MESSAGGIO DI MATTARELLA: ''REPUBBLICA NON DIMENTICA. GIOVANI HANNO DIRITTO ALLA RINASCITA''. IL PAPA: ''VICINO IN FATICOSA VIA RICOSTRUZIONE''

6 APRILE 2009-6 APRILE 2019: L'AQUILA DIECI ANNI DOPO TRA MEMORIA E FATICOSA RIPRESA

Pubblicazione: 06 aprile 2019 alle ore 09:40

L'AQUILA - Ricostruzione a metà strada, con quella privata che procede spedita e si avvia alla conclusione ma quella pubblica che costituisce un vero cono d'ombra, centro storico che va riprendendosi a fatica grazie a un'ottantina delle circa mille attività economiche presenti prima del 2009 che sono tornate.

A dieci anni dal terremoto del 6 aprile, che causò 309 vittime di cui 55 studenti universitari fuori sede, è questo L'Aquila nel giorno della memoria, dopo la notte più lunga in cui a migliaia sono sfilati con le fiaccole fino alle 3,32, l'ora "x". 

Tornano a splendere chiese e palazzi, le periferie sono completate da anni, la ricostruzione privata del centro storico è in fase avanzata, anche se ancora manca tanto, mentre neanche una scuola a oggi è stata ricostruita.

L'Aquila è passata dalla fase emergenziale a una ordinaria senza considerare che qui la ricostruzione pubblica avrebbe bisogno di norme differenti e magari un commissario straordinario, come ha chiesto la Confcommercio con il direttore Celso Cioni, che ha evidenziato come "se in centro storico non tornano attrattori, non tornano le persone".

Senza considerare "le farraginosità del nuovo Codice degli appalti - ha detto all'Ansa il sindaco Pierluigi Biondi - . Quello che ho a più riprese chiesto al governo è la possibilità di ricorrere a procedure più snelle e veloci, ovviamente sempre nell'ambito di un quadro normativo rispettoso della legalità".

"Sono trascorsi dieci anni da quel tragico 6 aprile che sconvolse L'Aquila: il terremoto provocò morte e distruzioni, colpì al cuore l'intero Paese, lasciò segni profondi e dolorosi che il tempo e l'impegno umano hanno in parte lenito ma mai potranno cancellare - ha scritto oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - . Nel giorno del decennale il primo pensiero va alle vittime, al lutto straziante dei familiari, ai tanti sfollati, alle molteplici ferite inferte alle comunità. La Repubblica non dimentica. E, personalmente, desidero rinnovare ai cittadini di tutti i comuni colpiti i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà".

In una lettera è intervenuto anche il Papa: "Prego per tutte le vittime di quella tragedia e per le loro famiglie. Vi assicuro che accompagno, con viva partecipazione, il faticoso cammino che vi impegna a ricostruire - bene, rapidamente e in maniera condivisa - gli edifici pubblici e privati, come anche le chiese e le strutture aggregative".

"Il Signore Risorto doni a tutti e a ciascuno - scrive ancora il Papa nella lettera ai cittadini dell'Aquila - la luce e la forza per rendere sempre più coesa e creativa la vostra comunità ecclesiale e sociale, facendovi, così, coraggiosi testimoni di operosa legalità, di fattiva sinergia e di fraterna solidarietà".

Dieci anni fatti di sofferenze ma anche di grandi speranza, rappresentate dai tanti giovani che hanno deciso di restare e, magari, di investire. Come la storia di Matteo Griguoli, che aveva lasciato l'Università per aprire un'azienda agricola che potesse rilanciare le tradizioni e promuovere il territorio, ma ad aprile del 2009, quando ormai è quasi tutto pronto per partire, il terremoto distrugge i locali del centro storico in cui quella realtà doveva nascere ed infrange il suo sogno. Due anni dopo il sisma, però, si rimbocca le maniche e riesce a dar vita alla sua azienda, che oggi è in piena attività, nonostante il territorio paghi ancora gli effetti del terremoto.

O come quella di Alberico D’Alessandro, hair stylist che proprio il 9 aprile, a pochi giorni dal terremoto, dalla "data X" indelebile nel cuore  e nella mente degli aquilani, si è rimboccato le maniche e tra macerie e disperazione riaprì immediatamente il suo salone che all’epoca si trovava all’interno della galleria commerciale Barbarossa su Viale Corrado IV.

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