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ANGELO VALORI, ''LA MUSICA ACCOMPAGNA LA VITA''
SPOLTORE ENSEMBLE, ''PRIVILEGIO PER L'ABRUZZO''

Pubblicazione: 21 agosto 2013 alle ore 08:40

Angelo Valori
di

PESCARA - Una carriera iniziata per caso, un amore intenso per la musica portato avanti grazie alla costanza e alla determinazione e all’impegno nella composizione si sintetizzano perfettamente nella figura di Angelo Valori, l’affermato compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale che ha studiato proprio per realizzare il suo sogno nei Conservatori abruzzesi di Pescara e L’Aquila.

Per la tredicesima volta Valori si è occupato della direzione artistica dello “Spoltore Ensemble” nel borgo di Spoltore (Pescara) al quale, ha confessato, è affettivamente legato dopo molti anni di collaborazione.

Con grande commozione parla ad AbruzzoWeb del suo rapporto con la musica, definendola una compagna di vita per l’uomo al quale ricorda sia i momenti belli che quelli negativi: rappresenta la vita.

Oggi Valori non si dedica soltanto alla composizione e alla direzione d’orchestra ma mette a disposizione la sua capacità per la formazione di nuovi artisti sostenendo che l’Abruzzo è una regione privilegiata nella formazione musicale e infatti è anche docente presso il Conservatorio di musica di Pescara dove coordina la Scuola di Popular Music.

Lei ha partecipato a eventi internazionali di ampio respiro: oggi consiglierebbe a un ragazzo interessato a intraprendere la sua stessa carriera di andare oltre? Sogno o realtà possibile?

Sicuramente è possibile, molte persone hanno dedicato la propria vita all’inseguimento di un sogno che poi è diventato realtà, però si tratta di una realtà molto difficile per cui è anche complesso dire se mi sento di consigliare a qualcun altro di seguire questa strada: è importante provare. Se si individuano persone giovani che hanno i mezzi per dedicarsi a questo tipo di attività sicuramente consiglio di perseguirla con grande forza perché, ora che io sono riuscito, posso dire che è davvero molto bella, anche quando è svolta dietro le quinte. L’importante è tentare di fare la propria professione bene e già questo aspetto in sé è appagante.

Angelo Valori e la musica: com’è nato questo rapporto?

Ho iniziato a studiare musica piuttosto tardi a dire il vero, vengo da una famiglia in cui non c’erano musicisti e il motivo per cui ho cominciato è piuttosto comune: devo dire la verità, ho riscontrato poi in tanti artisti questa stessa motivazione! A me piaceva una ragazza che cantava in un coro, a lei piaceva invece l’organista del coro e allora mi sono detto “Vabbè, vado anch’io a suonare l’organo”. La ragazza ha continuato a essere innamorata dell’altro, però io intanto ho imparato a suonare. Accompagnavo anche il coro in chiesa da autodidatta durante le funzioni religiose; mi sono avvicinato in questo modo alla musica, ho iniziato ad amarla e mi sono iscritto al Conservatorio, dove ho intrapreso questo lungo percorso formativo.

Che cosa l’ha spinta ad andare oltre: perseveranza, e quindi la voglia di diventare qualcuno e raggiungere uno scopo, o il solo amore per il mondo della musica?

Questa è una domanda molto interessante perché non so se tutti in effetti analizzano con chiarezza il motivo per cui fanno questo percorso. Molto spesso, infatti, si è innamorati non della musica ma del successo e allora è chiaro che se una persona svolge un’attività musicale e ha una carriera bellissima può essere comunque insoddisfatta perché non è riuscita ad arrivare a essere riconosciuta come una delle star mondiali. In quel momento bisogna cercare di capire a che cosa sia dovuta questa insoddisfazione. Possiamo dire che probabilmente amore e perseveranza procedono insieme: se non si ha una grande passione verso l’attività che si sta svolgendo il peso di ciò che bisogna fare è possibile che schiacci, ma è difficile che soltanto con la perseveranza si possa raggiungere l’obiettivo.

Qual è stata l’esperienza più significativa della sua vita, o meglio qual è stata l’esperienza che l’ha fatta sentire davvero una persona realizzata?

L’esperienza più significativa della mia vita? La vita! In effetti non saprei indicarne una precisamente perché ho avuto la fortuna di fare tutte esperienze appaganti; ho un’indole particolare che mi spinge a fare, che mi porta a cercare continuamente, quindi l’esperienza più significativa del momento è quella che vorrei mettere in pratica già nel prossimo futuro. In questi ultimi decenni siamo costretti a pensare che l’uomo sia spinto dalla logica ma nel nostro settore le scelte non sono sempre razionali e quindi vedo che molto spesso faccio cose spinto dalla passione che fa a pugni con la ragione.

Cosa pensa della musica contemporanea? Secondo lei è cambiata nel corso del tempo la musica? E il linguaggio crede si sia modificato?

