• Abruzzoweb sponsor

6 APRILE: NOVE ANNI IN UN PROGETTO C.A.S.E,
''STIAMO BENE, MA VOGLIAMO TORNARE A CASA''

Pubblicazione: 05 aprile 2018 alle ore 17:45

di

L’AQUILA - A nove anni dal terremoto del 6 aprile 2009 sono tanti gli aquilani rientrati nelle loro case, ma per alcuni ci vorrà ancora un po' di tempo per tornare alla quotidianità e alle abitudini di sempre. 

Per adesso, la loro certezza, cioè quattro mura familiari, sono ancora quelle del Progetto C.a.s.e., le abitazioni provvisorie antisismiche costruite in fretta e furia per dare un tetto a migliaia e migliaia di sfollati nell'ermergenza terremoto in Abruzzo. 

È il caso di Rosanna Scarlattei, docente di Filosofia e Pedagogia in pensione, che con la sua famiglia, composta da due figli e il marito ha vissuto dal novembre nel 2009 negli alloggi a Bazzano e da qualche settimana a Paganica.

"Siamo stati tra i primi a entrare nel Progetto C.a.s.e. di Bazzano - ricorda ad AbruzzoWeb - dopo alcuni mesi passati sulla costa. La nostra casa si trovava in via Giorgetto, una traversa di via Sassa. Non aveva avuto molti danni ma gravitando su un’altra, che è stata classificata E, quindi non siamo potuti rientrare. A breve, comunque, cominceranno i lavori, quindi in un paio d’anni probabilmente riusciremo a rientrare".

"Quel boato, quella terribile notte, è cambiata la vita di tutti. Avevo mia mamma anziana, il balcone si era appoggiato sul cancello e non riuscivamo a uscire. Attimi di panico che non dimenticheremo mai", racconta poi sulla notte nel sisma. 

A Bazzano, questa famiglia è riuscita a ricreare una parvenza di normalità, ma comunque con difficoltà, soprattutto dopo una vita passata nel cuore del centro storico dell’Aquila.

"I primi tempi non sono stati sempre facili. Mia madre nel frattempo si è ammalata e nel 2012 ci ha lasciati. Poi, io non guido e da Bazzano era difficile anche andare a fare la spesa senza mezzi. Non ci sono negozi e questo impedisce anche una vita di relazioni, forse quello che ci manca davvero, molto di più delle mura domestiche alle quali uno è abituato".

Prima del terremoto, anche per chi non aveva la macchina, ma comunque abitava in centro, c’era, tra l'altro, il mercato in piazza Duomo, non solo per fare la spesa ma per incontrarsi.

"Avevamo tutto e forse lo abbiamo sottovalutato, c’erano i negozi, c’era la possibilità di incontrarsi con facilità, scambiare due chiacchiere, confrontarsi, stare insieme".

E adesso, come punto di incontro, per fare amicizia e stare insieme, almeno a Bazzano, c'è la messa della domenica "e dopo ci si vede nella tenda amica, dove gli anziani giocano a carte e i bambini cercano di divertirsi".

Il Comune dell'Aquila ha utilizzato questa tenda anche per promuovere incontri informativi.

"È stato importante, un tassello in più per non sentirsi abbandonati da chi ci amministra e che ha a cuore le nostre situazioni".

Da qualche mese però, la signora Scarlattei si è dovuta trasferire in un Progetto C.a.s.e. di Paganica insieme ad altre famiglie a causa di un guasto.

"Hanno dovuto sgomberare quel blocco - spiega - per capire l’origine di queste perdite d’acqua. La manutenzione è sempre stata fatta con regolarità, non c’è mai stata incuria, evidentemente c’è un danno a monte e devono capire da dove".

Un guasto che secondo la signora e anche altri condomini non è dovuto quindi all'incuria ma a qualche lavoro fatto male  a monte.

"Queste C.a.s.e. sono state tirate su velocemente. Dovevano fare in fretta, ma per il nostro bene, probabilmente gli orari frenetici e la necessità di sbrigarsi non hanno aiutato affinché fosse tutto perfetto. Speriamo che possano capire la natura del problema in modo da renderle di nuovo fruibili magari per famiglie che ancora aspettano una sistemazione".

E a Paganica, ancora una volta, dopo 9 anni, si ricomincia da capo.

"Ci stiamo ambientando, sperando di recuperare una vita di relazioni conquistata con tanta fatica. Il nostro obiettivo è comunque tornare a casa, in quelle mura tra le quali i nostri figli sono cresciuti".

"Le radici richiamano anche se qui in effetti non posso dire di stare male, perché i miei nonni erano di Paganica quindi è stato un po' come tornare alle origini. Oggi mi sento bene, ma spero comunque di tornare a vedere quel centro che tanto manca a tutti gli aquilani, brulicare di vota vera e quotidianità", conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui