CAGNANO: TRA NON RICOSTRUZIONE E PAURE
PER IL CEMENTIFICIO CHE DA' LAVORO

Pubblicazione: 18 giugno 2017 alle ore 08:32

di

L'AQUILA - Un ufo atterrato a Cagnano Amiterno (L'Aquila) negli anni Trenta, cresciuto a dismisura negli anni Settanta nel bel mezzo della valle, per trasformare le marne dell'Alto Aterno in cemento. Tutto intorno un paese di origini medievali duramente colpito dal terremoto del 2009 e anche quello del 2016 che, grazie a quell'ingombrante Ufo, riesce, però, a vivere, visto che in esso ci lavorano compreso l'indotto oltre 250 persone.

A San Giovanni di Cagnano Amiterno, in queste settimane, intorno al cementificio Cementir si infiammano gli animi e per l’ennesima volta a scontrarsi sono le ragioni degli ambiente e quelle del lavoro.

Il nuovo spauracchio si chiama Css, il combustibile solido secondario (Css) derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani non pericolosi e speciali non pericolosi che, in base a un iter autorizzativo avviato nel 2014 dall’ex proprietaria, la Sacci, poi andata in fallimento e sostituita da Cementir, potrà essere ora utilizzato per sostituire in parte l’unico combustibile da sempre utilizzato per alimentare le fornaci del cementificio, ovvero il carbon cock.

Complice il clima elettorale della vicina L’Aquila, la notizia ha scatenato la reazione di parte di cittadini, ambientalisti e e comitati che hanno paventato la trasformazione del cementificio in un inceneritore che brucia rifiuti, e comunque sostenendo che il Css non sia affatto innocuo, come garantito dagli studi a supporto del decreto Clini del marzo 2013, e che abbia anche una resa minore rispetto al carbon cock.

Contro l’ipotesi di utilizzare Css, anche il consigliere regionale e mancato candidato sindaco dell’Aquila Pierpaolo Pietrucci, che nel terriotorio dell'alto Aterno ha uno dei suo bacini elettorali.

Ma in un'infuocata assemblea pubblica altri cittadini, e tra loro molti operai, hanno fatto notare che il Css non è costituito da sacchi di immondizia gettati nelle fornaci, ma è un combustibile che in base a tutti gli studi è considerato nel suo potenziale inquinante sotto i limiti di legge, e anzi meno impattante del carbon cock.

Questo visto anche che, per confezionarlo, si utilizzano solo alcune tipologie di plastica e carta differenziate dai rifiuti. Inoltre è stato spiegato che il Css produce una quantità minore di anidride carbonica (Co2) emessa in atmosfera, e che è solo terrorismo psicologico paventare la trasformazione futura del cementificio in un inceneritore, ipotesi del tutto campata in aria e ''complottista".

A ritrovarsi in mezzo a queste polemiche, si teme di difficile conciliazione, perché fortemente ideologizzate, è il sindaco di Cagnano, Iside Di Martino, che cerca di trovare una sintesi e chiede intanto alla Regione di offrire maggiori garanzie, suffragate da dati scientifici comprensibili e inoppugnabili, sui rischi legati all'utilizzo del nuovo combustibile.

Un primo incontro si dovrebbe tenere la prossima settimana, alla presenza del sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca e dei tecnici del dipartimento.

“Come rappresentante dei cittadini - spiega ad AbruzzoWeb il sindaco - dobbiamo stare attenti al livello occupazionale, abbiamo lottato per mantenere qui il cementificio che fa vivere tante nostre famiglie. Ma dobbiamo mettere al primo posto come ovvio la sicurezza dei cittadini e la salute saluta pubblica”.

Da qui la richiesta di “ulteriori chiarimenti e approfondimenti sulle conseguenze che può comportare in termini di emissioni e rischi l’utilizzo del Css, che va ricordato è stato autorizzato dalla Regione ed è non solo consentito, ma anche incentivato dal decreto Clini. I tecnici della Regione ci hanno assicurato che tutto rientra nelle norme. Ma è bene approfondire la vicenda, la popolazione è preoccupata, vuole capire meglio”.

Il sindaco ribadisce che, in ogni caso, “nessuno sta pensando di trasformare il cementificio di Cagnano in un inceneritore, che non è in nessun modo previsto in Abruzzo nel piano regionale dei rifiuti”.

Altrove, nel cratere sismico abruzzese, le case rimesse a nuovo rimangono vuote perché la gente va via per mancanza di lavoro. Qui a Cagnano invece il lavoro è l’unica certezza che, grazie all’ingombrante Ufo, non è crollata.

Tutto intorno al gigantesco cementificio, nella frazione di San Giovanni, come pure nelle altre frazioni di Cagnano, la ricostruzione post-terremoto 2009 è infatti al palo.

Desolante lascito del sisma di otto anni fa sono circa 100 aggregati edilizi inagibili, e i cantieri partiti si contano sulle dita di una mano. Del resto il piano di ricostruzione, senza il quale non si può intervenire nei centri storici delle frazioni di Cagnano, è stato approvato solo a maggio 2017. E intanto è arrivato l'altro terremoto, dell’agosto 2016, che ha devastato la non lontana Amatrice, e poi i terremoti del’ottobre 2016 e gennaio 2017.

Cagnano è stato inserito anche nel nuovo cratere sismico. E mentre sono ancora in corso i sopralluoghi, già sono 80 gli edifici sgomberati perché inagibili.

“Qui la ricostruzione del 2009 non è mai partita - commenta il sindaco - e poi sono arrivati gli altri terremoti, a rendere ancora tutto più difficile. E questa situazione pesa anche sulla vicenda del combustibile: la popolazione è stanca, è provata, ed è comprensibile che stia perdendo la fiducia nei confronti delle istituzioni che non si fidi più di chi dice che questo progetto energetico sperimentale non comporterà nessun problema. Ecco perché ogni passaggio deve essere chiaro trasparente e condiviso”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2017 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui