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L'AQUILA - Interviste e assemblee pubbliche per raccogliere informazioni e scrivere uno "statuto partecipato" della rinascita del paese con regole e idee che, approvate dai Consigli comunali, diventeranno parte del piano di ricostruzione e, in alcuni casi, anche del nuovo piano regolatore.
Questo l'obiettivo del progetto "Borghi Attivi", presentato oggi in conferenza stampa all'Aquila presso l’auditorium di palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, alla presenza del coordinatore della Struttura tecnica di missione (Stm), Gaetano Fontana, dell’assessore alla Ricostruzione partecipata del Comune dell’Aquila Fabio Pelini e dei sindaci dei Comuni coinvolti: Sabrina Ciancone di Fontecchio (L'Aquila), Tullio Camilli di Tione degli Abruzzi (L'Aquila), Adolfo Moriconi di Fano Adriano (Teramo) e Marco D’Andrea di Civitella Casanova (Pescara).
Il progetto sarà sperimentato anche in alcune frazioni dell'estesissimo territorio del Comune dell'Aquila.
"Il concetto di 'statuto' - ha evidenziato Fontana - riporta a un concetto di rispetto costituzionale delle caratteristiche fondamentali del territorio, che in Abruzzo ha ancora più significato perché è un obiettivo perseguito dopo il terremoto".
"Abbiamo stanziato 30 mila euro - ha aggiunto Pelini - per attivare le buone pratiche di partecipazione, un antidoto allo spopolamento. Pescomaggiore, Camarda e Filetto sono le frazioni che faranno da pilota per le altre 56. La vera partecipazione - ha ammonito in conclusione - c'è solo quando si permette ai cittadini di vincolare le scelte delle amministrazioni.
FONTANA METAFORA: ''PER LE 'E' AI TECNICI LE BOTTIGLIE, ALLE FILIERE LA CASSETTA''
Fa come al solito da pompiere sulle polemiche il capo della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, nel commentare, all’indomani del tavolo tecnico che promette di sbloccare la ricostruzione delle case “E”, l’altrettanto consueta levata di scudi dei tecnici, che in particolare si scagliano sull’introduzione di una fideiussione bancaria da firmare a garanzia dei costi e del rispetto dei costi.
Quanto alla nuova divisione nelle procedure, alla filiera tecnica i controlli sulle parti comuni, alle autocertificazioni dei progettisti il placet per i singoli appartamenti, Fontana utilizza una metafora alimentare: “È come una cassetta di bottiglie d’acqua: la filiera andrà più veloce nei controlli, dovendo controllare prima solo la ‘cassetta’, i tecnici si occuperanno delle singole ‘bottiglie’”.
I tecnici polemizzano, per loro la fideiussione bancaria “non sta né in cielo né in terra”. Che ne pensa di questa polemica?
Per le pratiche di ricostruzione relative agli immobili a uso diretto, quindi alle abitazioni, e non alle parti comuni o a dove c’è il profilo di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione, ndr), nel momento in cui assumono la loro responsabilità firmando il progetto, i progettisti garantiranno per quanto riguarda gli aspetti finanziari del progetto, i costi e il rispetto dei costi, attraverso una fideiussione. Se su questo c’è polemica non lo so, ma questa è stata l’indicazione del tavolo di ieri.
Un tavolo che ha diffuso una deadline: entro due anni saranno ricostruite tutte le case fuori centro storico. Previsione realistica?
In termini di proiezione sì, si parte dal momento in cui c’è il contributo concesso. I due anni sono un tempo massimo, l’Ance stessa ha garantito che per quel tipo di edifici i lavori possono essere fatti in un tempo pertinente nell’ambito dei due anni, in otto, nove, dieci mesi, a seconda del danno. Ma i tempi sono realistici e sono un tempo massimo.
Con l’autocertificazione e i controlli a posteriori, i costruttori non hanno più alibi?
Non si tratta di avere alibi o meno da parte dei tecnici, si tratta di lavorare tutti o meno verso la ricostruzione. Che vi fossero problemi che non erano soltanto l’ammontare del costo di produzione o l’insensibilità della struttura tecnica di missione mi pare che questi mesi ne hanno dato dimostrazione. Si sta procedendo, mi auguro lo si faccia sempre di comune accordo rispetto all’obiettivo che tutti deve interessare, la ricostruzione più veloce possibile e in sicurezza. Ora ci dobbiamo occupare della qualità.
Novità anche sulle aree a breve nel centro storico dell’Aquila?
Il Comune sta procedendo velocemente, si è impegnato anche ad andare verso il piano di ricostruzione con l’approvazione da parte del Consiglio comunale e la sua trasmissione alla Stm per l’intesa, anche questo è un ottimo obiettivo da raggiungere il più velocemente possibile. Il Comune ci diceva entro fine settembre o i primi di ottobre.
Che fine hanno fatto i quattro saggi della ricostruzione?
Sono sempre saggi della ricostruzione. Stanno lavorando con noi e continuano a lavorare con noi su una serie di problemi che, come vedete, man mano aumentano, non diminuiscono.
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15 Settembre 2011 - 12:28 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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