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CALL CENTER OLISISTEM L'AQUILA: SINDACATI, ''FORTE RISCHIO ESUBERI E TRASFERIMENTI''

Pubblicazione: 11 luglio 2019 alle ore 14:48

L'AQUILA - "Sono trascorsi solo cinque mesi da quando in sede Ministeriale abbiamo sottoscritto un accordo per la salvaguardia di 34 lavoratori di Olisistem Start impiegati sul sito di L'Aquila per la gestione del servizio idrico di Acea, società del Comune di Roma,  ed oggi ci ritroviamo a gestire una vertenza ancora più grande che vede impattati oltre 300 lavoratori della stessa Azienda che sono impiegati sulle commesse di Acea e Poste Italiane".

L'ennesimo grido di allarme, sulle sorti dell'importante contact center aquilano arriva dalle segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni

Olisistem Start, che dà lavoro a 300 addetti, non ha parecipato al bando di gara commessa Acea, a causa di problematiche amministrative. Il call center dell'Aquila ha anche un commessa importante da Poste Italiane, che avrebbe annunciato di non voler invitare al bando Olisistem.
Dunque oltre 150 lavoratori aquilani, sono potenzialmente sottoposti a rischio di essere trasferiti altrove, di vedersi ridotto il compenso dal nuovo gestore che vincerà il bando.

Inoltre nel bando il lotto che riguarda il sito dell'Aquila prevede quasi esclusivamente le attività del servizio di mercato tutelato, che salvo proroghe da parte del Governo andrà a scomparire a luglio 2020 questo potrebbe tradursi in licenziamenti per i lavoratori impegnati sulla commessa.

"Entro il mese di luglio verrà bandita la gara di Poste Italiane - aggiungono i sindacati-, e se verrà confermato il mancato invito di Olisistem Start da parte del committente (fonte aziendale) anche la restante parte dei lavoratori di Olisistem start sarà oggetto di trasferimento ad altra azienda. La nostra più grande preoccupazione è legata al principio della territorialità non previsto dall'articolo 10 della legge 11 del 2016 (clausola sociale).
Questa città e questo territorio non può permettersi di perdere un solo posto di lavoro, questo è il motivo per il quale abbiamo chiesto aiuto a tutte le Istituzioni".

Ad oggi siamo stati ricevuti esclusivamente dall' On Stefania Pezzopane e dal Vice Prefetto, ai quali abbiamo ribadito che l' applicazione della clausola sociale per i lavoratori impattati non basta se non viene garantito il principio della territorialità e l'applicazione del CCNL delle telecomunicazioni.

"Chiediamo pubblicamente di aprire un tavolo in Regione, ente competente in materia, in cui le
organizzazioni sindacali e le Istituzioni possano gestire unitariamente le criticità inerenti il settore dei call center, che ci preme precisare sul territorio aquilano impiegano circa 2500 lavoratori. Per raggiungere il nostro scopo non possiamo combattere da soli, c'è bisogno che tutti facciano la loro parte per questo sollecitiamo pubblicamente un incontro già richiesto formalmente all'Istituzione Regionale", concludono i sindacati.



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