IL CONSIGLIERE PD SUL CARO PEDAGGI: ''GLI IMPRENDITORI CERCANO PROFITTO''

A24-A25: PIETRUCCI SHOCK, ''LA GESTIONE
TORNI PUBBLICA ALL'ANAS, BASTA PRIVATI''

Pubblicazione: 03 gennaio 2018 alle ore 08:00

L'autostrada A24. Nel riquadro, Pierpaolo Pietrucci
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L’AQUILA - “Le autostrade A24 e A25 devono tornare allo Stato ed essere gestite direttamente da una società pubblica come l’Anas, senza concessioni con i privati”.

Questa la soluzione radicale proposta nell’intervista con AbruzzoWeb dal consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, in risposta al caro-pedaggi che tante polemiche ha generato, dopo la “stangata” di inizio 2018 sulle due tratte abruzzesi dell’interno, come ormai avviene da qualche anno.

Un’idea destinata a far discutere, “me ne rendo conto ma nelle scelte politiche, come nella vita, ci vuole coraggio”, premette il consigliere.

“Inutile prendersela con la concessionaria Strada dei Parchi e con il gruppo Toto, è naturale che gli imprenditori pensino al profitto - rimarca - La gestione pubblica, al contrario, non ne avrebbe bisogno e potrebbe offrire un servizio calmierando, al tempo stesso, i costi”.

Secondo Pietrucci, “queste autostrade di montagna hanno bisogno di una manutenzione importante, quindi è inevitabile che, con la gestione privata, i costi si ripercuotano sugli utenti. Al tempo stesso - prosegue - hanno una fortissima implicazione strategica e pubblica, perciò darle in concessione a un privato vuol dire renderle ingestibili, si rischia di condannare l’Abruzzo interno. Bisognava pensarci prima, ma ora non abbiamo altre soluzioni”.

Il consigliere, presidente della seconda commissione del Consiglio regionale (Territorio), oltre a lanciare un appello ai parlamentari abruzzesi, annuncia che scriverà al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che già nei giorni scorsi ha parlato di “rivedere i termini delle concessioni”, e proporrà in aula una risoluzione.

“Se resta la situazione attuale, tutte le strategie turistiche dei borghi, economiche, sociali e culturali saranno vanificate visto che non avremo la possibilità di attrarre nessuno - il suo allarme - Per fare solo un esempio: in sanità abbiamo un’alta mobilità attiva, attirando pazienti da fuori regione negli ospedali della nostra Asl, ma chi ci verrà a curarsi in Abruzzo con costi così elevati?”.

Pietrucci, che ne pensa delle proteste in corso?

Ogni anno siamo qui a lagnarci degli aumenti, peraltro indicizzati, previsti da un bando-capestro che ricade sulle spalle dei cittadini. Siamo a un’ora da Roma, lo diciamo sempre, ma ormai sulla base della simulazioni siamo a “un’ora e 100 euro”: sono gli stessi costi per andare da Roma a Milano e questo è insostenibile. Anche perché sullo stesso tratto non c’è il ferro, la via Salaria è troppo lunga e complessa, insomma, non ci sono alternative: così ci strozzano e danneggiano anche l’economia.

Come se ne esce?

L’unico modo è far tornare pubbliche le due autostrade A24 e A25. L’imprenditore fa il suo lavoro, ragiona con la curva della domanda e dell’offerta, cercando di realizzare il proprio margine di profitto. Per evitare che quel margine venga pagato dagli automobilisti, il governo deve riprendersi la gestione.

Come sarà possibile arrivare a un risultato del genere? La gestione termina nel 2030!

Alla fine della convenzione bisognerà stabilire un punto fermo. Scade nel 2030? Da quel momento in poi l’autostrada verrà data in gestione all’Anas. Questo ridurrà il margine di profitto necessario e, di conseguenza, anche i pedaggi scenderanno. Fissare questo punto fermo, il ritorno allo Stato a fine contratto, sarebbe già un grande risultato. Se ci riuscissimo anche prima, senza costi gravosi, trovando una strategia grazie a un pool di giuristi, sarebbe anche meglio. Prima lo facciamo e meglio è.

Occorrerà una mobilitazione politica a tutti i livelli.

Bisogna aprire già da adesso un tavolo per capire come fare in modo che la tratta torni il prima possibile al pubblico. È quello che vogliono i cittadini. Scriverò al governatore D’Alfonso, sto lavorando per presentare una risoluzione in Consiglio regionale che impegni il presidente della Regione a chiedere al governo questa svolta. Un percorso che questa amministrazione regionale ha già seguito con alcune strade provinciali, tornate a gestione Anas. Inoltre, dovranno occuparsene anche i parlamentari abruzzesi.



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