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L'AQUILA - Fissata per il 6 febbraio prossimo l'udienza al tribunale del Riesame dell'Aquila sul ricorso presentato dal dirigente della Regione Abruzzo Giovanna Andreola, attualmente ai domiciliari, coinvolta nell'inchiesta denominata "Caligola" su presunte tangenti, attraverso consulenze e assunzione clientelari, su appalti relativi a fondi comunitari.
Per la Andreola il gip del tribunale dell'Aquila, Marco Billi, aveva previsto la custodia in carcere, misura poi trasformata, dopo l'interrogatorio di garanzia fatto il giorno stesso dell'arresto, in domiciliari nella casa di Salerno per le condizioni di salute molto gravi dell'anziana madre.
Si discuterà invece il 13 febbraio l'istanza per Michele Galdi, marito della dirigente regionale, anch'egli ai domiciliari: per l'uomo il legale Francesco Carli non ha presentato ricorso per l'annullamento della misura cautelare, ma appello contro il provvedimento del Gip che, dopo l'interrogatorio di garanzia, ha rigettato l'istanza di revoca dei domiciliari.
È invece in programma lunedì l'interrogatorio di garanzia per l'ottavo arrestato, Domenico Peca, ai domiciliari alcuni giorni dopo l'ondata di arresti.
Partita da indagini della squadra Mobile di Pescara, l'inchiesta è coordinata dalla procura della Repubblica dell'Aquila, alla quale è passata per competenza territoriale, in particolare dal pm Antonietta Picardi.
Coinvolge otto persone, finite in carcere o ai domiciliari, tra cui i vertici del colosso Ecosfera Spa e l'ex segretario generale della presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta, già finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta Sanitopoli, e quattro indagati, tra cui il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, e l'ex consigliere regionale Camillo Cesarone.
02 Febbraio 2012 - 20:27 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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