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EFFETTUATA AUTOPSIA, TRA DUE MESI RESE NOTE CAUSE DEL DECESSO 73ENNE

ANZIANA MORTA PER SOSPETTA ''MUCCA PAZZA'' A L'AQUILA

Pubblicazione: 13 gennaio 2019 alle ore 00:15

L’AQUILA - Torna la preoccupazione per la cosiddetta "mucca pazza": una donna di 73 anni, che viveva in un piccolo centro della provincia dell’Aquila, è morta lo sorso 4 gennaio all’ospedale dell’Aquila per una sospetta malattia di Creutzfeldt-Jakob, della quale la variante umana è la encefalopatia spongiforme bovina (Bse). 

è deceduta nel reparto di Degenza Breve, dove è arrivata con gravi danni crerebrali che hanno fatto pensare alla Bse, tanto che tra le cause della morte è stata citata questa malattia.

Sul caso sono scattati i controlli e le verifiche: sull’anziana è stata effettuata l'autopsia per chiarire le svelare le ragioni del decesso dopo che i primi accertamenti hanno confermato i sospetti. 

L'esame autoptico condotto dall'anatomopatologo Giuseppe Calvisi, ha portato in particolare all’asportazione del cervello inviato in un laboratorio specializzato di Bologna che dovrebbe dare risposte nel giro di due mesi. 

Dagli ambienti sanitari trapela che della patologia rara ma incurabile, non ci sono importanti motivi di allarme per la "mucca pazza" che è intesa come una malattia trasmessa quando una persona sana carne di un bovino malato. In Italia il rischio è considerato trascurabile.

L'encefalopatia spongiforme bovina (Bse), che ha procurato allarme all'inizio del 2000, è ormai debellata in tutta Europa. Drastico il calo di contagi registrato dal 2001 al 2012: da 2166 ad appena 16 casi. 

L'emergenza è quindi ormai alle spalle. La Creutzfeldt-Jakob (MCJ), originariamente descritta negli anni venti del XX secolo da Hans Gerhard Creutzfeldted Alfons Maria Jakob, è una malattia neurodegenerativa rara, che conduce ad una forma di demenza progressiva fatale.  

La sindrome clinica è caratterizzata da deficit polisettoriali prevalentemente corticali con perdita di memoria, cambiamenti di personalità, allucinazioni, disartria, mioclono, rigidità posturale e convulsioni. La malattia di Creutzfeldt-Jakob è la forma più frequente di encefalopatia spongiforme umana. 

A livello istologico si assiste alla formazione di microvacuolazioni del tessuto cerebrale che assume una struttura di tipo spugnoso, dovute alla progressiva perdita di neuroni causata da alterazione di una proteina di membrana, espressa prevalentemente in cellule del sistema nervoso e del sistema reticolo-endoteliale, il prione. 

La malattia di Creutzfeldt-Jakob appartiene al gruppo delle malattie da prione. Il prione nella sua forma alterata dimostra capacità infettive, potendo cioè propagarsi agendo sulla forma nativa, facendo rientrare la malattia di Creutzfeldt-Jakob tra le encefalopatie trasmissibili, anche se non si considera contagiosa in senso tradizionale. 

L'emergenza è ormai alle spalle: questo è stato possibile con lo stop al consumo di farine animali negli allevamenti ed eliminazione, prima della macellazione, di tutte le parti del corpo in grado di trasmettere la malattia dai bovini all'uomo: come il cranio, la colonna vertebrale e l'intestino. Così l'Italia è riuscita a limitare i danni. 

Si tratta di una malattia scoperta oltre 30 anni fa in Gran Bretagna, a seguito del crescente numero di morti tra i bovini: fino anche a cento al giorno. Le ricerche, però, si sono intensificate nei dieci anni successivi, dopo aver visto che disturbi simili si manifestavano anche nell'uomo. Ora i casi di pazienti colpiti da questa variante sono estremamente rari. Inoltre, si tratta di una malattia che può avere un decorso lunghissimo prima di essere scoperta, ovvero della durata di molti anni. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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