ALBERGHI SENZA SOLDI: VIA GLI SFOLLATI

Pubblicazione: 20 luglio 2010 alle ore 13:40

L'AQUILA - Diventa un caso la condizione allo stremo degli albergatori che hanno prestato soccorso agli sfollati aquilani durante l'emergenza terremoto. Qualche giorno fa sono insorti gli albergatori dell'Aquila, alle prese con una doppia emergenza, visto che oltre a ricevere gli sfollati hanno perso anche il consueto afflusso di turisti.

Oggi è la volta di Alba Adriatica (Teramo), in cui gli esercenti, ormai giunti alle soglie del fallimento, non possono fare altro che cacciare gli aquilani (che non stanno 'scroccando' una vacanza ma sono ancora senza casa, fa bene ricordarlo) entro la fine di questa settimana.

Prospettive drammatiche che non sfuggono al commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi. Stanco per la situazione di impasse, ha deciso di affrontare di petto la situazione e ha chiesto un incontro al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per affrontare la questione dei fondi dell'emergenza che, a differenza di quelli per la ricostruzione, sono davvero prosciugati.

Puntellamenti, contributi, ma soprattutto gli alberghi: spese messe in preventivo dalla gestione urgente e autoritaria della Protezione civile, che contava su una legislatura forte e sulla possibilità di fare affidamenti diretti. Spese, però, cadute ora sul groppone della struttura commissariale, molto più legata a procedure ordinarie, costretta a dipanare matasse burocratiche e che deve pagare debiti che non ha contratto direttamente.

IL CASO. ALBA ADRIATICA, UNA SETTIMANA E POI VIA GLI SFOLLATI

ALBA ADRIATICA - Gli ospiti aquilani, vittime del terremoto del 6 aprile 2009, dovranno lasciare le camere d’albergo entro la fine di questa settimana.

Gli albergatori di Alba Adriatica (Teramo), dove alloggiano molti terremotati, sono giunti all’estrema conseguenza a causa dei ritardi nel rimborso delle spese.

“Siamo allo stremo delle forze” - dichiara il titolare di un hotel che ha voluto restare anonimo ma che ha spiegato di parlare a nome di tutti i suoi colleghi che dal giorno del sisma hanno messo a disposizione le loro strutture per le vittime del terremoto.

Secondo gli ultimi dati, aggiornati al 13 luglio dal sito internet del commissario per la ricostruzione, gli sfollati che alloggiano negli alberghi della provincia di Teramo sono 792.

“Da quando la situazione non è più gestita dalla Protezione civile, che comunque ci pagava in ritardo, ora non stiamo ricevendo più i rimborsi delle spese", afferma il titolare dell’hotel.

Dal 1º gennaio la competenza dei rimborsi è passata alla struttura commissariale e i bonifici bancari inviati sono diventati rarissimi.

“Ne abbiamo ricevuti un paio, mentre prima ne arrivava circa uno al mese - spiega ancora l'albergatore. - A queste condizioni non posso più ospitare nessuno. Rischio il fallimento”.

L’albergatore albese ricorda che lo scorso giugno ha ricevuto il saldo delle spese calcolato fino ad agosto 2009, quindi ora attende i soldi da quasi un anno.

Gli hotel della costa abruzzese, nei giorni di massima emergenza hanno occupato tutte le camere disponibili e, dichiara il titolare dell’hotel, “dalla Regione dobbiamo ancora ricevere 600 mila euro solo per l’albergo”.

Gli sfollati dovranno lasciare gli hotel della costa e sarà difficile trovare un’altra sistemazione. “Deve essere lo Stato ad aiutarli - dice l’albergatore”.

Il titolare dell’hotel spiega: “Per far fronte alle spese ho chiesto prestiti in banca e ho accumulato uno scoperto da mezzo milione di euro, che la Regione dovrebbe restituirmi”.

“Ma fin’ora - conclude amareggiato l’albergatore - l’Ente è stato solo in grado di rispondere che non ha soldi per i rimborsi, e che noi titolari degli hotel facciamo bene a mandare via gli sfollati”.

CHIODI: ''VENERDI' VOGLIO INCONTRARE TREMONTI''

L’AQUILA - “Con una lettera molto chiara ho richiesto per questo venerdì al ministro dell’Economia Giulio Tremonti un incontro sui fondi per i debiti contratti nella fase di emergenza”.

Lo ha detto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, durante l’incontro con i sindaci per la perimetrazione dei centri storici, precisando che nella sua richiesta chiede la partecipazione al vertice anche “del dipartimento della Protezione civile e della Ragioneria generale dello Stato”.

Dopo aver ricordato che i fondi per la ricostruzione ci sono e devono essere spesi in fretta, Chiodi ha spiegato che “resta però una criticità. Abbiamo esaurito - ha ammesso - la fonte di finanziamento delle spese dell’emergenza, il cosiddetto ‘articolo 7’, per gli addetti ai lavori. Alcuni obblighi sono stati assunti, ma non ancora assolti”.

Il commissario ha poi snocciolato i conti da saldare, aperti dalla Protezione civile nella fase della prima emergenza ed ereditati dalla sua struttura: “La messa in sicurezza - ha elencato - i puntellamenti, il contributo di autonoma sistemazione e gli alberghi. A oggi mancano i fondi per fare fronte a questi debiti contratti durante l’emergenza”.

LA CONFERMA DI CIALENTE: ''NON CI SONO SOLDI''

L'AQUILA - "Non ci sono soldi per coprire le spese dell'emergenza e garantire l'assistenza agli sfollati".

È la denuncia del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che commenta così la richiesta avanzata da un albergatore di Alba Adriatica (Teramo), il quale ha invitato gli ultimi sfollati rimasti a riconsegnare la camera entro fine settimana, a causa dei ritardi nel rimborso delle spese per l'accoglienza post-sisma.

"Una situazione - sottolinea Cialente, vice commissario per l'emergenza - comune a decine di strutture alberghiere della costa e dell'entroterra. Da un mese e mezzo segnalo il problema. La scorsa settimana ho pregato in ginocchio un albergatore aquilano di non sfrattare gli sfollati, del resto se i pagamenti non arrivano, queste imprese rischiano il lastrico".

L'allarme l'aveva lanciato anche Federalberghi Abruzzo. "Il problema riguarda anche l'autonoma sistemazione - ha aggiunto il sindaco - Oggi alcuni cittadini sono venuti in Comune a protestare, perché siamo fermi a marzo, ma allo stato attuale la nostra amministrazione ha già anticipato allo Stato 15 milioni di euro".



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