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QUASI INTERAMENTE IN LEGNO, A REALIZZARLA E' LA CA.RI. DI ROMA: SARA' A MASSIMA SICUREZZA SISMICA, AUTOSUFFICIENTE ENERGETICAMENTE; DIRETTORE TECNICO, ''CENTRALE IN UN'OPERA LA FUNZIONALITA' E LA POSSIBILITA' DI ADATTARSI IN FUTURO A NUOVE ESIGENZE''

A SCUOLA COME IN UN BOSCO: AD AVEZZANO
AL VIA LAVORI PER EDIFICIO ALL'AVANGUARDIA

Pubblicazione: 14 settembre 2019 alle ore 07:03

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AVEZZANO - Una scuola, pensata come un bosco della conoscenza, fatta di legno dove le colonne portanti evocano alberi, gli spazi radure, le luce le ombre sembrano regolate dal fogliame. Una struttura però funzionale e rimodulabile all'occorrenza, a massima sicurezza sismica, dotata di pannelli termici e fotovoltaici, raccolta dell'acqua, con minima dispersione energetica, tanto da meritarsi la classificazione a4.

In un Paese, e in una regione, l'Abruzzo, dove troppi sono gli obsoleti edifici scolastici, che rischiano di crollare in caso di sisma, e sono tutto fuorché sostenibili dal punto di vista ambientale, è stato un bel giorno la posa della prima pietra, avvenuta il 28 agosto, della nuova scuola primaria in via Pertini ad Avezzano, in provincia dell'Aquila, che andrà a sostituire i vecchi edifici di via Fucino e via Garibaldi, capace di ospitare ben 375 bambini. Il fine lavori è previsto, come da crono-programma, nella primavera del 2020.

A realizzarla sarà la Ca.ri. costruzioni di Roma, che ha vinto ad inizio 2018, il bando indetto dal Comune di Avezzano, dal valore di 3,2 milioni di euro, sbaragliando gli altri 14 concorrenti, con un progetto all'avanguardia, dal punto di vista funzionale e ambientale, e che ancora prima di tradursi in realtà, ha già vinto premi in giro per il mondo.

Amministratore unico della Ca.ri., società fondata negli anni 60 è l'architetto romano Maria Camilla Rubei, impegnata anche in ristrutturazioni post-sismiche a L'Aquila, e che ha ottenuto notorietà per la realizzazione del tempio Mormone di Roma.

A prendersi cura dell'importante appalto della scuola di Avezzano è in primis il direttore tecnico, l'ingegnere Dionisio Graziosi.

La nuova scuola avrà una superficie complessiva di circa 2.738 metri quadri, di cui 936 metri quadri per aule didattiche, 181 metri quadri per aule speciali ed integrative, a cui si aggiungono 279 metri quadri di mensa, 80 metri quadri di biblioteca, 339 di palestra. Il tutto quasi interamente in legno.

"Il tema dominate del progetto lo si è definito analizzando l'ambiente antropico su cui l'oggetto insisteva - spiega ad Abruzzoweb Dionisio Graziosi -, ovvero il vicino Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, un polmone verde capace di fornire protezione, alimentazione, un ambiente bio-climatico che ospita la vita. Si sono dunque utilizzati materiali naturali: il legno per tutta la struttura portante, le finiture interne con materiali ad basso impianto ambientale capace di essere riciclabile, e di provenienza naturale".

"Il simbolismo del bosco - prosegue il direttore - viene confermato dai pilastri esterni, che richiamano a dei tronchi capaci ci sostenere la coperta e fornire riparo ad uno sbalzo a protezione dagli agenti atmosferici e dell'irraggiamento solare. All'interno dell'edificio è in progetto un Agorà, uno spazio aperto ove gli utilizzatori della scuola possono ritrovarsi per socializzare, protetti dalla sorveglianza delle aule che circondano l'Agorà in dotazione al personale docente. Anche in questo passaggio concettuale si è cercato richiamare l'immagine del Bosco, nel Bosco si possono ritrovare spazi aperti e spazi chiusi".

L'idea progettuale tiene a sottolineare Graziosi, tutto è tranne che una speculazione architettonica, centrale è infatti la funzionalità e pragmaticità dell'opera, requisito che è stato apprezzato nei tanti concorsi internazionali, tra cui il Quatar sustenability awards 2018.

"Può essere utile sottolineare - prosegue l'ingegnere - che i riconoscimenti sono arrivati tutti all'estero. Questo perché in Italia vengono in primo luogo premiati progetti già realizzati, e sopratutto che portano la firma di qualche archi-star, mentre ci sono progetti altrettanto validi, molto più funzionali e meno costosi, che non hanno il giusto riconoscimento e rilevanza".

Ed ecco di seguito elencate le soluzioni che rendono, oltre la bellezza estetica, davvero funzionale la struttura: la scuola sarà innanzitutto a massima sicurezza sismica, nella classe d'uso "4", quella degli edifici altamente strategici, superiore anche alla classe d'uso "3", che sarebbe sufficiente, in base alla recente normativa, per gli edifici scolastici. Per quanto riguarda la sostenibilità, è prevista la riduzione dei consumi idrici e il riutilizzo delle acque meteoriche, nei servizi igienici, e per irrigare il tetto verde, e le aree verdi circostanti.

L'edificio sarà dotato di pannelli fotovoltaici e di pannelli per la produzione di acqua sanitaria, e grazie ad un importante sistema di isolamento delle pareti, e il riscaldamento a pavimento, riuscirà così a raggiungere la classe energetica A4. La struttura sarà poi dotata di ventilazione naturale, capace di fornire agli occupanti un alto benessere ambientale. Il sistema di produzione di acqua calda si basa sulla pompa di calore. I fornitori ed i materiali utilizzati saranno locali, questo per diminuire l'incidenza dei trasporti e l'impatto ambientale degli stessi. 

Infine si sono distinte le funzioni e raggruppate, tra aule, spazi ricreativi, palestra, spazi in dotazione al personale docente e  servizi, cercando allo stesso modo di fornire alla scuola la possibilità di essere utilizzata anche in modo parziale e per funzioni diverse. La palestra, ad esempio, ha un ingresso separato, in modo da essere utilizzata anche durante le ore serali o extra- scolastiche da associazioni e gruppi sportivi. L'approvvigionamento dei cibi per il locale mensa, avverrà attraverso accesso dedicato e protetto da elementi schermanti, in modo da non creare conflittualità con le altre funzioni.

"Centrale nel progetto - commenta ancora Graziosi - è quello di garantire anche la sostenibilità economica della struttura, grazie proprio alla sostenibilità ambientale: sarà quasi autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie ai pannelli fotovoltaici, la minimizzazione della dispersione del calore, il recupero dell'acqua, e il comune pagherà così bollette davvero basse".

"Altro elemento centrale è la 'trasformabilità' - tiene a sottolineare l'ingegnere -, ovvero la capacità dell'edificio di adattarsi anche a possibili ridefinizioni nel corso del tempo delle esigenze dell'Amministrazione o del corpo didattico e insegnante. Le pareti delle aule possono essere facilmente demolite e ricostruite in posizione diversa o addirittura non ricostruite e questo permette alle singole aule di aumentare o diminuire la propria superficie in virtù delle esigenze, Poi i vari corpi ed aule, presenti in nuclei separati, permettono l'uso selettivo e modulare".

 



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