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FONDI SICUREZZA: PRESIDENTE VICARIO A MARCOZZI (M5S), ''NON PENSI A CONVENIENZA POLITICA''. CONFERENZA D'ALFONSO A PESCARA SU STESSO TEMA

A24-A25: LOLLI, ''SCIPPO NON AUTORIZZATO, CORREGGERE SVISTA O SCENDEREMO IN PIAZZA''

Pubblicazione: 12 ottobre 2018 alle ore 15:26

L’AQUILA - La mobilitazione della Regione a guida centrosinistra resta molto forte “sulla questione dei 200 milioni di euro sottratti dal governo giallo-verde al Masterplan Abruzzo” per destinarli alla messa in sicurezza delle autostrade laziali ed abruzzesi A24 e A25, soprattutto dei viadotti, tanto che il presidente vicario, Giovanni Lolli, ha invitato i parlamentari abruzzesi ad impegnarsi alla cancellazione “in sede di conversione in legge delle due righe del decreto Genova in cui si scippano fondi alla nostra regione per un intervento su una opera dello Stato per la quale deve pagare il ministero per le Infrastrutture e Trasporti (Mit)”. 

“Se il Governo nelle prossime ore non rimedierà a questo errore, l'Abruzzo, con tutte le sue articolazioni e le sue espressioni, scenderà in campo per far sentire forte la sua opposizione a questo vero e proprio tentativo di scippo”. 

Contestualmente a Pescara il senatore del Pd, Luciano D'Alfonso, ex presidente della Giunta regionale, costretto a lasciare la guida dell'Abruzzo per la sopraggiunta incompatibilità con la carica di senatore, ha tenuto una conferenza stampa sullo stesso argomento. 

"Noi non vogliamo nient'altro che la certezza del ripristino. Sono rimasto meravigliato quando ho letto l'articolo 16 del decreto legge Genova, dove semplicemente si assume il danaro dagli Fsc riferiti all'Abruzzo e non c'è quel verbo fondamentale che stabilisce il ripristino", ha detto D'Alfonso.

"Vogliamo che finisca questa condizione di civil tenzone tra Stato e Regione, che non si giustifica solo perchè ci sono le elezioni. Noi vogliamo una condizione di piena collaborazione, lo Stato e il Governo devono aiutare. Noi stiamo patendo una fronda su molte questioni aperte, come la fragilità derivante dai luoghi ad alto tasso di sismicità e quella coincidente con questa infrastruttura della gomma. Non vogliamo pensare che ci sia un ministero contrariante - ha proseguito il senatore -. Noi, da sempre, abbiamo potuto contare sulla collaborazione del Mit, al di là di chi ci fosse alla guida politica". 

Per Lolli resta confermato l’appuntamento di lunedì con parlamentari e forze sociali e sindacali all’Aquila per promuovere ogni azione “perché il Governo giallo-verde corregga la svista, che continua ad essere difesa anche da esponenti pentastellati abruzzesi come il consigliere regionale Sara Marcozzi, che dovrebbe anteporre la convenienza politica alla difesa dei cittadini e l’Abruzzo con questo prelievo subirebbe uno stop disastroso”. 

Il punto della situazione su una vicenda che da giorni ha provocato polemiche anche a livello nazionale è stato fatto in una conferenza stampa, oggi all’Aquila, tenuta dallo stesso Lolli, dal presidente del Consiglio diagonale, Giuseppe Di Pangrazio, e dal direttore generale della Regione, Vincenzo Rivera.

I tre, esibendo un vero e proprio dossier, hanno ribadito con forza che “la Regione non ha autorizzato il Governo a sottrarre i 200 milioni dal fondo di sviluppo e coesione di 753 milioni di euro assegnato all’Abruzzo, ma ha dato disponibilità a prelevare in prestito 45,7  milioni di euro, da restituire a breve e con un impegno ufficiale, dal Piano operativo Infrastrutture Mit, pari a 11,5 miliardi di euro, dal quale alla nostra regione sono stati riconosciuti circa 400 milioni di euro”. 

“Ma sia chiara una cosa - ha tuonato Lolli -: non si possono prelevare con la promessa non scritta di restituzione in cinque anni fondi già impegnati per opere vitali e non rinviabili, tra cui la messa in sicurezza di strade, per il dissesto idrogeologico e per la depurazione, per un intervento, sia pure importante, per le autostrade che sono di proprietà dello Stato. Perché non si prendono dal fondo nazionale a disposizione del Mit? C’è qualcosa dietro?”. 

“Siamo ponti a fare la nostra parte per la sicurezza di arterie abruzzesi, infatti, abbiamo concesso l’utilizzo di circa 46 milioni di euro dal piano operativo del Mit ma non molliamo sul Masterplan, si deve immediatamente correggere il decreto Genova nel quale vengono sottratti 200 milioni all’Abruzzo e 50 al Lazio - ha spiegato ancora Lolli che in riferimento alla Marcozzi ha sottolineato: “massima stima, però sta sbagliando in quanto, incredibilmente non capisce o fa finta di non capire, che il Governo ha fatto un errore. Tutti sbagliamo ma non è sostenibile che non si ripari”. 

A tal proposito, Lolli ha esibito la nota del capo di Gabinetto del Mit “che smentisce il ministro Toninelli il quale ha invece interpretato erroneamente la delibera di giunta regionale immaginando che potessero essere prelevati i 200 milioni, evidentemente non fidandosi dei suoi più stretti collaboratori”. 

"Le autostrade sono nazionali ed europee e la norma prevede che la messa in sicurezza la paghi il governo che, tra l'altro, incassa royalty per 56 milioni di euro dai pedaggi e non può scippare 200 milioni di euro agli abruzzesi. È una questione che riguarda la Regione senza appartenenza politica o sociale, tutti devono impegnarsi a scongiurare uno scippo che farebbe venire meno impegni presi e progetti ufficiali che migliorano il benessere degli abruzzesi", così il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, sulla vicenda "dei fondi per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 sottratti al Masterplan Abruzzo".

"Ora bisogna chiamare a raccolta tutti e impegnarsi insieme per far capire al Governo gialloverde che si tratta di fondi degli abruzzesi - Auspico che tutte le parti in causa portino avanti l'istanza di correzione dell'errore, considerando che, se non verrà modificato, si farà un torto all'Abruzzo" ha dichiarato Di Pangrazio in conferenza stampa.



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