AZIENDA DISTRUTTA DA CINGHIALI: PARCO SIRENTE
''NON E' NOSTRA COMPETENZA L'INCOLUMITA' PUBBLICA ''

Pubblicazione: 09 febbraio 2018 alle ore 10:53

L'AQUILA - "Si precisa che nelle passate settimane sono stati effettuali dal personale del Parco ben 3 sopralluoghi presso l'azienda agricola Vigna di More di Goriano Valli (L'Aquila) e dai verbali si evince che i cinghiali erano presenti all'interno della recinzione solo una volta".

Ad affermarlo il Parco Regionale Sirente Velino, all’indomani dell’abbattimento d’emergenza dei cinghiali che da settimane stazionavano dentro l’azienda agricola della signora Adriana Tronca, e che è diventato un caso, in quanto non è stato chiaro fino all’ultimo di fosse la competenza per autoriuzzare l’intervento. Arrivato solo dopo l’azienda ha subito ingenti danni.

Il Parco però nelala nota evidenzia, che “in un sopralluogo congiunto con la Polizia Provinciale, con la Asl e con il personale del Parco non si è constatata la presenza degli animali all'interno dell'area recintata. La recinzione comunque non risulta essere idonea al suo scopo: infatti per una lunghezza di circa 80 m, al cui interno è presente anche vegetazione boschiva, la recinzione è realizzata con materiale provvisorio e non adatto a respingere gli ingressi degli animali”.

"Il Parco Sirente Velino - prosegue la nota - non ha autorizzato l'abbattimento degli animali; il provvedimento a firma del Direttore e del Commissario prevede infatti lo "scaccio" degli stessi e solo, in caso di minaccia alla sicurezza del personale, si sarebbe potuto ricorrere all'abbattimento. Come da accordi presi, il Parco Regionale Sirente Velino era presente a Goriano Valli presso l'Azienda della signora Tronca e su 6 cinghiali presenti all'interno della recinzione 3 sono stati abbattuti mentre altri 3 sono usciti da uno dei varchi. In tal modo il Parco ha dato un aiuto alla signora Tronca che comunque da parte sua avrebbe dovuto provvedere a realizzare un'idonea recinzione ed effettuare una manutenzione della stessa”.

Il Parco ricorda infine che nel territorio di sua competenza "attua la cattura dei cinghiali attraverso l'attivazione di una filiera locale delle carni di cinghiale con ricadute positive sull'economia locale. Dal 2015 ad oggi sono stati catturati 440 esemplari. Di questi solo 260 sono stati destinati a macellazione secondo le disposizioni sanitarie della Asl. Da segnalare che nel 2017, per motivi legati alla riduzione di fondi, le catture si sono ridotte a circa 100 esemplari".

E il Parco sttolinea  infine che "la signora Tronca non ha nessuna corsia preferenziale rispetto agli altri perché tutti i cittadini dell'area protetta e dei 22 Comuni che ne fanno parte hanno gli stessi diritti. Si è comunque trattato di una situazione di emergenza La Regione ha destinato 215.000 euro al Parco per i danni da fauna selvatica come saldo dell'anno 2015, pagamento del 2016 e 2017. Inoltre stiamo ancora in attesa della Regione e della regolamentazione riguardante il "de minimis" per le aziende agricole. Si ribadisce che nella riunione di domani convocata dalla Prefettura Il Direttore confermerà i ruoli, le competenze e le responsabilità del Parco ed evidenzierà che non sono di "sua" competenza i compiti riguardanti "il garantire l'incolumità pubblica"

 



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