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CENTRI ANTIVIOLENZA: LA GIANNANGELI ATTACCA
''MARINELLI AVEVA FONDI MA NON HA FATTO NULLA''

Pubblicazione: 22 maggio 2014 alle ore 10:26

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L'AQUILA - “Letizia Marinelli ha gestito i fondi per il centro poliedrico delle donne senza nulla realizzare e senza competenze in materia".

Questa la replica al vetriolo di Simona Giannangeli, candidata alle regionali con L’altro Abruzzo, contro Letizia Marinelli, consigliera di parità della regione Abruzzo, che ieri aveva denunciato l’indifferenza dei quattro candidati presidenti, in materia di pari opportunità e discriminazioni delle donne nei luoghi di lavoro e delle decisioni politiche.

Marinelli, lo ricordiamo, è salita alla ribalta delle cronache a margine dell’inchiesta "Rimborsopoli", per la notte trascorsa a Roma in un albergo di lusso con il governatore uscente Gianni Chiodi.

La procura di Pescara ha aperto un fascicolo bis per valutare se l’incarico pubblico affidato alla Marinelli due mesi dopo quell’incontro sia stato assegnato in maniera corretta e la selezione, alla quale hanno partecipato in totale 22 donne, sia stata regolare.

La Giannangeli, che è cofondatrice all'Aquila del Centro Antiviolenza per le Donne, all'interno del quale svolge la funzione di consulente legale, dice: “Dal 6 aprile 2009 mi sono adoperata, affinché i tre milioni di euro contenuti nel decreto Carfagna del 2009 e destinati a sostenere la ripresa dell'attività dei centri antiviolenza danneggiati dal sisma (ossia quello dell'Aquila), fossero destinati concretamente alla corretta finalità. Ho denunciato l'operazione di sottrazione dei fondi operata nel 2011 dall'ordinanza Chiodi che, suddividendo i tre milioni, ne destinava 1,5 alle diocesi e 1,5 alla consigliera di Parità Letizia Marinelli. Quest'ultima avrebbe dovuto realizzare un fantomatico centro poliedrico delle donne, pur non avendo alcuna competenza funzionale in materia, in quanto la consigliera di parità è figura istituzionalmente competente a vigilare e denunciare le discriminazioni di genere compiute in ambito di lavoro".

“Ho denunciato in tutte le sedi - incalza Giannangeli - questa operazione di scippo di risorse destinate alle donne dell'Aquila, ho convocato molte conferenze stampa insieme alle donne del centro antiviolenza dell'Aquila e dell'associazione Donne TerreMutate, di cui sono portavoce, per rivendicare l'attribuzione dei tre milioni di euro al centro antiviolenza dell'Aquila, che nonostante gli effetti del sisma non ha mai interrotto l'attività di accoglienza delle donne".

"I tre milioni di euro non sono mai arrivati all'Aquila e noi del centro antiviolenza delle donne operiamo in condizioni estremamente difficili, forse sconosciute a chi ci ha sottratto risorse fondamentali per contrastare la violenza maschile”, prosegue.

“Voglio sottolineare che io - conclude Giannangeli - insieme a tante altre donne, mi occupo da anni di violenza maschile, la denuncio fuori e dentro le aule di Tribunale, la contrasto attraverso il rafforzamento delle relazioni fra donne a partire dal riconoscimento di autorevolezza reciproco, a differenza di tante donne, oltre ovviamente che di tanti uomini, che a livello regionale e non solo, non hanno mai speso un'azione concreta e autentica per opporsi alla violenza maschile”.



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