ACQUA: ANCORA DISAGI NELL'AQUILANO, NUOVO GUASTO
A CESE DI PRETURO LASCIA LA FRAZIONE A SECCO

Pubblicazione: 13 ottobre 2017 alle ore 10:55

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L'AQUILA - Il cedimento della parete di una vasca di raccolta dell'acqua a Cese di Preturo, frazione in zona ovest dell'Aquila, ha comportato ieri sera l'interruzione dell'erogazione idrica che ancora non viene ripristinata.

A denunciarlo sono alcuni residenti.

Una squadra della Gran Sasso Acqua, gestore del ciclo idrico integrato, è al lavoro "per diminuzione dei disagi ed inizio intervento ripristino", ha annunciato su Facebook il presidente dell'azienda, Fabrizio Ajraldi.

Sono giorni difficili nel comprensorio, visto che alcune importanti perdite sulla rete hanno causato l'abbassamento del livello dell'acqua alla sorgente del Chiarino, comportando, tra i diffusi disagi, una prolungata interruzione dell'erogazione a Casamaina, frazione in quota del comune montano di Lucoli, dove le pompe generalmente utilizzate non sono state sufficienti a sopperire al calo di pressione.

Interventi di riparazione dei danni sono stati effettuati nei giorni 10 e 11 ottobre, come comunicato dalla Gsa.

Ora un nuovo imprevisto ha però lasciato a secco Cese di Preturo, e un residente, in una nota inviata ad AbruzzoWeb, lamenta che "il servizio emergenze della Gsa è molto vago, parlando di grossi problemi sul posto che si sta cercando di risolvere. Nel frattempo la popolazione è tenuto all'oscuro di tutto, con la prospettiva che l'acqua torni fra un'ora o tra un mese!".

"Oltre a cercare di risolvere questi problemi, la Gsa dovrebbe informare la popolazione", aggiunge un residente, che punta l'indice contro il fatto che la Gran Sasso non "si preoccupa di allestire un servizio idrico alternativo, magari attraverso autobotti che aiutino gli abitanti del paese, soprattutto quelli nella parte alta dell'abitato, che da più tempo sono senza acqua".

LA NOTA DEL LETTORE

Vi segnalo la grave situazione di disservizio che si sta verificando a Cese di Preturo. La Gsa ha programmato dei lavori nelle zone di Arischia-Preturo-Sassa-Lucoli-Tornimparte (http://www.gransassoacqua.it/Pages/Tecnici/IntIdroR.aspx?IDArg=20170151) per i giorni 10 e 11 ottobre, per effettuare dei lavori all'acquedotto di Chiarino. In realtà a Cese di Preturo, ed a quanto sembra, solo a Cese di Preturo, l'acqua manca ancora!

Il servizio emergenze della Gsa è molto vago, parlando di grossi problemi sul posto che si sta cercando di risolvere. Nel frattempo la popolazione è tenuto all'oscuro di tutto, con la prospettiva che l'acqua torni fra un'ora o tra un mese!!  Oltre a cercare di risolvere questi "problemi", la Gsa dovrebbe informare la popolazione, ma sul suo sito la pratica del 10 ottobre risulta conclusa.

Ne tantomeno la Gsa si preoccupa di allestire un servizio idrico alternativo, magari attraverso autobotti che aiutino gli abitanti del paese, soprattutto quelli nella parte alta dell'abitato, che da più tempo sono senza acqua.  Perdurando la situazione, si sta arrivando al limite della violazione dell'art.331 cod.pen.

Si rimette la questione anche a voi mass-media, visto che non si trova granchè nella rete su questa recente problematica.

Distinti saluti.

V.Panella

AJRALDI, "NUOVI DANNI MA DA CHIARINO RECUPERATI 4 MILIONI LITRI D'ACQUA"

"La riparazione delle perdite sulla rete idrica, che abbiamo effettuato nei giorni 10 e 11 ottobre, ha consentito di recuperare 40 litri al secondo dall'acquedotto del Chiarino, che equivalgono a circa 4 milioni e 300 litri d'acqua al giorno, quanto basta per servire quasi 10mila utenze, tanto per far capire l'entità del danno riparato".

Lo dice ad AbruzzoWeb il presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi.

La reimmissione nella rete idrica dell'acqua del Chiarino, tuttavia, nonostante le accortezze degli operatori ha comportato anche due incidenti di percorso: il primo nei pressi dell'anfiteatro romano di San Vittorino, dove si è rotta una tubatura, fortunatamente senza implicazioni per gli utenti, il secondo a Cese di Preturo, dove il cedimento della parete di una vasca di contenimento ha lasciato a secco la frazione.

Nel primo caso, spiega Ajraldi, "per la riparazione occorre aspettare il riempimento di tutte le vasche e l'intervento implica una nuova interruzione dell'erogazione dell'acqua, per questo ci sarà da aspettare prima di poter intervenire".

La riparazione delle perdite sulla rete, intanto, "ci hanno anche consentito di spegnere due pompe alle vasche di Acqua Oria, che comporta un risparmio ingente".



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