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PRESIDENTE CAMERA COMMERCIO L’AQUILA DENUNCIA MANCATA FUSIONE CON CUGINI TERAMANI E ATTACCA LA REGIONE. ''COSI’ E’ IMPOSSIBILE PROGRAMMARE, PROCEDERE A NUOVE ASSUNZIONI E SVOLGERE FUNZIONI ESSENZIALI˝. 

CCGSD'I: SANTILLI, ''NOI FERMI E SENZA PERSONALE'', LETTERA SHOCK A MARSILIO

Pubblicazione: 11 ottobre 2019 alle ore 07:46

L'AQUILA - "L'attività della Camera di commercio dell'Aquila è in fase di stallo, soprattutto in termini di programmazione delle iniziative".

Dopo mesi di polemiche e attacchi diretti da parte delle associazioni di categoria e con la fusione con i cugini teramani al palo da troppo tempo, il presidente della Camera di commercio dell'Aquila, Lorenzo Santilli, esce allo scoperto rompendo un lungo silenzio e ammette che l'ente è completamente bloccato. Lo fa con una lettera – shock, indirizzata al ministero dello Sviluppo economico, al presidente della Regione, Marco Marsilio, all'assessore alle attività produttive Mauro Febbo, a Unioncamere Roma e al presidente della Camera di commercio di Teramo, Gloriano Lanciotti.

Una comunicazione in cui si denuncia la mancata unione nell’ambito della quale non esita a dare responsabilità anche alla Regione.

Nella missiva Santilli, che prende spunto proprio dall'articolo pubblicato da Abruzzoweb l'1 ottobre scorso, si mostra infastidito dalla scelta della Regione di convocare solo il presidente teramano, Lanciotti "per verificare la revoca della delibera di accorpamento", per la formazione della nuova Camera di commercio Gran Sasso.

E sottolineando tutti i ritardi accumulati negli ultimi mesi ammette che l'ente camerale aquilano è da mesi in una fase di stallo pressocché totale. L'ex sindaco di Acciano, eletto alla presidenza nel 2011 e rinnovato nel 2016, in rappresentanza della Confcommercio, associazione da cui nel frattempo è uscito, fa di più: si sfila dalla questione e declina ogni responsabilità "per eventuali danni di carattere erariale, da ritardo e di immagine che potrebbero profilarsi".

E ribalta, in modo indiretto, tutto sulla Regione.

Santilli parla di "impossibilità di programmare, procedere a nuove assunzioni, svolgere funzioni essenziali per la Camera di commercio e di carenza di personale, passato da 43 a 33 unità".

Dichiara, ancora, di essere stato costretto "ad istruire ripetutamente procedimenti ad evidenza pubblica per la fornitura di beni e servizi, in ragione di tempistiche ormai non certe dell’accorpamento".

Tutto questo, in attesa dell'accorpamento con Teramo che, secondo Santilli, vede la Regione in forte ritardo.

Il presidente dell'ente aquilano da tempo è al centro di un fuoco incrociato di polemiche proprio per una gestione ritenuta, da più parti "improduttiva e autoritaristica", come denunciato in particolare dall'Api e dalla Cna.

Un clima interno diventato sempre più pesante, al punto da indurre Santilli a scrivere alla Regione e al Governo "declinando ogni eventuale responsabilità".

Va detto che, mentre il presidente aquilano auto-denuncia lo stallo totale dell'ente che dirige, dovuto a suo avviso al mancato accorpamento, sul versante teramano, Lanciotti ha continuato a darsi da fare facendo arrivare, alle imprese iscritte alla Camera di commercio di Teramo, 2 milioni di euro di finanziamenti in due anni, come annunciato in una recente conferenza stampa.

Ma veniamo alle lettera.

''Si è appreso dalla stampa locale dell'1 Ottobre scorso, che il Presidente della Giunta Regionale, ha convocato per venerdì 4 ottobre, il presidente della Camera di Commercio di Teramo per verificare, entro 10 giorni, se quella Camera intende revocare la delibera di accorpamento'', scrive Santilli, “in caso contrario procederà alla firma del decreto di propria competenza, relativo alla determinazione della composizione del Consiglio della Camera del Gran Sasso d’Italia ed inviterà, quindi, le associazioni di categoria a designare i nominativi dei propri rappresentanti. In relazione a quanto sopra corre l’obbligo di rappresentare quanto segue''.

E qui, Santilli ripercorre tutte le tappe della fusione tra le due camere di commercio, “dalla proposta di accorpamento votata dai due consigli camerali il 22 novembre 2016, all'approvazione, da parte della Regione, della proposta di riordino. Accorpamento finalizzato a tutelare entrambi i territori", fino al problema del personale.

"Per ottemperare alle esigenze di razionalizzazione -, scrive, - e agli esuberi, la dotazione organica, pari a 43 unità a dicembre 2015, è passata dalle 40 unità di novembre 2016, data della delibera di proposta di accorpamento, alle 33 unità di oggi (a seguito di 4 pensionamenti, 1 dimissione volontaria e 2 comandi presso altre amministrazioni)".

Santilli conclude parlando di “situazione di stallo che nuoce all'ente camerale, in termini di programmazione, impossibilità di procedere a nuove assunzioni, impossibilità, a lungo termine, di svolgimento delle funzioni ritenute essenziali, necessità da parte della Camera di istruire ripetutamente procedimenti ad evidenza pubblica per la fornitura di beni e servizi. Quanto sopra è in contrasto con i principi di economicità, efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione, - conclude - pertanto nell’auspicare una rapida soluzione alle problematiche sopra richiamate la Camera di commercio dell'Aquila declina qualsiasi responsabilità per eventuali danni di carattere erariale, da ritardo e di immagine che potrebbero profilarsi". 



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