|
CHIETI - Secondo l’assessore alle società partecipate del Comune di Chieti, Marco D’Ingiullo (Popolo delle libertà), il consigliere comunale e segretario cittadino del Partito democratico Enrico Iacobitti sbaglia quando chiede l’abolizione dei compensi dell’azienda speciale multi servizi “Chieti solidale”.
Lo sbaglio sta nel fatto che Iacobitti nella sua richiesta di abolizione degli emolumenti si è basato su una decisione del 28 marzo 2011 della Corte dei conti della Lombardia, nella quale si evidenziava come i componenti del Cda di Enti strumentali dipendenti finanziariamente e giuridicamente dall’ente locale non possano percepire compensi ma solo indennità onorifiche pari ad un massimo di 30 euro a seduta.
Ma “Chieti solidale”, sottolinea l’assessore, non dipende finanziariamente dal Comune, perché produce ricavi propri per circa 6 milioni di euro derivanti da attività autonoma di farmacia.
Quindi, conclude D’Ingiullo, anche l’ordine del giorno proposto da Iacobitti per tagliare gli stipendi del cda dell’azienda “Chieti solidale”, approvato per deficienza numerica della maggioranza, deve essere considerato come nulla più di un semplice documento di indirizzo rivolto alla Giunta. Nulla di maggiormente cogente.
Ricordiamo, infine, che, secondo le stime di Iacobitti, in un anno per il pagamento degli emolumenti del cda dell’azienda speciale il Comune spende oltre 75 mila euro.
22 Febbraio 2012 - 16:03 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
|