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ZERO LIQUIDITA', MARSILIO CHIEDE LA SOLUZIONE FINALE. IN GIUNTA APPRODANO NUOVI DEBITI E PIGNORAMENTI: SENZA RISORSE CERTE IL CRUA E' DESTINATO A CHIUDERE

CENTRO DI RICERCA REGIONALE SULL'ORLO DEL BARATRO: PERDITE A 2,2 MILIONI

Pubblicazione: 20 ottobre 2019 alle ore 10:15

L’AQUILA - È esplosa una nuova grana per la giunta Marsilio.

Proprio l’esecutivo, in una delle ultime riunioni, ha dovuto prendere atto della critica situazione del Crua, il Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo, che ha sede ad Avezzano.

L’ente è sull’orlo del baratro: perdite acclarate per oltre due milioni di euro, assenza totale di liquidità, impossibilità di partecipare a nuovi bandi.

Neanche gli sforzi del personale, ridotto a orario part-time, hanno sortito gli effetti sperati. E così il 7 ottobre scorso il tribunale dell’Aquila ha notificato una esecuzione mobiliare con vendita iscritta a ruolo.

L’amministratore unico del Crua, Rocco Micucci, ha scritto alla Regione per valutare le azioni di resistenza. La lettera si conclude con un appello quasi accorato: "Si prega di far conoscere con urgenza indicazioni in merito tenuto conto che in questo momento il Crua non dispone di risorse per resistere in giudizio".

La situazione è di gravità inaudita. Sabrina Lucci, revisore dei conti unico, ha scritto al governatore Marco Marsilio e agli assessori Emanuele Imprudente e Guido Liris, per certificare che allo scorso 30 giugno c’è una perdita di oltre 276 mila euro che sommata a quelle degli anni precedenti porta il totale a 2,2 milioni di euro. Nel 2018 sono stati notificati molti pignoramenti da ex dipendenti per i mancati pagamenti delle retribuzioni da agosto 2016 a luglio 2017, per importi di diverse centinaia di migliaia di euro.

La Lucci scrive che c’è "un persistente stato di criticità e tensione finanziaria per il quale l’ente si trova in una situazione di impossibilità al funzionamento".

Non finisce qui: i bilanci degli anni 2015, 2016 e 2017 non solo non erano stati approvati, ma non erano neanche stati predisposti.

La situazione nei confronti dell’Erario viene giudicata confusa. Fino ad la Regione ha cercato di mettere una pezza con contributi straordinari. L’ultimo, di 200 mila euro, non si è praticamente visto perché assorbito dai tanti pignoramenti.

Un quadro che mette seriamente in forse due progetti con l’Università di Teramo. Marsilio vuole una parola finale sul tema.

Ha delegato gli assessori Liris e Imprudente per valutare il da farsi. Ma una cosa è certa: il tempo stringe e la ricerca, almeno quella collegata alla Regione, è vicinissima a sparire.



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