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ASCOLTA ORCHESTRA IN TV E SI INNAMORA DELLA MUSICA: L'AQUILANA ELENA RICCI VINCE IL CONCORSO ''GAZZELLONI''

Pubblicazione: 20 novembre 2019 alle ore 11:12

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L'AQUILA – Si è innamorata della musica da bambina, ascoltando casualmente un concerto di un’orchestra in televisione, crescendo ha alimentato questa sua passione, fino a vincere l’VIII edizione del Concorso Flautistico Internazionale “Severino Gazzelloni”.

L’aquilana Elena Ricci, insieme al suo fedele ottavino, è stata l’unica italiana a salire sul podio dell’importate manifestazione, considerata tra le più in vista nel panorama musicale anche tra i professionisti, che si è tenuta a Pescara dal 27 al 31 ottobre 2019, sotto la guida del maestro Salvatore Lombardi. 

Un motivo di orgoglio e soddisfazione con una triplice valenza per la giovane musicista che a soli 22 anni ha già ricevuto riconoscimenti di livello internazionale: “Sono onorata e felice per il premio ricevuto, con me sul palco c’era L’Aquila, c’era l’Abruzzo e c’era il mio Paese. È stato un momento davvero molto emozionante e inaspettato”, racconta ad AbruzzoWeb.

L’aquilana, figlia del noto ortopedico del capoluogo abruzzese Stefano Ricci, ha superato tutte le fasi della sua categoria, l’ottavino, fino ad arrivare all’eliminatoria: “in questa fase mi è stato detto di essere passata in finale e mi sono esibita sul palco insieme ad altri 6 musicisti, tutti di nazionalità diverse – spiega – quando mi hanno detto che ero la vincitrice mi sono davvero emozionata, soprattutto perché mi hanno comunicato che il 31 ottobre avrei suonato con altri musicisti, un ragazzo russo e uno tedesco, per la serata finale”.

La 22enne, diplomata in flauto traverso al “Casella” dell’Aquila, dove è stata seguita dal maestro Paolo Rossi, ha scelto di seguire un master di primo livello in ottavino con Nicola Mazzanti e oggi studia al Conservatorio “Verdi” di Milano, città in cui si è trasferita nel gennaio scorso.

Ripercorrendo le tappe del suo lungo percorso, Ricci racconta che “tutto è iniziato per gioco”.

“Da bambina il sabato guardavo la tv e mi è capitato, facendo zapping, di guardare un programma in cui si stava esibendo l'orchestra – ricorda - non sapevo neanche cosa fosse, avevo 7 anni, ma rimasi stupita e affascinata dal flauto. Dissi a mia madre ‘voglio suonare quello strumento’. Papà si mise in contatto con Marta Vitaliani la mia prima insegnante, con lei ho lavorato 3 anni, poi mamma mi spinse ad entrare al Conservatorio, all’inizio ero molto scettica, possiamo dire che ho fatto l'esame controvoglia quasi – scherza la 22enne – ma alla fine l’ho superato con un voto anche molto e sono quindi entrata nella casse di Paolo Rossi, che è stato una persona fondamentale per la mia cultura personale”.

Una vita all’insegna della musica per Ricci, che nel periodo dell’adolescenza ha dovuto equilibrare lo studio scolastico con quello musicale: “Gli anni delle superiori non sono stati facilissimi, ho studiato al liceo linguistico dell'Aquila e spesso le giornate sembravano infinite: 5 ore a scuola, poi tornavo a casa iniziavo subito a studiare, perché dalle 17,30 dedicavo due ore alla musica, compresi il sabato e l domenica”, aggiunge.

Ma per la giovane non si è trattato di un sacrificio vero e proprio: “Se hai una passione e la segui con tutte le tue forze senti di meno la stanchezza e la fatica”.

Il segreto del successo dell’aquilana, però, è anche la famiglia, che ringrazia per aver creduto in lei: “I miei genitori mi hanno sempre sostenuta”. 

E sono stati proprio mamma Eliana Del Beato e papà Stefano a trasmetterle l’amore per la musica: “Nessuno della mia famiglia è musicista, sono tutti biologi o medici, ma la musica era nel mio dna – prosegue – mia madre oggi è una casalinga a tempo pieno, ma ha studiato 10 anni  pianoforte, mia sorella Ilaria ha deciso di fare medicina, ma ha studiato chitarra classica per 7 anni al Conservatorio e papà strimpellava la chitarra da giovane e ha ancora oggi una grande passione per i vinili”.

Il sogno della 22enne è quello di vivere di musica ed entrare in un'orchestra: “Non mi sento una solista, ma parte di un gruppo”. Ma c’è un altro desiderio a cui l’aquilana tiene particolarmente: esibirsi nella sede storica del Conservatorio del capoluogo abruzzese.

“Io sono stata ammessa a settembre 2009, quindi dopo il terremoto del 6 aprile che lo ha reso inagibile. Non ho mai avuto il piacere di poter suonare all'interno della struttura storica e un giorno mi piacerebbe poter realizzare questo mio sogno.

“Il Conservatorio e la musica sono fondamentali per L’Aquila, città che ha sfornato moltissimi artisti e musicisti di fama nazionale ed internazionale e vedere tutti questi ritardi a 10 anni dal sisma mi crea molto dispiacere, ma c'è sempre la speranza che presto la musica del capoluogo torni a casa sua”, conclude.



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