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ALESSANDRA ROSSI, LA SFIDA DI 'ABRUZZO MODERNO'
''DARE UNA CHANCE AI GIOVANI GRAZIE ALLE IDEE''

Pubblicazione: 03 maggio 2013 alle ore 08:03

Alessandra Rossi
di

L’AQUILA - Già presidente dei Giovani di Confindustria L’Aquila e imprenditrice edile in un’azienda specializzata in costruzioni ad alta tecnologia, Alessandra Rossi ha raccontato ad AbruzzoWeb la sua nuova sfida, “Abruzzo Moderno”, una nuova associazione culturale di cui è la portavoce.

Uno strumento di aggregazione sociale che lei ama definire “contenitore di idee”.

Tra le soluzioni proposte per agevolare i giovani e le donne che, soprattutto all’Aquila, devono partire da zero per iniziare un dignitoso percorso di crescita professionale, uno “svecchiamento” della rappresentanza amministrativa e la misurazione del lavoro svolto dai politici.

Due mosse per fare in modo che lo stipendio sia effettivamente guadagnato e non “rubato” da gente “incompetente” che toglie il posto a qualcuno più meritevole.

Come nasce “Abruzzo Moderno” e a cosa serve?

È uno spazio aperto a tutti i cittadini che vogliono partecipare alla rinascita dell’Abruzzo post terremoto. È un’associazione di carattere regionale, anche se la sede legale si trova all’Aquila; non è solo un luogo fisico, in quanto facciamo incontri su tutta la regione e ci sono vari referenti a livello territoriale. Si tratta di uno strumento orizzontale perché non c’è una gerarchia rigida, chiunque può partecipare e dare il suo contributo. Gli obiettivi sono far emergere il senso civico di ognuno di noi e mettere insieme le nostre competenze per aiutare a essere propositivi nei confronti delle istituzioni e naturalmente per contribuire allo sviluppo del territorio. Organizziamo eventi aperti al pubblico in cui portiamo avanti temi importanti che vanno dal welfare all’occupazione, con l’intento di aumentare l’informazione su alcuni argomenti. Facciamo, inoltre, dibattiti pubblici dove ascoltiamo le istanze dei cittadini. La nostra peculiarità non è quella di rappresentare i territori ma di essere traversali per quanto riguarda le competenze che vanno rappresentate.

Quali sono i prossimi appuntamenti e come può mettersi in contatto con voi chi intendesse partecipare?

Rendiamo note le nostre iniziative di volta in volta perché non abbiamo ancora un programma già definito, anche perché siamo nati da pochi mesi. Comunque entro giugno faremo sicuramente alcuni incontri aperti in cui inviteremo i cittadini. Intanto il 17 maggio a Giulianova organizzeremo un momento di presentazione del dibattito che vogliamo portare avanti per la regione; entro giugno vorremmo poi toccare con incontri itineranti tutte e quattro le province e i territori dell’entroterra. Chi volesse partecipare può contattare la nostra pagina Facebook per ora, la pagina istituzionale chiamata “abruzzomoderno”. A breve completeremo anche il sito Internet. Ogni partecipazione è ovviamente ben gradita!

È aumentata l’attività giovane all’Aquila in seguito al terremoto? In quale settore mancano di più le nuove generazioni?

Non è aumentata affatto. C’è carenza di giovani soprattutto nei lavori manuali, che sembrano non interessare i ragazzi. Vanno discretamente bene, invece, il settore dei servizi e quello del commercio. Nelle attività autonome ci sono stati incrementi e molte partite Iva che hanno aperto, il problema è che la necessità ha portato i giovani a farlo. Sono scatole vuote, la conseguenza della legge dell'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ha di fatto costretto i giovani ad aprirle. Dietro c’è spesso un rapporto di lavoro a tempo di tipo subordinato, per esempio nel caso in cui i giovani lavino in uno studio professionale.

Certo è che molti ragazzi hanno trovato la forza di mettersi in proprio, entrando nell’ordine di idee che o si va fuori Italia o ci si rimboccano le maniche creando attività.

Il problema è che molti hanno azzardato a mettersi in proprio con l’imprenditoria e si sono trovati di fronte un muro di gomma perché nulla è stato predisposto a loro vantaggio con norme specifiche. Non si è prevista una tranche da destinare solo alle attività giovanili. Non esiste dal 2009 a oggi un decreto, una legge, un finanziamento rivolto esclusivamente ai giovani. Il che è veramente una perdita enorme perché sono loro la spina dorsale della popolazione.

Molti giovani infatti, si parla addirittura di 100 al mese, stanno andando via dall’Aquila. I pochi che rimangono si rimboccano le maniche ma se non si danno loro gli strumenti e si trovano di fronte a ostacoli continui, non possiamo aspettarci altro. Tutto sommato L’Aquila è lo specchio amplificato di come vanno le cose in Italia.  Il post-terremoto, con tutta la sua tragicità, doveva comunque essere un’opportunità per i giovani, bisognava mettere su strumenti finanziari istituzionali che andavano in deroga agli strumenti tradizionali. Oggi, naturalmente, siamo usciti dall’emergenza, pensare di poter fare un bando specifico per L’Aquila ormai è difficile. Dal 2009 all’anno scorso, però, quando non era ancora finito il commissariamento, si poteva fare tanto e non si è fatto per carenza di una forte rappresentanza politica e istituzionale. Non è stato solo il terremoto fisico a far danni ma quello sociale, economico, politico e istituzionale che ne è seguito. Nella Cassa depositi e prestiti non c’è nemmeno un euro, quindi niente anche per loro.

