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ARCHITETTURA: STUDIO ZERO85 PUNTA A UN PRESTIGIOSO PREMIO EUROPEO

Pubblicazione: 26 agosto 2014 alle ore 16:25

StudioZero85Casa

PESCARA - “Siamo riusciti a costruire un manufatto che va a porsi all’interno della cultura architettonica europea, questa sì che è stata una botta di ottimismo in un periodo di buio per l’edilizia!”.

Questo il commento di Mirko Giardino, architetto dello studio ‘Zero85 architetti associati’, studio in corsa per il Fritz Höger Prize, uno dei premi europei più prestigiosi per le architetture in laterizio.

Una bella storia di eccellenza ‘made in Abruzzo’ dove il valore progettuale di uno studio di architettura, composto da Giardino, Mario Michetti e Giovanna Pizzella, la lungimiranza della Madis costruzioni di Antonio D’Intino e la bravura del fotografo Sergio Camplone hanno permesso di produrre e pubblicizzare in tutta Europa architettura di qualità.

“Il nostro - ha spiegato Giardino ad AbruzzoWeb - è un lavoro sinergico tra architetti, un imprenditore che ha voluto ricercare qualità progettuale e un fotografo che ha raccontato attraverso le immagini i nostri lavori. Siamo tre realtà autonome che, però, si sono trovate nella modalità di lavoro”.

Il primo riconoscimento internazionale per questi lavori è arrivato con il progetto della ‘Casa studio per l’artista Sergio Sarra’ a Manoppello con la selezione tra i 50 finalisti di 26 nazioni differenti per l’ ‘Award winning international brik architecture’ di Vienna.

Riconoscimento riservato a soli quattro studi di architettura italiani che ha fatto conoscere agli austriaci il territorio di Manoppello con le sue case in terra cruda. 

“La ‘home studio’ è il nostro ultimo lavoro, in un certo senso il più maturo - ha spiegato l’architetto - È stata un’ottima occasione, abbiamo potuto infatti lavorare con un committente molto particolare: un artista, un pittore, che ci ha lasciati liberi di progettare. Noi sapevamo solo qual era il suo budget, per il resto abbiamo avuto libertà di progettare”. 

“È stata una vera e propria sfida. Abbiamo dovuto, infatti, affrontare un progetto contemporaneo in un ambiente esterno rurale - ha continuato -  Ci siamo dovuti confrontare con le esigenze pratiche dell’artista: il modo in cui la luce entra nell’edificio, gli spazi necessari e inoltre abbiamo dovuto tener presente il luogo in cui stavamo costruendo”. 

A Manoppello, infatti, tutte le case presenti sono in terra cruda, un materiale così importante per quella zona che è rientrato in una pubblicazione della Regione come patrimonio edilizio regionale. 

“Oggi però - ha spiegato l’architetto - non si costruisce più con la terra cruda. Abbiamo dovuto cercare un materiale innovativo che si integrasse con l’ambiente circostante, per questo abbiamo scelto il laterizio”. 

Il valore aggiunto è stato proprio il rapporto tra il paesaggio esterno, caratterizzato da vigneti e oliveti, e lo spazio interno intimo e creativo.  Le esigenze del committente sono state centrali per lo studio del progetto.

“Per quanto riguarda i lati corti dell’edificio, abbiamo creato un prospetto completamente chiuso e uno completamente aperto . C’era bisogno di parecchia luce, per questo motivo le aperture sulle pareti lunghe sono state studiate secondo il propagarsi della luce. Le finestre, inoltre, sono state studiate per essere delle vere e proprie cornici che inquadrano porzioni dello straordinario panorama di Manoppello. La struttura è stata divisa in due spazi a tutta altezza, più uno spazio centrale su due piani, spazio centrale in cui è stata progettata la casa dell’artista e divide lo spazio dedicato al lavoro da quello dedicato alla vita quotidiana”.

Il rapporto con il paesaggio esterno alla costruzione ha convinto gli architetti a usare un materiale come il laterizio, materiale usato di rado  in Italia, per ricoprire la struttura costruita in cemento armato. 

“Proprio la scelta di usare il laterizio ha portato a farci conoscere al di fuori dei confini italiani. La ditta austriaca che abbiamo contattato per il materiale da costruzione ha seguito i nostri lavori e ci ha chiesto del materiale fotografico della costruzione. Grazie a loro siamo stati conosciuti in Austria e così siamo arrivati alla nomination per il premio”. 

Dopo la selezione austriaca il progetto è stato inserito tra i 50 lavori in nomination per il premio Fritz Höger Prize, concorso  triennale per i migliori lavori in laterizio, che non ha mai visto tra le nomination progetti di architetti italiani. Il 19 settembre lo studio Zero85 sarà a Berlino per partecipare al galà di premiazione. 

“Non so cosa accadrà a Berlino il 19 - ha dichiarato Giardino - quello che so è che già poter sperare di vincere un premio del genere è già un motivo di orgoglio”.

“Anche per la Biennale le cose, in un certo senso, sono ‘capitate’- racconta - Per il progetto del Trabocco non abbiamo fatto pubblicazioni su riviste di architettura. Abbiamo preferito scegliere di pubblicarlo sui portali del settore. Non  abbiamo chiesto di partecipare, siamo stati contattati direttamente dall’organizzazione. È stata una grande emozione. Il nostro lavoro sarà esposto nel Padiglione Italia nell’ambito della mostra ‘innesti - drafting’ curata da Cino Zucchi”. 

In attesa di sapere come andrà la premiazione di settembre, lo studio sta organizzando una mostra - presentazione per gli inizi di settembre, per permettere a tutti di conoscere più da vicino queste costruzioni - opere d’arte.



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