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EX DG DEL PRESIDENTE USCENTE ORA SENATORE PD, E' STATO VOLUTO DAL GOVERNATORE ABRUZZESE AL VERTICE DELL'UFFICIO SPECIALE RICOSTRUZIONE TERAMO PER TERREMOTI 2016-2017. ''SCONFITTA'' LEGA, PUNTAVA SU ANTONIO MORGANTE

ALTRO DALFONSIANO DOC ALLA CORTE MARSILIO, RIVERA RESTA A CAPO DELL'USR

Pubblicazione: 19 agosto 2019 alle ore 07:29

L'AQUILA – Un altro dalfonsiano alla corte di Marsilio. Ma questa volta, vista la portata del personaggio, come emerge da ambienti di centrodestra, la scelta è stata fatta per i meriti e le capacità mostrate in questi mesi di interregno.

Non è forse il caso di azzardare paragoni con l'illustre abruzzese alla corte di Francia Cardinal Mazzarino: va detto però che tra i civil servant più longevi in Regione Abruzzo, capaci di attraversare indenni i cambi di governo e le stagioni politiche, c'è senz'altro Vincenzo Rivera, un nobile prestato alla gestione della cosa pubblica.

Notizia di questi giorni è la conferma del 47 enne aquilano, ex direttore generale della Regione nominato dall'ex presidente, Luciano D'Alfonso, ora senatore del Partito democratico, a capo dell'Ufficio speciale della ricostruzione (Usr) di Teramo, che si occupa delle pratiche del cratere sismico 2016-2017.

Dove Rivera, inviato dal centrosinistra poco prima delle elezioni regionali per sbloccare l’impasse, era arrivato ad inizio gennaio, in veste di commissario, in sostituzione di Marcello D'Alberto.

A volerlo fortemente, questa volta, il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d'Italia, che evidentemente, con buona pace della dura legge dello spoils system, ha preferito confermare l'uomo forte dell'era D'Alfonso, apprezzandone l'operato sia all'Usr, per l'accellerazione che ha saputo imprimere alle pratiche della ricostruzione, pari nel primo mese a quelle licenziate in due anni, sia come direttore generale nella fase di transizione che è arrivata al termine con la nomina di Barbara Morgante, ex ad e presidente di Trenitalia, che deve ancora assumere l’incarico.  

Il provvedimento di nomina, attraverso avviso, approvato in giunta il 14 agosto scorso, è stato proposto dall’assessore al bilancio e al personale, Guido Quintino Liris, aquilano come Rivera.

Una scelta che non è però piaciuta alla Lega, e non sarebbe la prima volta, in materia di nomine. L’argomento, legato ai nuovi dg delle Asl dell’Aquila e di Chieti è stato uno dei motivi che ha aperto una crisi poi rientrata nelle ultime settimane.

Rivera non è il primo esponente di vertice della macchina regionale del centrosinistra ad essere confermato da Marsilio e soci: stessa buona sorte è toccata anche ai fedelissimi dalfonsiani Fabrizio Bernardini, ora a capo del dipartimento Bilancio e Risorse umane, Emidio Primavera, nominato capodipartimento Trasporti e infrastrutture, e infine a Roberto Fagnano, ex direttore della Asl di Teramo, nominato da D'Alfonso, ora capo dipartimento del Salute.

La Lega del resto aveva un altro nome da mettere a capo dell'Usr: l’ex dirigente nel settore sisma e ricostruzione 2009, ai tempi della giunta di Gianni Chiodi di Forza Italia, l’avvocato Antonio Morgante, candidato con i salviniani nel collegio provinciale aquilano alle elezioni regionali del 10 febbraio scorso, dove non è stato eletto ma ha ottenuto un buon bottino di voti , ben 3.330. Proprio per il veto della Lega, la nomina di Rivera, prevista nella seduta di lunedì 12 agosto, assieme a molte altre, è saltata per essere effettuata in quella pre ferragostana.

E così Rivera resterà sulla cresta dell'onda, a capo di un ufficio di capitale importanza, che dovrà occuparsi della difficile ricostruzione dei comuni abruzzesi colpiti dal sisma dell'agosto e ottobre 2016 e del gennaio 2017.

Rivera appartiene ad un antica famiglia nobiliare aquilana, che ha annoverato come esponenti Giuseppe Rivera, fondatore della Società abruzzese di Storia Patria, lo storico Cesare Rivera e l'accademico Vincenzo Rivera, considerato il fondatore dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Nell'ultima generazione della blasonata casata, deve essere diventato un pallino di famiglia quello dell'amministrazione della cosa pubblica: suo fratello Alessandro Rivera è infatti un potentissimo grand commis di Stato, confermato dal ministro Giovanni Tria direttore generale del Tesoro, dipartimento chiave all’interno del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

La  carriera di Rivera era cominciata invece come consigliere comunale e assessore, prima nella lista dei Socialisti democratici italiani (Sdi) e poi nel Partito democratico.

A seguire l'ingresso in Regione, come potente capo di gabinetto della presidenza del socialista Ottaviano Del Turco, travolta poi dall'inchiesta Sanitopoli. Dopo la parentesi del centrodestra di Gianni Chiodi, Rivera è tornato a occupare posizioni di vertice con il centrosinistra di Luciano D'Alfonso, nominato prima direttore del dipartimento della Presidenza e Rapporti con l'Europa, poi, nel maggio 2017, direttore generale, occupando il posto di Cristina Gerardis, che ha lasciato la Regione Abruzzo non certo con un'intesa consensuale, per andare a dirigere l'ufficio legislativo del Ministro per le Politiche agricole, dove è rimasta fino alla fine del mandato del governo nazionale di centrosinistra.

Infine come detto, la nomina al vertice dell'Usr. Dove Rivera ha finora ben operato, affiancato dai dirigenti regionali Giancarlo Misantoni e Antonio Iovino, rispettivamente del Genio Civile di Teramo e della Protezione civile dell'Aquila. Già a meno di un mese dal suo insediamento si è registrata infatti una accelerazione dell'esame e della chiusura delle pratiche:  per la riparazione di case con danni lievi, in due anni sono stati infatti liquidati oltre 230 mila euro, in tre settimane 270 mila; per le attività produttive 633 mila in due anni e 642 mila in tre settimane.

Un trend che continua mantenere il ritmo a lungo auspicato, nonostante le enormi difficoltà e i vergognosi ritardi finora accumulati.

 



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