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CARCERE PESCARA: 'PSICOLOGIA RIDOTTA ALL'OSSO, TRATTAMENTO A RISCHIO PER DETENUTI'

Pubblicazione: 23 ottobre 2019 alle ore 10:09


PESCARA - "La difficile situazione presente presso la Casa Circondariale di Pescara diventata sempre più insostenibile dato il numero dei detenuti ultimamente aumentato a dismisura  passando da 250 a 430 sta arrivando, se non l'ha già fatto, ad un punto di non ritorno. Ricordiamo che la maggior parte della popolazione ivi ristretta è costituita da detenuti tossicodipendenti e alcooldipendenti e ciò comporta un notevole impegno lavorativo da parte dell'unica psicologa presente in istituto, da parte degli altri operatori sanitari e del Corpo della Polizia Penitenziaria". 

È quanto denuncia in una nota il vice segretario generale Uil Pa Polizia Penitenziaria Abruzzo e componente della segreteria confederale Uil Abruzzo, Mauro Nardella.

"Purtroppo, l'insufficiente numero di ore lavorative messe a disposizione della specialista in psicologia non permette di far fronte a tutte le richieste. Il carcere, dobbiamo ricordarlo, rappresenta un micro mondo spesso poco conosciuto, con i suoi ritmi e con  le sue regole - prosegue - I ristretti necessitano di un supporto psicologico costante a causa dell'autolesionismo, dello sciopero della fame e dei reiterati comportamenti indisciplinari e di insubordinazione". 

"Il colloquio psicologico in carcere nei confronti dei detenuti tossicodipendenti  è fondamentale e rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere, orientare e motivare il detenuto per il suo percorso riabilitativo e per dare attraverso una relazione scritta informazioni  utili per il suo trattamento alla Direzione del Carcere e alla Magistratura - aggiunge - Nell'ambito della medicina Penitenziaria fondamentale importanza riveste infatti il  ruolo dello psicologo ma  con  un irrisorio numero di ore(35 mensili), del tutto insufficienti per svolgere  un lavoro di supporto psicologico, motivazionale e di orientamento, altro non si fa che mettere a rischio l'intero impianto trattamentale e con esso la volontà espressa dalla Costituzione e di riflesso anche la sicurezza all'interno dell'istituto stesso".

"Si ribadisce pertanto l'importanza della continuità terapeutica unica capace di garantire presenza e sostegno continuo - spiega - Se poi si tiene presente che  tra lo psicologo  e il Corpo di Polizia Penitenziaria si crea una grande collaborazione che permette di intervenire tempestivamente nelle situazioni a rischio si capisce bene l'importanza di un siffatto professionista. Non si dimentichi infine  che ultimamente, essendo aumentato il numero dei ristretti risulta ancora  più difficile gestirli a causa del l'insufficiente numero di agenti. In sostanza altro non si sta buttando sul cotto che olio bollente. Di questa gravissima situazione si è parlato a margine di una riunione  tenutasi per discutere della questione del reparto pro detenuti dell'ospedale di Pescara( del cui esito ne parleremo in separato comunicato), con il vertice della dirigenza Asl, con il responsabile della Uil PA  Polizia Penitenziaria di Pescara Giuseppe Ferretti e con Nelda Orsini dell' Associazione di Consumatori ed Utenti Casa del consumatore".

"Il Dirigente  generale FF Asl Pescara, dopo aver preso spunto della denuncia, ne approfondirà il contenuto in occasione del prossimo incontro previsto per metà novembre al quale saranno convocati il Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria, il Garante dei detenuti Abruzzo e l'Assessore alla Sanità della Regione Abruzzo. Se saranno rose (cosa che ci auguriamo per tutti) fioriranno", conclude nella nota.



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