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L'AQUILA: OPEN DAY ALL'ITALSACCI, STUDENTI AMEDEO D'AOSTA COME GUIDE; ''RIGOROSO CONTROLLO EMISSIONI, ATTENZIONE A SICUREZZA OPERAI''; PARTECIPA ANCHE COMITATO ATERNOARIA CONTRARIO AD UTILIZZO COMBUSTIBILE DERIVATO DA RI

CEMENTERIA CAGNANO APRE CANCELLI, ''CSS SICURO, AMBIENTE NOSTRA PRIORITA'''

Pubblicazione: 13 luglio 2019 alle ore 15:29

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L'AQUILA - Vista da lontano sembra un'astronave atterrata chissà da dove, tra i verdi boschi dell'alta valle dell'Aterno. Ma non è in realtà una presenza aliena, il cementificio Italsacci di Cagnano Amiterno, in provincia dell'Aquila, bensì un'impresa che ha quasi cento anni di storia, e che in un territorio colpito dal sisma del 2009 e poi da quello del 2016, offre oggi lavoro a 70 persone direttamente, a cui si aggiungono le 100 dell'indotto, producendo 600 mila tonnellate di cemento l'anno.

Attività finita nell'occhio del ciclone dei comitati ambientalisti, per aver cominciato, in parte, ad utilizzare Css, combustibile prodotto dalla frazione secca dei rifiuti, riuscendo però a dimostrare che le ragioni della produzione e del lavoro, si possono conciliare con quelle dell'ambiente e della salute, grazie all'utilizzo delle migliori tecnologie, e alla partecipazione e collaborazione con istituzioni e cittadini.

Oggi è un giorno speciale per lo stabilimento, fino al dicembre 2017 gestito da Cementir, poi acquisito dal colosso italiano Italcementi: i cancelli sono stati aperti alla cittadinanza, per una visita guidata, lungo tutto il ciclo produttivo, per condividere con i partecipanti, questo era scritto nell'invito, "l'impegno di Italsacci e Italcementi per un'industria trasparente e sempre più sostenibile".

A fare gli onori di casa, il direttore tecnico di Italcementi e Italsacci, Agostino Rizzo, il direttore della cementeria, Giovanni Catucci, il direttore di produzione Italcementi, Ernesto Donnarumma, il responsabile energia ambiente e cave Italcementi, Angelo Monti, il sindaco di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino.

A fare da guide, oltre ai dipendenti della cementeria, anche gli alunni del terzo anno del corso di 'Chimica del Materiali' dell’Istituto 'Amedeo d’Aosta' che nelle scorse settimane erano stati protagonisti di un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Ogni studente aveva affiancato un responsabile di reparto per apprendere le fasi del processo produttivo del cemento e i primi elementi di un’organizzazione aziendale.Tra le associazioni e gli enti coinvolti nella manifestazione: la 'Chenga' di Cagnano da sempre impegnata in attività sociali per il territorio, che si è occupata di preparare il pranzo con prodotti tipici, e la facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila con cui Italsacci ha sottoscritto un accordo insieme al Comune per il monitoraggio della qualità dell’aria.

"Con la giornata Porte aperte di oggi desideriamo proseguire e rafforzare il dialogo positivo e di trasparenza con la comunità locale di cui ci sentiamo parte – ha detto Agostino Rizzo –. Da quasi cento anni l’impianto è presente in questo territorio ed è un riferimento industriale per la Valle dell’Aterno, mantenendo un confronto aperto, costante e costruttivo con le amministrazioni e i cittadini".

E ha aggiunto: "Nostro obiettivo è fare profitto, come ovvio, visto che siamo un'impresa, e siamo consapevoli del nostro ruolo sociale, dell'impatto della produzione del cemento, materia prima di cui non si può fare a meno, e facciamo di tutto per mettere al primo posto l'etica, per minimizzare l'impatto ambientale, ben oltre le prescrizioni di legge, per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, anche qui a Cagnano Amiterno".

Presenti anche alcuni rappresentanti del comitato locale Aternoaria, preoccupati perché da un paio d'anni, alla Italsacci, il 20 per cento del combustibile tradizionale, il petcoke, derivato dal carbone, è stato sostituito dal Css, combustibile composto dalla componente secca di rifiuti non pericolosi, per alimentare i forni di produzione del clinker, il componente base per la produzione del cemento. La giornata informativa ha voluto rassicurare soprattutto su questo aspetto.

"Il Css non è altro che un combustibile che deriva dalla componente non utilizzabile della raccolta differenziata - ha spiegato Catucci - opportunamente trattata, sterilizzata e selezionata, in questo caso dalla Deco di Chieti, e che così non va a finire in discarica. Non è un rifiuto, é un prodotto. E non inquina più del petcoke. Consente anzi di ridurre di molto le emissioni di C02 in atmosfera. Per quanto riguarda le emissioni dello stabilimento, ci sono sistemi di abbattimento e filtraggio all'avanguardia, e controlli rigorosissimi, le emissioni vengono monitorate 24 ore su 24, e comunicate in tempo reale all'Agenzia regionale tutela ambientale. In caso di superamento delle soglie, anche al sotto dei limiti di legge, si interromperebbe immediatamente il ciclo produttivo. Il Css è una valida alternativa al consumo di combustibile fossile, non rinnovabile, e avviene in tutta sicurezza".

