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A quasi due anni dal terremoto, il progetto C.a.s.e. è ormai una realtà urbana e sociale giocoforza accettata dagli aquilani.
Nelle 19 aree sono stati realizzati 185 edifici, per un totale di circa 4.500 appartamenti che a oggi ospitano circa 14 mila persone.
Alcuni abitano alloggi vicini alle loro case di un tempo, quelle che hanno perso, altri hanno cambiato completamente zona della città o addirittura paese.
Disagi e comfort si dividono quasi equamente, mentre le famiglie del capoluogo cercano di abituarsi a passare la vita in queste abitazioni.
Come si abita oggi nel progetto C.a.s.e.? Per avere il quadro della situazione e vagliare sentiti dire positivi e negativi, AbruzzoWeb ha lanciato una rubrica che periodicamente porterà i lettori dentro le piastre e gli alloggi.
Tra problemi, speranze, disagi e comodità. Buona lettura.
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C.A.S.E. SANT'ELIA 2 - LA SCHEDA
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| Palazzine: |
4 |
| Appartamenti: |
96 |
| Persone a oggi: |
336 |
| Cosa va: |
Cosa non va: |
| 1. Vicinanza a negozi e servizi |
1. Zone verdi non curate |
| 2. Strutturazione del complesso “a cerchio” |
2. Perdite nei parcheggi |
| 3. Giochi per bambini |
3. Scale senza copertura |
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di Michela Corridore
L'AQUILA - Il complesso residenziale di Sant’Elia 2 è uno dei più vicini alla città, o almeno a quello che di essa è rimasto. Dalle finestre degli appartamenti è possibile guardare da un lato Collemaggio e dall’altro la pineta di Roio. Composto da appena quattro piastre, disposte a quadrato, a formare una piazzola al centro, è uno dei più piccoli tra quelli realizzati nel dopo terremoto.
Nel “villaggio in miniatura” anche gli appartamenti all’interno non sono molto grandi: i più spaziosi hanno due camere e due bagni, oltre all’ingresso-cucina. Una dimensione “ideale” per i nuclei composti da quattro persone, ma insufficiente per quelli da cinque, che pure sono numerosi.
Problemi di spazi a parte, il complesso per il momento non ha fatto registrare gravi problemi strutturali. Non manca qualche perdita nei bagni e nei garage, ma per il resto il bilancio sembra positivo.
“Il problema più evidente è il vento - dice Patrizia D’Eramo, che abita al secondo piano di una delle quattro palazzine. La zona in cui è stato costruito il complesso, infatti, era soprannominato dalla tradizione popolare, Colle “Vernesco”, con chiaro riferimento proprio alla sua ventosità.
“Eppoi l’altro problema è quello degli ascensori” continua la ragazza. “È sempre sporco. E le scale non sono coperte. Quando c’è maltempo bisogna farle di corsa”.
“Abbiamo una stanza di meno rispetto ad altri nuclei che risiedono in altri complessi e come noi sono composti da cinque persone - si intromette Carla Monteverde - Mio figlio dorme in soggiorno. Ogni sera deve aprire il divano letto prima di addormentarsi. In compenso la posizione del complesso è comoda”. Proprio dall’altro lato della strada adiacente al complesso, infatti, da qualche mese è stato aperto un market e con la macchina si arriva facilmente anche a un supermercato. Pochi minuti ed è possibile raggiungere i due centri commerciali “Quattro cantoni” e “I 99”.
“Nel complesso non ci possiamo lamentare - ammette Alfiero Marsili - Certo l’ascensore è fuori funzione almeno quattro giorni a settimana ed è difficile trovare gli interlocutori a cui chiedere che venga riparato”. Anche la sua famiglia è di cinque persone ed è ospitata in un appartamento con due sole camere da letto.
“La posizione è buona - gli fa eco Giuseppe Borsci - Abitavamo al centro e ora abbiamo dovuto cambiare stile di vita. In casa non abbiamo problemi".
"Ma qui, nei garage - continua indicando il soffitto dei parcheggi - ci sono delle perdite da mesi. Penso si tratti di acido. Molte macchine hanno ricevuto anche dei danni: dove è caduto il liquido la vernice si è corrosa”.
“Per i bambini qui è un’isola felice - spiega Gabriella Caldara - Nella piazzetta con i giochi, i piccoli si divertono, hanno fatto amicizia. Si è creato un bel gruppo. I bambini sono tornati a fare un tipo di vita che fa pensare a quello di tanti anni fa. Una vita più salutare, fatta di biciclette, nascondini e altalene. Solo noi abbiamo qualche problema con l’acqua calda, spesso manca”.
Luciano Cretarola, invece, si lamenta della poca cura del verde nei giardini intorno al progetto C.a.s.e. “C’è terra ovunque, da quando sono stati realizzati gli edifici - dice - Anche la pulizia volte lascia a desiderare. Infine, penso che queste strutture, completamente di legno, necessitino di una manutenzione particolare. Chi la farà?”.
18 Marzo 2011 - 09:45 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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