Penso che il concetto di contemporaneo sia molto ampio e vada circoscritto: direi che la musica è sempre nuova ed è sempre la stessa, cioè mantiene solo il suo spirito originario che proviene dallo spirito umano, ma la musica sostanzialmente tende a comunicare emozioni quindi vuole solo condividere con gli altri sensazioni creando un clima particolare. Condividere con gli altri emozioni è straordinario e non è un aspetto che è cambiato nel corso dei tempi: se pensiamo al fatto che le persone pur non conoscendosi, e pur non avendo nulla da dirsi, magari hanno anche stili di vita diversi, credi diversi, poi magari ascoltano uno stesso pezzo musicale e provano la stessa emozione, è straordinario. La musica ha la capacità di creare stesse emozioni in persone che tra loro sono completamente diverse. La base della musica è sempre la stessa ma si rinnova solo nel linguaggio.

A questo punto viene spontaneo chiedere, Angelo Valori che musica ascolta?

Sembra strano ma ascolto poca musica soprattutto perché cerco di comporla. Comunque musiche diverse tra di loro, amo la musica classica, la sacra; mi occupo di musica moderna dopo aver capito che la musica contemporanea non è adatta a me, io amo la musica qualitativamente valida. Oggi la musica è molto presente nella nostra vita, rispetto al passato: ogni istante della nostra vita è accompagnato dalla musica, anche quando si va a far la spesa in un supermercato, sembra banale ma ascoltiamo della musica, i ricordi per esempio, sono accompagnati dalla musica. In passato bisognava andare a cercarla oggi no, ci raggiunge dappertutto, e questo per me è un aspetto positivo, ma ci sono anche aspetti negativi perché forse in alcuni istanti della nostra vita noi la musica la subiamo, magari non abbiamo piacere di ascoltarla, ma nel bene o nel male ci accompagna sempre, non ci lascia soli.

Per il tredicesimo anno consecutivo lei ha organizzato il Festival “Spoltore Ensemble” come direttore artistico, che cosa rappresenta per lei quello che adesso è diventato un appuntamento fisso nella sua vita?

È l’unica manifestazione di cui ora mi occupo come organizzatore artistico volutamente. La trovo una delle manifestazioni più importanti della nostra regione, ha molto prestigio e ha rappresentato una grande svolta nella mia vita quindi sono anche affettivamente legato all’Ensemble. Nel 2001 ho vinto il bando per la mia prima edizione e per me è stata non solo una grande possibilità ma anche una grande emozione. Fino a quando mi confermeranno, mi occuperò dell’Ensemble molto volentieri.

In questa edizione ci sono stati diversi protagonisti musicali rispetto agli altri anni, come i giovani provenienti dal Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, che cosa pensa di questi giovani talenti?

Ai giovani talenti auguro sempre il meglio! Ecco perché per Spoltore abbiamo pensato all’“Ensemble Young”. La nostra zona è ricchissima di musica moderna, soprattutto di jazz; da questa regione sono sempre uscite fuori realtà musicali di alto livello. Penso per esempio al Festival Jazz, al Flaiano. Il Conservatorio di Pescara ha osservato la formazione dei grandi talenti anche nella musica classica quindi la nostra è un’area che riesce a evidenziare musicisti di alto livello. Alcuni nomi che fanno attività a livello internazionale, per esempio, vengono dalla nostra area. L’Abruzzo può davvero creare grandi artisti: già il Conservatorio di Pescara ha inserito il corso di Pop Rock- Popular Music, il primo in Italia, e questo indica come ci sia una particolare attenzione alla formazione di nuovi artisti.

Nell’Edizione 2013 dell’Ensemble sono state apportate molte modifiche sia nel programma che nelle location, per esempio è stata di nuovo riproposta la piazza del Convento, quali sono le prospettive per questa edizione?

Giudico molto positivamente questo appuntamento 2013, un’edizione che si basa molto sul cambiamento e perché no, sulla sfida. Valuto ottimamente la riscoperta, dunque, della tradizione dovuta al riappropriarsi di piazza del Convento che è un luogo storico, è il simbolo dell’Ensemble. Ci troviamo in un momento in cui le difficoltà economiche portano la gente a rinchiudersi nella loro intimità quindi le persone non escono di casa, si fanno soffocare dal fatto che non possono partecipare alla vita collettiva e il poter usufruire di manifestazioni gratuite organizzate nell’ambito dell’Ensemble ha sempre un grande valore. Anche questo è il senso dell’ “Ensemble”: lo stare insieme.

Ormai sono anni che lavora a Spoltore quindi conosce bene questo paese, secondo lei questo Festival potrebbe essere ulteriormente valorizzato?

Sicuramente può evolvere, però sarebbe sciocco ignorare che ci si trova in un momento di grande difficoltà per cui è difficile essere competitivi con la realtà circostante, è un discorso complesso da fare perché in genere chi lavora vede i propri obiettivi constatando che le risorse economiche sono poche. Non dimentichiamo che fino a qualche anno fa se non fosse stato per l’Ensemble ben pochi avrebbero sentito parlare di Spoltore quindi non sono d’accordo con chi dice che è sbagliato investire su tradizioni come queste. Credo che sia una carta identitaria estremamente importante per Spoltore che ha la fortuna di avere questo marchio. Dobbiamo pensare positivamente: dopo questa crisi si potrà trovare una soluzione organizzativa differente, e che possa migliorare un Festival che malgrado tutto ha un successo particolare.



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