Tutti i locali che sono nati dopo il terremoto hanno dato fatto credere che qualcosa si stava muovendo nella loro direzione, è stata solo un’illusione?

I locali in centro hanno fatto una gran scena ma non corrispondono a un vero incremento dell’imprenditoria giovanile. Se poi andiamo a vedere, su 10 mi diranno in 9 che non sono contenti. Comunque è stata una “bella scena”, nel senso che hanno aiutato a far vedere che in città ci sono i ragazzi che si mettono in gioco. Dobbiamo ringraziarli perché hanno dato e danno un’immagine della città che reagisce e che ha scelto di restare e non di andare fuori.

Quale settore si è sviluppato maggiormente in questi ultimi quattro anni?

Non c’è un settore che si può definire da traino per gli altri, il quadro è abbastanza nero. Forse all’apparenza sembrerebbe proprio quello dei locali, ma è una situazione difficile in generale. L’edilizia doveva fare da volano per tutti gli altri, ma anche qui c’è stata la crisi, con più di 7mila lavoratori sotto cassa integrazione. Purtroppo, a dispetto di ogni aspettativa, non è un settore che si è sviluppato. Il turismo neanche è riuscito a partire, perché gli albergatori continuano a soffrire la mancanza di gente, non ha avuto lo startup necessario e non si sta facendo niente. Un peccato se pensiamo che L’Aquila è la sesta città culturale d’Italia, con il 90% di arte intorno a sé. Città con meno storia portano moltissimi turisti. Certo, qui molti monumenti sono ancora distrutti, ma è anche vero che non si sta facendo nulla per recuperare quella parte di città che potrebbe essere attrattiva. Mi auguro che si faccia qualcosa nei prossimi mesi.

E le donne quante sono e dove?

Le donne sono in settori svariati, dai servizi al commercio ma anche alla guida di imprese edili e nel sociale. Da un recente studio del Cresa è addirittura emerso che sono più donne che uomini a essere alla guida di attività in proprio. Oggi, comunque, è difficile che una donna si metta in proprio per portare avanti un’impresa diversa dal settore dei servizi o del commercio. In particolare le donne rendono bene nell’ambito della comunicazione, dove anche l’immagine ha un suo ruolo e qui possiamo dire che trovano lo spazio che meritano.

Cosa ha significato il terremoto per le giovani imprenditrici? Hanno reagito con resilienza?

Ho sempre pensato che nonostante tutto il terremoto potesse essere, mi si conceda il termine, un’opportunità di crescita. Così purtroppo non è stato. Il problema è che non ci sono stati dati gli strumenti adeguati per poter realizzare questo, non abbiamo avuto elementi di supporto a disposizione, non intendo solo aiuti finanziari ma anche per esempio lo snellimento della burocrazia, il non trovare ostacoli. Le banche hanno pensato solo a far quadrare i loro conti e tutto questo non ha contribuito a un andamento positivo della crescita professionale delle donne in questi anni. Hanno comunque dimostrato di avere la forza e la volontà di fare, ma non abbiamo rilevato un andamento positivo perché a mancare sono ancora, purtroppo, gli strumenti a disposizione.

Quale potrebbe essere una soluzione per agevolare le donne e i giovani?

Diciamocelo, ci deve essere per forza un ricambio di rappresentanze politico-istituzionali. Non dico perché quelle attuali siano incompetenti, ma per dare un senso di ringiovanimento e di vitalità ai nostri territori.  C’è bisogno di gente nuova che voglia mettersi in gioco, vedere oltre, fare in modo che questa città sia la città che vogliamo, che renda il territorio attrattivo. In fondo L’Aquila è una città turistica, universitaria e dobbiamo fare in modo che queste non rimangano solo parole ma seguano dei fatti. Bisogna gettare le basi per far entrare in gioco giovani e donne. Sono fiduciosa. Se si attiverà la Cassa depositi e prestiti, come ha promesso l’ormai ex ministro Fabrizio Barca, qualcosa credo che si potrà mettere su. I cantieri potranno rivitalizzarsi, le imprese faranno girare denaro che verrà poi rispeso nella città. Ecco, per fare tutto questo bisogna mettere da parte le litigiosità e fare sistema mettendo insieme le forze.

C’è qualcosa che ancora non è stato detto e potrebbe aiutare la ripresa?

Le persone devono essere nel settore giusto. Sembra un’ovvietà, ma purtroppo se alcune cose non vanno per il verso giusto è perché alcune persone incompetenti si occupano di argomenti per cui non sono state scelte con criterio, ma messe lì chissà perché. Non sono tra coloro che dicono che bisogna per forza abbassare i costi della politica perché riconosco che la politica fatta bene sia davvero un lavoro difficile, impegnativo e pieno di responsabilità. Dico, però, che queste responsabilità devono essere misurate. Va bene lo stipendio alto, ma solo se non si tratta di un “furto”, cioè se le effettive performance professionali vengono stimate e comprovate. Ora non abbiamo gli strumenti precisi per fare questo, ma sarebbe auspicabile farlo al più presto perché risolverebbe molti sprechi dato che il proprio stipendio sarebbe guadagnato.



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