenevamo sotto controllo i sospettati quando ci siamo accorti che avevano intenzione di mettere a segno un colpo. Siamo riusciti ad individuare la banca che volevano rapinare, visto che da giorni avevano fatto appostamenti e sopralluoghi sul posto”.

Altro indizio sul fatto che il gruppo stava per muoversi è stato dato dal fatto che avevano rubato una Y10. Tanto è vero che la polizia ha rintracciato e sequestrato l'auto, pensando così di poter scoraggiare la rapina. Dopo qualche tempo, però, è stata rubata un'altra auto, sempre della stessa marca, e a questo punto si è capito che la batteria avrebbe agito. 

Ieri, infatti, in quattro (Micconi padre alla guida dell'auto rubata, i due giovani teatini denunciati alla guida di una Bmw risultata pulita, e Altamura su uno scooter rubato) si sono diretti intorno a mezzogiorno verso la sede della banca.

La polizia ha deciso dunque di agire fermando il convoglio tra Montesilvano (Pescara) e Città S. Angelo (Pescara), a pochi chilometri dalla banca.

Mentre lo scooter è riuscito a fuggire, la polizia si è subito recata a Chieti Scalo per perquisire quella che era considerata la base logistica dell'operazione. Qui erano rimasti in tre che, non appena hanno visto i poliziotti, hanno tentato di disfarsi, gettandolo dalla finestra, di un borsone.

Recuperato nel cortile, si è visto che il borsone conteneva una pistola di fabbricazione serba, guanti, berretti scuri, scaldacollo neri, fascette da elettricista da utilizzare per immobilizzare i polsi dei dipendenti della banca, una pistola giocattolo, una parrucca nera, due ricetrasmittenti, un sacco di plastica blu per il bottino, e il cartello “avvisiamo che questa agenzia aderisce allo sciopero nazionale di 2 ore indetto nella giornata di oggi dalle sigle sindacali Cgil e Cisl”, che sarebbe servito per non far entrare i clienti.

Anche questo ingegnoso stratagemma ha fatto pensare agli investigatori che si trattasse davvero di una banda ben organizzata.

Per quanto riguarda uno dei personaggi principali, Romano Micconi, si sa che l'uomo era conosciuto negli ambienti politici di estrema destra e all'interno della tifoseria organizzata della Roma. L'uomo, inoltre, ha precedenti penali soprattutto per reati contro il patrimonio e, solo l'anno scorso, è stato arrestato per rissa. (ar.ia.)



20 novembre 2012 - 13:29 - © RIPRODUZIONE RISERVATA

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