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AUTO BLU, RETROMARCIA IN REGIONE
RIPRISTINATO IL SERVIZIO A DOMICILIO

Pubblicazione: 22 aprile 2015 alle ore 17:01

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L’AQUILA - La Regione Abruzzo fa retromarcia e le auto blu tornano... a casa.

Il Consiglio regionale ha approvato il nuovo regolamento per l’utilizzo delle autovetture di rappresentanza, le cosiddette “auto blu”, che reintroduce la possibilità, per il presidente, gli assessori e il sottosegretario, di poterne farne uso anche per rientrare presso la propria dimora.

Questa opzione era stata cancellata dalla precedente Giunta di centrodestra, a maggio 2014, a seguito dello scandalo politico e giudiziario noto come “Rimborsopoli”, e dopo le misure della legge sulla spending review.

La retromarcia era nelle intenzioni del presidente Luciano D’Alfonso, come riferito da AbruzzoWeb, già nell’agosto 2014.

La decisione sta causando forti polemiche. Tra i primi a condannare duramente il nuovo regolamento c’è Jessica Verzulli, coordinatrice regionale dei Giovani di Forza Italia Abruzzo.

“Non è passato neanche un anno - tuona la forzista - da quando l’ex governatore Chiodi ha firmato la delibera per eliminare il permanente ‘servizio domiciliare’ delle autovetture regionali, nel piano di revisione della spesa pubblica, per non gravare sui servizi ai cittadini. Un atto dovuto e apprezzabile che D’Alfonso ha deciso di revocare”.

Il passaggio incriminato è l’articolo 10, in cui si dice che “negli spostamenti consentiti è compreso anche il tragitto dal luogo di residenza, domicilio o dimora dell’assegnatario” alle sedi del Consiglio regionale e della Giunta, che nel regolamento sono individuate come i parcheggi delle auto blu.

All’articolo 7 si dice ancor prima che “nel caso in cui il rientro presso la residenza, domicilio, dimora dell’assegnatario avvenga dopo le ore 22, previa autorizzazione dello stesso, l’autista, sotto la propria responsabilità, può far uso dell’autovettura per rientrare presso la propria dimora avendo cura di custodirla con le necessarie precauzioni al fine di preservarne l’integrità”.

Si specifica poi che “il giorno successivo l’autovettura deve essere riportata nelle sedi di ricovero”, ovvero le sedi del Consiglio e della Giunta.

Questo significa, in soldoni, la reintroduzione del “servizio a domicilio”, escluso dal precedente disciplinare che recepiva il decreto sulla spending review, la legge 95 del 2012, approvata dal governo di Mario Monti, di cui la norma regionale è solo un’applicazione.

Nel precedente testo si stabiliva che l’utilizzo delle auto blu “comporta spostamenti dalle sedi istituzionali del presidente della Giunta e degli assessorati ad altre sedi istituzionali o in quelle in cui si volgono eventi ai quali presidente della Giunta o gli assessori, partecipano in virtù della carica ricoperta”.

Era insomma escluso, tranne casi eccezionali, lo spostamento dall’abitazione privata al luogo di lavoro, e l’“auto blu” doveva essere parcheggiata nella sede istituzionale della Regione. Le autovetture di rappresentanza e di servizio dovevano essere custodite esclusivamente nelle autorimesse presenti nelle sedi istituzionali.

Altra modifica che suscita polemiche è contenuta ancora all’articolo 10, in un altro comma, dove si stabilisce che “l’assegnatario ha la facoltà di ospitare all’interno dell’autovettura di rappresentanza: dipendenti regionali al seguito o accompagnatori; rappresentanti istituzionali; altri soggetti interessati alle finalità dell’incarico istituzionale”.

Il termine “accompagnatori” appare, però, alla Verzulli alquanto vago. “L’autovettura - accusa la forzista - può ospitare non solo l’autista e l’utilizzatore, ma anche ‘dipendenti regionali o accompagnatori’, lasciando un ampio margine di spazio utile a poter accompagnare chiunque, senza incorrere in ipotetiche indagini per peculato d’uso”.

Il rischio è che ora si verifichi un aggravio di spesa perché, come già accaduto in passato, i beneficiari potrebbero essere indotti a lasciare in garage la loro auto e abusare dell’utilizzo dell’auto blu per recarsi al lavoro o per tornare a casa. Con carburante, manutenzione, e autista pagato dai contribuenti.

L’anno scorso, va ricordato a proposito di parsimonia, il budget annuale per il carburante delle auto blu e le circa 140 auto di servizio di circa 80 mila euro, è stato esaurito molto prima del dicembre 2014.

 

 



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