Proprio per dare ancora maggiori garanzie ai cittadini, Italsacci ha sottoscritto, a fine 2018, un protocollo con il Comune e l’Università dell'Aquila, che prevede nuovi monitoraggi che andranno ad aggiungersi ai numerosi controlli di legge già attuati quotidianamente, grazie all'istallazione di centraline in tre diversi punti del centro abitato.

Un aspetto che sta molto a cuore al sindaco Di Martino. "Questo è stato un importante giorno di partecipazione e trasparenza. Iltalsacci è la principale attivita economica del territorio, e va tutelata in ogni modo. Ma occorre dare attenzione anche alla sicurezza e all'impatto ambientale. Un passaggio fondamentale, da me fortemente voluto, è proprio il protocollo con l'Università per garantire un controllo ulteriore sull'impatto dello stabilimento. Ora siamo ad un passo dall'installare tre centraline, a garanzia della salute dei cittadini. Ho sentito pochi giorni fa l'Università, ci sono state lungaggini nelle procedure di gara, speriamo che tutto si risolva a breve".

"Apprezzo anche i diversi interventi realizzati qui nello stabilimento relativi allo smaltimento e alle coperture obsolete. Siamo sulla giusta strada", ha aggiunto il sindaco.

Nelle varie soste del tour, nei diversi ambienti, è stato spiegato che tutti i cementi prodotti a Cagnano sono dotati di certificazione di "costanza delle prestazioni" e relativa marcatura CE, e sorvegliati dall'Istituto per le tecnologie della costruzione. Il sistema di gestione della qualità di Cagnano Amiterno è certificato dal 2017, ed è allineato alla "Uni EN ISO 9001:2015", nel 2018.

La materia prima proviene dalla cava Aterno, situata nei pressi dell'impianto, dove è previsto un progetto di recupero ambientale una volta esaurita la sua attività. Grande attenzione, nella Italsacci, è stato infine spiegato, è stata riservata alla sicurezza del luogo di lavoro.

"Dal 2000 - ha ricordato Rizzo - si è assistito in Italcementi ad una riduzione degli infortuni del 95%". E alla Italsacci nel 2018 sono stati effettuati 75 audit di sicurezza interni, 24 comitati di sicurezza, 71 riunioni di reparto, 34 audit di sicurezza con l'impresa appaltatrice sei assemblea Generali 56 azioni correttive.

"La storia di Italcementi - ha infine spiegato Rizzo - coincide con quella dell'Italia unita, è stata fondata infatti nel 1864. Una storia che va dal primo cemento macinato in un mulino ad acqua a Scanso, in provincia di Bergamo, fino al cemento biodinamico protagonista ad Expo 2015 a Milano. Fondamentale e' stato il contributo di Italcementi per la realizzazione dell'autostrada del Sole, del palazzo Pirelli a Milano, della sala delle udienze papali a Roma, solo per fare qualche esempio".

Ora la rete produttiva Italcementi è costituita da otti impianti a ciclo completo, un impianto per i prodotti speciali, 7 centri di macinazione del cemento 15 cave per gli aggregati, 110 impianti di calcestruzzo. Italcementi è oggi parte di Heidelberg Cement Group, il primo produttore mondiale di aggregati, il secondo nel cemento e il terzo nel calcestruzzo, con 58.000 dipendenti in più di 3.000 siti produttivi in 60 paesi in 5 continenti. Una garanzia anche per l'alta valle dell'Aterno, e per i suoi operai, che non possono fare a meno della loro mastodontica e familiare astronave.

LA STORIA DEL CEMENTIFICIO DI CAGNANO

La cementeria vanta una storia quasi centenaria. Lo stabilimento di Cagnano Amiterno nasce nel 1925 con una piccola produzione annua di cemento, che si basa sullo sfruttamento delle marne naturali presenti sul territorio. Nel 1939 viene rilevato dalla Società SACCI che si appresta ad apportare le modifiche all’impianto in grado di raddoppiare la produzione e garantire un prodotto di qualità. Nel 1945, a causa della guerra, lo stabilimento cessa la produzione e viene trasformato in deposito e officina meccanica per la riparazione degli automezzi militari. Durante il conflitto l’impianto viene anche gravemente danneggiato, tanto che occorrono più di due anni per poterlo rimettere in efficienza. Nel 1948 riprende la produzione e dal 1950 inizia l’ammodernamento del ciclo produttivo che porta lo stabilimento verso un sostanziale miglioramento qualitativo del prodotto e una maggiore produttività, che continua ad aumentare negli anni sessanta. Nel 2016 la cementeria diviene di proprietà di CementirSacci, la nuova società creata dal Gruppo Cementir Holding dopo l’acquisizione di SACCI SpA. Dal 2 gennaio 2018 la cementeria di Cagnano Amiterno entra a far parte della società leader in Italia nella produzione di cemento, Italcementi - Gruppo HeidelbergCement, che acquisisce tutte le attività italiane di Cementir nel business del cemento e del calcestruzzo. Nel luglio 2018 nasce il nuovo brand Italsacci, nome con cui oggi la cementeria è conosciuta.

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