''PROSTITUZIONE A BASSO COSTO,
A PESCARA NON SOLO CINESI
MA ANCHE SCHIAVE NIGERIANE''

Pubblicazione: 01 dicembre 2017 alle ore 12:57

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PESCARA - “Prestazioni sessuali in strada anche a 10 euro”.

Dopo l'allarme sulla prostituzione a basso costo gestita dai cinesi e la chiusura di cinque centri massaggi nel Pescarese lo scorso ottobre, arriva un altro allarme lanciato da Fabio Sorgoni, coordinatore del progetto ‘Tratta’ di On the road onlus nel recente convegno all’Aurum di Pescara dal titolo ‘Le mani sporche. Lo sfruttamento dei migranti nell’accattonaggio e nel lavoro forzato’.

“La prostituzione - ha spiegato Sorgoni ad AbruzzoWeb - negli anni ha cambiato le sue dinamiche, non diminuisce ma cresce con dei picchi relativamente alle stagioni. Aumentano le ragazze minorenni e molto giovani, soprattutto nigeriane, anche perché è cambiata la dinamica di sfruttamento nigeriano che è basata su dei patti, dei riti vudù,  legami che nascono in Nigeria e che comportano un debito da ripagare. Un debito molto importante che prima poteva arrivare 60 mila euro e che adesso è intorno ai 35 mila euro”.

“Negli ultimi anni - ha detto inoltre Sorgoni - le organizzazioni nigeriane lavorano su un debito più leggero e investono molto meno sul viaggio delle ragazze. Fino a qualche tempo fa arrivavano anche in aereo passando dalla Francia, ora arrivano con le navi. Molte di loro muoiono, dunque gli sfruttatori puntano ai grandi numeri e sono addirittura capaci di raggiungerle nei centri che le proteggono. 

“Ecco perché - ha aggiunto - dobbiamo lavorare meglio con centri lontani dalle aree di sfruttamento e vicine ad aree di integrazione dove ci siano buone opportunità di inserimento lavorativo”.

“Pescara - ha ammesso poi Sorgoni - resta un grande centro di ‘aggregazione’, essendo un punto di snodo importante tra nord e sud che lo rende, insieme al resto della costa, una meta da turismo sessuale sia d’estate che d’inverno”. 

Sui prezzi bassi per le prestazioni, ha spiegato che “in strada si spendono tra i 10 e i 15 euro, in appartamento dai 20 ai 50 euro. Una situazione che porta degrado ed una cattiva immagine della zona e si rischia che anche questa offerta prostituiva diventi parte strutturale dell’immagine di questi centri , ma la realtà è che si tratta di business, c’è un giro sicuro di soldi”.

“Dunque, noi lavoriamo per contrastare lo sfruttamento di queste persone che vanno aiutate ed integrate in vari progetti”, ha detto ancora.

Uno di questi progetti è Asimmetrie 2 Abruzzo-Molise, “finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità, in cui facciamo attività di contrasto alla tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo e anche all’accattonaggio con interventi di prossimità, di strada. La nostra caratteristica è che le persone le andiamo a cercare, con il furgone, dove sono. E offriamo loro accompagnamenti sanitari, consulenza legale, consulenza sociale, cercando di capire la situazione”.

“Le invitiamo presso i nostri centri di drop-in con un lavoro di identificazione della vittima di tratta cercando di capire la sua storia. Lavoriamo in collaborazione con la Commissione territoriale di Ancona per il riconoscimento dell’asilo”, ha concluso.



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