L'AQUILA: L'APERITIVO DI NATALE AL BOSS
''MOMENTO DI GIOIA, NON VA ROVINATO''

Pubblicazione: 24 dicembre 2014 alle ore 08:05

Pierluigi Massari della Cantina del Boss, all'Aquila
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L’AQUILA - "Oh, ci vedemo ju 24 aju Boss!".

Questa è la frase che rimbalza da una parte all’altra della città in occasione della vigilia di Natale, per l’appuntamento fisso alla Cantina del Boss, da decenni leggendario ritrovo del centro storico dell’Aquila e punto fisso per l’aperitivo natalizio.

Ci sono tradizioni religiose, quelle familiari e poi ci sono le tradizioni cittadine, che hanno le loro radici non si sa dove, ma che aiutano a sentirsi parte di una comunità, di una città, specie se terremotata e in via di ricostruzione.

"L’aperitivo della Vigilia non è un qualcosa che è stato pensato a tavolino e organizzato in maniera consapevole da qualcuno - ha spiegato ad AbruzzoWeb uno dei titolari, Pierluigi Massari - semplicemente la nostra cantina rimaneva aperta alla Vigilia e piano piano è diventata un punto di ritrovo per chi vuole scambiarsi gli auguri e stare in compagnia di amici più o meno stretti, con un bel bicchiere di vino per accompagnare la giornata".

Una tradizione che è nata in un momento non meglio precisato della storia cittadina, insomma, coinvolge con il passare degli anni sempre più persone, probabilmente anche per la voglia di cercare situazioni ‘familiari’ in cui trascorrere i giorni di festa.

"Sicuramente dopo il terremoto è aumentata la quantità di gente che decide di festeggiare da noi e con noi la vigilia. Avendo riaperto nel nostro locale storico l’8 dicembre 2009 abbiamo notato come molti hanno visto in noi un ‘punto di riferimento’ - ha spiegato ancora Massari - un posto in cui si passava il tempo anche prima del terremoto e che dà, quindi, quel senso di normalità cui eravamo legati. Insomma, sappiamo tutti che il centro ancora non è rinato, ma noi siamo qui e con noi tutte le persone che credono nel futuro di questa città e che aspettano il ritorno alla normalità".

La sensazione che si ha quando si passa il 24 dicembre al boss è proprio quella.

Un senso di casa, di tranquillità, di ‘normalità’ che ha fatto crescere sempre di più questo appuntamento in modo assolutamente casuale.

"Se c’è una cosa che non sappiamo fare noi del Boss e di cui non ci curiamo più di tanto è proprio il marketing. L’aperitivo della Vigilia non l’abbiamo creato noi, è una cosa che è nata spontaneamente, non ha un filo logico e come tale non ha regole, sia nel bene che nel male. Siamo cinque persone che lavorano insieme e ognuno di noi ha una visione diversa di quello che è la nostra cantina e di quello che potrebbe o dovrebbe essere. Sicuramente per me - ha continuato Massari - sia come cittadino che come gestore del Boss, questa tradizione è bellissima. Sono felice di far parte di questa giornata e di poter assistere e partecipare alla gioia delle persone che decidono di condividere qualche ora con noi e con la città. Devo dire, però, che ho anche qualche preoccupazione. Credo infatti che questa situazione sia molto importante e vada in qualche modo incanalata ufficialmente".

Massari si riferisce a una questione che da tempo sta ricoprendo un ruolo importante quella che mette in relazione alcool e divertimento.

Molti infatti sono i disagi dovuti all’eccedere nel bere in un centro storico terremotato.

"Personalmente credo che si dovrebbe trovare un modo per curare non solo il divertimento, ma anche l’estetica. Troppo spesso, ormai, l’obiettivo di molti è solo quello di ubriacarsi e fare macello - ha sottolineato Massari - Logicamente, non sto parlando solo della giornata della Vigilia, ma anche dei giovedì sera e dei fine settimana. Troppo spesso si vede gente che si ubriaca e fa quello che vuole in centro, solo perché sembra che qui tutto sia concesso. Mi sembra una situazione che potrebbe diventare insostenibile e che potrebbe aggravarsi con il passare degli anni".

"Per fare un esempio, l’anno scorso nel tardo pomeriggio, quando avevamo già chiuso, c’è stato qualcuno che, da ubriaco, ha colpito una persona con una bottigliata. Questo è intollerabile. È bello stare insieme con del buon vino che accompagna queste situazioni di gioia, ma bisogna essere consapevoli che l’alcool è un’arma a doppio taglio".

Sicuramente da chi ha sempre lavorato al Boss può arrivare un’analisi su come la situazione sia cambiata dopo il 2009.

"Mi rendo conto che dopo il terremoto è cambiato tutto. Ho come l’impressione che ormai si deve per forza far rumore, esagerare. Spesso mi sembra che la domanda non sia più: cosa vogliamo fare in centro per far tornare la vita quotidiana? Ma come facciamo a divertirci alle 3 di notte in un posto dove non ci sono i limiti? La notte sta diventando senza regole e c’è il rischio che anche una situazione festosa come quella della Vigilia prenda una piega del genere. Forse si ha paura di irrigidirsi su regole troppo severe, ma credo che siano scelte importanti che andranno fatte per il bene della città e dei cittadini tutti".

Quello che serve però non è un qualcosa di eccezionale, anzi, la soluzione potrebbe sembrare addirittura banale.

"Quello che serve è semplicemente rimettere in primo piano il senso civico - ha concluso Massari - per dare a questa città la possibilità di rinascere nel miglior modo possibile".

 



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