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A PRESENTARLO VICE-PRESIDENTE CONSIGLIO SANTANGELO, BUDGET 150 MILA EURO PER EVENTI NELLA PRIMAVERA 2020, PRIMA SEDUTA DELL'ENTE IL 6 LUGLIO 1970, POI SOMMOSSE NEL CAPOLUOGO, ''SARA' MOMENTO DI RIFLESSIONE E BILANCIO''

REGIONE ABRUZZO COMPIE CINQUANT'ANNI
PROGETTO DI LEGGE PER CELEBRAZIONI

Pubblicazione: 14 novembre 2019 alle ore 07:30

L'AQUILA - Correva l'anno 1970: il 6 luglio a palazzo della Prefettura a L'Aquila si tenne la prima storica seduta d’insediamento del consiglio regionale, presieduto da Giustino De Cecco, che poi ha lasciato lo scranno al primo presidente del Consiglio, Emilio Mattucci. Entrambi democristiani, come il primo presidente della Regione, Ugo Crescenzi, che subito dovette affrontare la sommossa esplosa a L'Aquila a seguito della decisione del Consiglio regionale dell'Abruzzo di prevedere due sedi, una all'Aquila e una a Pescara, di dove collocare nella città adriatica anche la maggior parte degli assessorati regionali 7 su 10.

Nel 2020 saranno passati, tra luci ed ombre, cinquant'anni dall'istituzione degli enti regionali, compreso quello abruzzese, e per celebrarne la ricorrenza, il vicepresidente del consiglio vicario, Roberto Santangelo, ha depositato il progetto di legge “Celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’istituzione delle Regioni”, che intende destinare 150 mila euro per mettere in atto iniziative nel "periodo compreso tra i mesi di marzo e luglio 2020 a L’Aquila e Pescara", e per eventi "di sensibilizzazione e studio sui temi del regionalismo, nei territori delle quattro province abruzzesi".

Va evidenziato  che è il primo pdl in Italia con tale obiettivo, a cui si suppone, seguiranno quelli delle altre regioni. L'Abruzzo, insomma, ha bruciato i tempi.

Santangelo, contattato da Abruzzoweb tiene subito a precisare che "non sarà una retrospettiva, un' autocelebrazione fine a se stessa,e dunque sterile, almeno nelle mie intenzioni. Dovrà coinvolgere attivamente, scuole territori, e società civile, dovrà essere un momento alto di riflessione del ruolo che l'ente Regione in questo mezzo secolo ha svolto, nei suoi aspetti positivi di ente di cernera e itermedio, e nelle sue criticità. E poi dovrà essere l'occasione per guardare avanti, per aprire un confronto alto sul ruolo che la Regione ancor più può assolvere nel processo di crescita democratica, di partecipazione e di sviluppo del territorio nel significato più ampio, come previsto dal dettato Costituzionale".

Tema quanto mai d'attualità, il ruolo della Regione, in una fase politica in cui l'attuale assetto istituzionale è messo in discussione dal regionalismo, o federalismo, differenziato, riforma fortemente perorata dalla Lega, e che intende conferire maggiore autonomia alle Regioni, con contestuale possibilità di trattenere maggiori quote di entrate fiscali. Un abbrivio alla maggiore responsabilizzazione ed efficienza, per il fronte favorevole, una surrettizia secessione delle regioni ricche del Nord, a discapito di quelle più povere e del Sud, Abruzzo compreso, per il fronte contrario.

A tal proposito va ricordato che L'Abruzzo, assieme al Molise, è l'unica regione che ancora non propone al governo un testo dell'intesa su cui incardinare il processo di autonomia, con l'elenco delle deleghe che si intendono gestire in proprio. 

" Il federalismo differenziato - afferma a tal proposito Santangelo - va  compreso nel merito, e nel dettaglio. Abbiamo l'esigenza di tutelare l'unità economica e sociale del Paese nel rispetto dei diritti civili e sociali delle persone secondo il principio di sussidiarietà e secondo procedure che prevedano interventi del governo centrale a difesa degli Enti locali, in un quadro in cui di rispettivi diritti e doveri siano sostanzialmente in equilibrio. A queste condizioni non dobbiamo avere paura della sfida può essere un grande stimolo per ottimizzare l'utilizzo delle risorse, a cominciare da quelle della Sanità, dove in effetti le regioni del centro-nord sono un modello positivo. Ma una cosa è certa, occorrerà una transizione graduale al nuovo ed eventuale assetto". 

L'organizzazione degli eventi, si legge nel progetto di legge, "è demandata all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che individua il programma e le strutture preposte all'adempimento degli atti necessari all'attuazione", come pure "il coordinamento delle attività organizzative"

E ancora, "in considerazione della rilevanza dell'evento l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, per il tramite della competente direzione amministrativa, promuoverà forme di sponsorizzazione dell'evento o di singole manifestazioni in cui lo stesso si articola. L'Ufficio di presidenza è autorizzato con propria deliberazione alle occorrenti variazioni di bilancio del Consiglio regionale finalizzate alla iscrizione delle risorse derivanti dalle sponsorizzazioni finalizzandole alla realizzazione degli eventi".

"Il previsto coinvolgimento dei territori, nell'articolazione provinciale, vuole essere un momento di vero incontro per riscoprire, confermare ed approfondire il ruolo, le attività e la missione dell'Ente Regione. Vuole essere l'occasione per far divenire maggiormente partecipi i cittadini, in particolare i giovani, di una Istituzione che deve essere sentita e vissuta come una casa, una fucina ove trovano accoglienza le idee e la visione di futuro di cui sono portatori", conclude Santangelo. (f.t.)

 



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